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Grida "Viva l'Italia antifascista" alla Scala e viene identificato, è bufera

08 dicembre 2023 | 14.19
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Marco Vizzardelli fermato dalla Digos dopo l'urlo al termine dell'inno di Mameli. Questura Milano: identificazioni non per frase ma per garantire sicurezza". Campagna social Pd: "Identificateci tutti"

Pubblico alla prima della Scala di Milano - (Fotogramma)
Pubblico alla prima della Scala di Milano - (Fotogramma)

E' polemica su quanto accaduto alla Prima della Scala di Milano ieri: Marco Vizzardelli, giornalista 65enne, è stato identificato dalla Digos dopo aver urlato "Viva l'Italia antifascista" subito dopo l'esecuzione dell'inno di Mameli.

Esperto di equitazione e frequentatore assiduo del teatro, Vizzardelli si è detto "orpreso da tutto a partire dall'arrivo della Digos. Per aver detto una frase costituzionale è arrivata la Digos. Mi hanno detto che l'identificazione era una cosa di prassi ma io sono rimasto un po' interdetto. A quel punto mi hanno detto che se non mi identificavo avrei commesso un reato. 'Non ho commesso un reato perché ho detto 'Viva l'Italia antifascista', l'avrei commesso se avessi detto 'Viva l'Italia fascista'. Ho detto una cosa costituzionale e lapalissiana', ho risposto", ha spiegato all'Adnkronos. "Gli agenti si sono messi a ridere e mi hanno detto che erano anche molto d'accordo ma il loro compito era procedere all'identificazione. Allora l'abbiamo fatta anche molto amichevolmente'', ha aggiunto.

In una nota la Questura di Milano spiega che "l'identificazione dei due spettatori presenti in galleria è stata effettuata quale ordinaria modalità di controllo preventivo per garantire la sicurezza della rappresentazione. L'iniziativa non è stata assolutamente determinata dal contenuto della frase pronunciata, ma dalle particolari circostanze, considerate le manifestazioni di dissenso poste in essere nel pomeriggio in città e la diretta televisiva dell'evento che avrebbe potuto essere di stimolo per iniziative finalizzate a turbarne il regolare svolgimento. La conoscenza dell'identità delle persone ha consentito, infatti, di poter ritenere con certezza l'assenza di alcun rischio per l'evento''.

L'hashtag #VivalItaliaAntifascista è diventato virale, sul profilo X del Partito democratico, in segno di solidarietà si legge: "Continueremo a gridarlo, ovunque. Anche se non piace a Salvini. E adesso identificateci tutte e tutti". Diversi esponenti dem, da Debora Serracchiani ad Arturo Scotto, passando per Marco Furfaro, hanno aderito all'iniziativa twittando "Viva l'Italia antifascista" con nome, cognome, luogo e data di nascita.

Sull'accaduto è intervenuto il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. "Mi auguro che il motivo che ha portato agenti della Digos ad identificare chi ha gridato 'Viva l'Italia Antifascista' alla Scala ieri sera, sia perché il questore e il prefetto di Milano intendono ringraziare quel cittadino per aver reso omaggio alla Costituzione", ha scritto su Twitter il parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra.

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