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Crosetto: "Terrorismo? Prefigurare ogni scenario e prepararsi a eventuali cose gravi"

Il ministro: "Penso non succederà nulla di grave, ma dobbiamo prepararci"

Guido Crosetto - Fotogramma /Ipa
Guido Crosetto - Fotogramma /Ipa
27 marzo 2024 | 13.04
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"L'Italia affronta la sfida del terrorismo da anni in silenzio. Ogni giorno le forze armate e di polizia combattono il terrorismo. Lo Stato c’è sempre, vigile; questo non significa che il pericolo scompaia, significa che i cittadini devono sapere che lo Stato non si accorge del terrorismo solo quando succede qualcosa, come successo in Russia qualche giorno fa". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine della cerimonia per i '100+1' dell’Aeronautica Militare. "Io preferirei non essere preoccupato - ha detto ancora Crosetto - ma l'Unione europea e gli Stati devono prefigurare qualunque tipo di scenario. Penso non succederà nulla di grave, ma dobbiamo prepararci alla possibilità che possano succedere cose gravi, come ci ha insegnato l’Ucraina, magari non direttamente al nostro Paese”.

"Non si è mai parlato di leva obbligatoria. Viviamo tempi difficili in cui semmai c’è bisogno di tanti professionisti, dobbiamo piuttosto ragionare sul numero di questi. Abbiamo bisogno di professionisti formati, non di cittadini che fanno un anno di leva", ha detto ancora il ministro a margine dell'evento.

"L’Aeronautica è un caposaldo della Difesa e lo sarà sempre di più. La Difesa è il presupposto fondamentale della democrazia e necessariamente deve parlare anche di cose brutte, perché non esiste la possibilità di difendersi senza armi”, ha poi detto il ministro nel corso della cerimonia.

“In un momento drammatico come questo, ci siamo ricordati che la Difesa non poteva essere solo una protezione civile 4.0, il mondo può cambiare e questo è un periodo che nessuno si augurava. Ma noi non abbiamo mai mollato. Molti nostri concittadini si erano dimenticati dell’esistenza di Isis, non noi che la combattiamo in Iraq e in Kuwait. Le provocazioni vanno avanti da oltre due anni ai confini europei. Siamo qui per difendere il Paese, anche quando nessuno si ricorda del pericolo. Il nostro maggior successo è la tranquillità che però richiede impegno costante, sacrificio, preparazione e investimento". (dall'inviata Silvia Mancinelli)

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