Con la pubblicazione del decreto ministeriale per l’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico, l’Università Campus Bio-Medico di Roma entra ufficialmente nel sistema nazionale della formazione degli insegnanti con i percorsi di specializzazione per il sostegno didattico (TFA), mettendo a disposizione della scuola italiana un patrimonio di competenze scientifiche, cliniche e formative maturato in oltre vent’anni di esperienza accademica.
Nell’ambito della programmazione nazionale, all’Università Campus Bio-Medico di Roma sono stati assegnati complessivamente 331 posti, così ripartiti:
· 250 posti per la specializzazione sul sostegno nella scuola primaria;
· 81 posti per la specializzazione sul sostegno nella scuola secondaria di II grado.
L’apertura delle candidature rappresenta un’importante opportunità per coloro che desiderano intraprendere un percorso altamente qualificante e contribuire concretamente alla costruzione di una scuola sempre più inclusiva e attenta ai bisogni di ogni studente.
Le candidature sono già aperte e potranno essere presentate fino alle ore 12.00 del 10 luglio 2026, secondo le modalità indicate sulla pagina web dedicata.
Un modello integrato tra pedagogia, neuroscienze e competenze medico-sanitarie
In un contesto caratterizzato da una crescente domanda di docenti specializzati, l’Ateneo propone un modello formativo distintivo che integra pedagogia, neuroscienze, psicologia dello sviluppo e competenze medico-sanitarie, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di comprendere e accompagnare la complessità dei bisogni educativi della scuola contemporanea.
«Oggi ogni processo di apprendimento può essere reso più efficace grazie alle conoscenze che le neuroscienze offrono sul funzionamento della persona», spiega la professoressa Paola Binetti, docente di Storia della Medicina e Scienze Umane presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. «L’insegnante di sostegno non può limitarsi ad applicare metodologie didattiche standardizzate, ma deve comprendere come ciascun alunno apprende, quali siano le sue risorse, le sue fragilità e le condizioni che possono favorirne lo sviluppo. Le neuroscienze offrono strumenti preziosi per comprendere questi processi e tradurre tale conoscenza in interventi educativi sempre più personalizzati».
Il valore distintivo del modello proposto dall’Università Campus Bio-Medico di Roma risiede nel contributo della Facoltà Dipartimentale di Medicina e Chirurgia. Le conoscenze sviluppate nei campi delle neuroscienze, della pediatria, della neuropsichiatria infantile e della psicologia consentono di offrire ai futuri insegnanti di sostegno nuove chiavi di lettura per comprendere le difficoltà degli alunni e trasformare questa comprensione in strategie educative personalizzate e inclusive.
Non si tratta di trasferire nella scuola competenze cliniche, ma di mettere a disposizione dei docenti una maggiore capacità di leggere la complessità dei bisogni educativi. Comprendere il "perché" di una difficoltà, conoscere i meccanismi che influenzano apprendimento, comportamento, attenzione e motivazione significa poter costruire interventi più adeguati e personalizzati.
In questo senso, l’insegnante di sostegno è chiamato sempre più a svolgere un ruolo di accompagnamento educativo fondato sull’osservazione, sull’ascolto e sulla capacità di valorizzare le potenzialità individuali. Un professionista capace di "cucire abiti su misura", adattando strumenti e strategie alle caratteristiche di ogni studente e favorendone la piena partecipazione alla vita della classe.
La persona al centro: tutta la persona e ogni persona
L’approccio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma trova il proprio fondamento in una visione della persona che da sempre caratterizza l’Ateneo: mettere al centro "tutta la persona e ogni persona".
Una prospettiva che invita a superare ogni lettura riduttiva dell’essere umano e che considera ogni individuo nella sua globalità biologica, psicologica, relazionale, sociale e spirituale.
A descrivere efficacemente questa prospettiva è una riflessione del neurologo e psichiatra austriaco Viktor Frankl, richiamata dalla professoressa Binetti. Frankl osservava come figure geometriche diverse – un cono, una sfera e un cilindro – possano generare, se proiettate su un piano, la stessa ombra circolare. Limitarsi a osservare l’ombra significa rischiare di confondere realtà profondamente differenti. Solo allargando lo sguardo è possibile cogliere la natura autentica di ciò che abbiamo davanti.
Allo stesso modo, nella scuola, una difficoltà di apprendimento, un comportamento problematico o una fragilità relazionale non possono essere compresi attraverso un’unica chiave di lettura. Dietro manifestazioni apparentemente simili possono esistere storie, bisogni e percorsi molto diversi tra loro.
Per questo la formazione degli insegnanti di sostegno richiede oggi una preparazione multidisciplinare, capace di integrare diverse chiavi di lettura della persona e dei suoi processi di apprendimento. È proprio questa capacità di guardare oltre il sintomo o la difficoltà apparente che l’Università Campus Bio-Medico intende trasmettere ai futuri docenti.
Una risposta concreta ai nuovi bisogni della scuola
La scuola di oggi è chiamata a confrontarsi con bisogni sempre più complessi, che spaziano dalle difficoltà di apprendimento alle fragilità relazionali ed emotive, fino alle sfide legate alla salute mentale in età evolutiva.
In questo scenario, l’insegnante di sostegno assume un ruolo strategico non solo nell’accompagnamento del singolo studente, ma anche nella promozione di contesti inclusivi e nel sostegno al gruppo classe, attraverso interventi educativi capaci di prevenire le fragilità e valorizzare le potenzialità di ciascun alunno.
Un’esperienza già consolidata nella cura e nell’accompagnamento della persona
L’approccio che l’Università Campus Bio-Medico di Roma intende mettere a disposizione dei futuri insegnanti di sostegno affonda le proprie radici in un’esperienza educativa già consolidata all’interno dell’Ateneo.
Ne sono esempio il Progetto Tutorato, che accompagna gli studenti attraverso percorsi personalizzati di orientamento e supporto, e il Progetto PROBEN, dedicato al benessere psicologico e alla dimensione emotiva dell’apprendimento. Iniziative che riflettono una stessa convinzione: la crescita formativa passa dalla capacità di riconoscere i bisogni della persona, valorizzarne le potenzialità e costruire contesti capaci di favorire inclusione e benessere.
È questa stessa attenzione alla persona, considerata nella sua interezza e unicità, che l’Università intende oggi mettere al servizio della scuola italiana, contribuendo alla formazione di docenti capaci di comprendere, accompagnare e valorizzare ogni studente nel proprio percorso di crescita.