Nel corso della settimana si è svolta una seconda seduta del Consiglio dei ministri, focalizzata in particolare sull’approvazione del Documento di finanza pubblica (Dfp), che rappresenta un passaggio rilevante nel ciclo di programmazione economico-finanziaria. Il Documento contiene la rendicontazione dei risultati conseguiti nel 2025 nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, adempiendo agli obblighi previsti dalla normativa europea in materia di trasmissione annuale dei dati di monitoraggio. Il quadro macroeconomico delineato dal Governo riflette un approccio improntato alla cautela e al realismo, anche tenendo conto delle persistenti incertezze del contesto internazionale. In questo scenario, le stime indicano per il 2026 una crescita del PIL reale pari allo 0,6%, leggermente inferiore allo 0,7% riportato nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), un andamento che viene sostanzialmente confermato anche per il 2027. Per il biennio successivo, 2028 e 2029, la crescita annua è invece prevista attestarsi intorno allo 0,8%. Sul fronte della finanza pubblica, sulla base delle stime di consuntivo dell’Istat, il deficit per il 2025 si colloca al 3,1% del PIL, un valore superiore al 3% precedentemente indicato nel Dpfp, mentre per gli anni successivi è prevista una progressiva riduzione: al 2,9% nel 2026, al 2,8% nel 2027, al 2,5% nel 2028, fino a raggiungere il 2,1% nel 2029. Le proiezioni evidenziano inoltre un tasso di crescita dell’indicatore della spesa netta pari all’1,9%. Meno favorevole, rispetto alle previsioni iniziali, risulta invece l’andamento del rapporto debito/PIL, che nel 2025 viene stimato al 138,6%, rispetto al 137,1% atteso; secondo il Dfp, tuttavia, il rapporto dovrebbe iniziare a ridursi a partire dal 2027, passando al 138,5%, per poi scendere al 137,9% nel 2028 e attestarsi al 136,3% nel 2029. Nel corso della medesima seduta del 22 aprile, il Consiglio dei ministri ha inoltre proceduto alla nomina di cinque nuovi Sottosegretari di Stato: Paolo Barelli alla Presidenza del Consiglio, Massimo Dell’Utri al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Alberto Balboni al Ministero della Giustizia, Mara Bizzotto al Ministero delle Imprese e del made in Italy e Pietro Cannella al Ministero della Cultura.