Teatro: a Roma 'Venetian Dream', protagonista la Compagnia Finzi Pasca

Teatro: a Roma 'Venetian Dream', protagonista la Compagnia Finzi Pasca
02 marzo 2026 | 17.01
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Debutta nella Capitale, al Teatro Olimpico per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana dal 4 all’8 marzo 2026, 'Titizé – A Venetian Dream'. Co-prodotto dalla Compagnia Finzi Pasca con il Teatro Stabile del Veneto e in partnership con Gli Ipocriti Melina Balsamo, lo spettacolo dedicato a Venezia approda a Roma dopo una lunga tournée in tutta Europa che ha raccolto oltre 80mila spettatori, e prossimo a volare in Messico. 'Titizé – A Venetian Dream' è una espressione teatrale fondata sulla meraviglia e sullo stupore, che racconta il rapporto fra Venezia, l’acqua e l’uomo. Una produzione che si apre a un pubblico internazionale, di tutte le età, grazie all’affascinante connubio fra linguaggio universale della clowneria e la danza, la musica e il teatro acrobatico. L’opera – spettacolo ufficiale della città di Venezia – è scritta e diretta da Daniele Finzi Pasca, tra i membri fondatori dell’omonima compagnia di base a Lugano in Svizzera, che nei suoi oltre 40 anni di attività internazionale ha realizzato più di 40 spettacoli, fra cui 3 cerimonie olimpiche, 2 spettacoli per il Cirque du Soleil e 9 opere liriche, che hanno calcato i palcoscenici di circa 600 teatri e festival in 46 paesi di tutto il mondo, per oltre 15 milioni di spettatori. Le musiche dello spettacolo sono di Maria Bonzanigo e sono state eseguite dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Pasquale Corrado con la partecipazione del Coro Città di Piazzola sul Brenta, la scenografia è a cura di Hugo Gargiulo, assistito da Matteo Verlicchi, mentre i costumi sono di Giovanna Buzzi.

Fedele al linguaggio dei sogni che restituisce immagini evanescenti, allusioni e miraggi, Titizé - A Venetian Dream è uno spettacolo che conduce lo spettatore in un universo rarefatto e surreale. La sua narrazione, apparentemente frammentata ma profondamente allusiva, si sviluppa in un gioco caleidoscopico che intreccia diversi piani di significato, rievocando un iperbolico grammelot. 'Titizé', 'tu sei' in veneziano è una parola emblematica e piena di ritmo, che con la sua evocativa sonorità richiama l’attenzione sul potere del verbo 'essere', sottolineando l’universalità di un’esperienza immaginata per coinvolgere intimamente un pubblico eterogeneo. Lo spettacolo fonde tradizione e innovazione, allude, crea metafore, amplifica emozioni, utilizzando innovative macchine sceniche e dando vita a un teatro per tutti senza dover ricorrere alla parola. "Siamo contenti della nuova collaborazione con la Compagnia Finzi Pasca – ha detto in conferenza Domenico Turi direttore artistico della Filarmonica Romana – Da sempre la nostra istituzione porta avanti progetti innovativi e di ricerca e speriamo che questo primo incontro con la Compagnia svizzera prosegua per i prossimi anni con nuovi progetti che arricchiscano culturalmente la città di Roma". "Ci affidiamo a una Compagnia da uno stile personalissimo e di grande creatività – ha proseguito Lucia Bocca Montefoschi, direttrice artistica del Teatro Olimpico – Sono convinta che il pubblico romano che vedrà per la prima volta 'Titizé' ne rimarrà affascinato".

Con un cast di dieci talentuosi interpreti, tra cui acrobati, attori e musicisti, 'Titizé' invita a immergersi nell’essenza di Venezia, dove il passato e il presente si mescolano in un unico affascinante racconto e le storie, sparse come conchiglie sulla spiaggia, ognuna con la sua bellezza e il suo mistero, si ricompongono in un prezioso mosaico. Lo spettacolo diviene anche l'occasione per gettare uno sguardo sul futuro di una città ancora in grado di produrre e di esportare la sua arte e la sua capacità di resilienza in tutto il mondo. “La drammaturgia dei nostri spettacoli – racconta Daniele Finzi Pasca – usa con parsimonia le parole ma ci interroga con immagini contraddittorie, allusioni e miraggi. Ci saranno i riflessi nell’acqua, la diafanità delle sfuocature quando le nuvole scendono basse basse, c’è il gioco mitico del mascherarsi che ci rimanda al velarsi per svelarsi e per poi ancora rivelarsi. I tre movimenti magici che i maghi e gli sciamani conoscono e si tramandano. C’è la notte e la sua follia, le cialtronate dei buffoni, oggetti che levitano, acrobati che volano, pioggia surreale e un continuo ricreare equilibri impossibili. Ci sono i personaggi della tradizione che in un gioco caleidoscopico vengono moltiplicati, sdoppiati, smontati e ricostruiti. Uno spettacolo nel quale, come sempre, inseguiamo la leggerezza mantenendo un continuo dialogo fatto di empatia con il pubblico - spiega ancora - Mettiamo in scena il mondo dei guitti che questa volta si presentano come abili prestidigitatori. C’è Venezia con il suo splendore, le sue atmosfere, la sua poesia e i misteri che la abitano. Costruire una Commedia comica e allo stesso tempo dello stupore è la sfida di questo spettacolo. Una produzione immaginata per un pubblico che ha voglia di immergersi in un viaggio onirico", conclude.

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