Marazzi, Gabbriellini, Landucci e Foglietta portano al Lido quattro sguardi diversi tra biografia, cronaca, conflitti familiari ed esordi alla regia
Sono quattro i film italiani selezionati in concorso nella sezione Orizzonti dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre. La pattuglia italiana comprende 'La ragazza con la Leica' di Alina Marazzi, scelto come film d’apertura della sezione, 'La città dei vivi' di Edoardo Gabbriellini, 'I figli della scimmia', opera prima di finzione di Tommaso Landucci e 'Una storia', esordio alla regia di Anna Foglietta. Una presenza che attraversa generazioni e linguaggi diversi, dal racconto storico di Alina Marazzi ai drammi familiari di Landucci e Foglietta fino alla rilettura cinematografica del caso di cronaca raccontato nel romanzo di Nicola Lagioia e che ha ispirato il film di Gabbriellini.
Ad aprire Orizzonti, il 2 settembre, alle ore 16, alla Sala Darsena del Lido, sarà 'La ragazza con la Leica' di Alina Marazzi, coproduzione Italia-Germania con protagonista Emilia Schüle, affiancata da Aaron Altaras, Luna Wedler e Lucas Englander. Il film porta sullo schermo la figura di Gerda Taro, la prima donna fotoreporter morta sul campo di battaglia. La storia si concentra sul 14 luglio 1937, a Parigi: Taro trascorre l’ultimo giorno prima di tornare sul fronte della guerra civile spagnola insieme a Robert Capa, uno dei suoi grandi amori, e agli amici con cui è fuggita dalla Germania nazista. Tra passato e presente, il film ricostruisce il ritratto di una donna che, in un’epoca in cui tutto sembra ancora possibile, ha scelto la fotografia come strumento per raccontare la realtà. 'La ragazza con la Leica' (Guanda) è ispirato all'omonimo romanzo biografico della scrittrice italo-tedesca Helena Janeczek pubblicato nel 2017, con cui ha vinto il Premio Bagutta, il Premio Selezione Campiello e il premio Strega tutti nell'edizione 2018.
Tra i titoli italiani più attesi di Orizzonti c’è 'La città dei vivi' di Edoardo Gabbriellini, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi nel 2020, e in programma il 4 settembre, alle ore 16.45 alla Sala Darsena. Nel cast Valerio Mastandrea, Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei. Il protagonista è un ragazzo nel pieno della formazione, alla ricerca del proprio posto nel mondo. Attraverso il suo sguardo, il film racconta anche una città attraversata da crepe, solitudini e contraddizioni che sembrano condurre verso una tragedia apparentemente inspiegabile. Il film prende spunto dalla vicenda di Luca Varani, il 23enne ucciso a Roma nel marzo 2016, ma sceglie di andare oltre la semplice ricostruzione del fatto di cronaca, concentrandosi sulle fragilità sociali, culturali ed emotive che ne costituiscono lo sfondo.
È una storia familiare e commovente quella raccontata ne 'I figli della scimmia', esordio nel cinema di finzione di Tommaso Landucci che sarà presentato il 7 settembre, alleore 17.15 alla Sala Darsena Ne è protagonista Riccardo Scamarcio, affiancato da Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, e Cristina Odasso, Tancredi Naldini, Andrea Aggio e Luigi Diberti. Ispirato all'omonima fiaba di Esopo, il film è il racconto di un conflitto intimo, quello di Dario, padre di un bambino disabile al quale dedica tutte le proprie attenzioni. Parallelamente, l’uomo instaura un rapporto molto intenso con il figlio adolescente del fratello. Nel legame con il nipote Dario finisce per ritrovare il figlio che avrebbe voluto avere e assume, nei suoi confronti, il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un meccanismo di proiezioni, desideri e bisogni inespressi che finisce per incrinare il suo equilibrio interiore e travolgere l’intera famiglia.
"C'è un tabù, un 'impossibile da dire', che mi ha affascinato perché riguarda l'esperienza più profonda e intima della genitorialità - dice il regista nelle sue note di regia - nessun padre e nessuna madre desidera avere un figlio con una disabilità. Questo non mette in discussione l'amore che i genitori di persone con disabilità provano per i propri figli, ma, seppure un figlio stravolga la vita a prescindere, nel loro caso l'esistenza prende una direzione alla quale nessuno può essere preparato. Parlando con alcuni di loro, mi ha colpito scoprire che spesso, prima del dolore per un figlio nato con una disabilità, arriva quello di una perdita: il lutto per 'l'altro figlio', quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. E allora mi sono chiesto: cosa accade a un padre se poi quel figlio compare? Se si trovasse improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre immaginato e desiderato avere?"
L'8settembre, alle ore 16, alla Sala Darsena, sarà la volta dell’esordio alla regia di Anna Foglietta con 'Una storia', interpretato da Alba Rohrwacher e Guido Caprino, con Caterina Casini ed Elio De Capitani. Al centro della storia ci sono Erika e Mauro, una coppia apparentemente solida il cui equilibrio comincia a incrinarsi quando la figlia decide di andare a studiare fuori sede. La partenza della ragazza fa emergere un senso di vuoto e costringe i due a confrontarsi con ferite rimaste irrisolte, abitudini diventate soffocanti e sogni accantonati. La crisi diventa così anche un’occasione per ritrovare sé stessi e provare a salvare il loro rapporto.
I quattro titoli confermano dunque la forte presenza del cinema italiano nella sezione Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze estetiche ed espressive e con particolare attenzione agli esordi e agli autori emergenti. (di Paolo Martini)