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τροφήν la prima Medicina: il cibo e l'istamina. Allergia vera, pseudoallergia o intolleranza

10 maggio 2024 | 12.51
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"Abitualmente l’istamina viene associata alle allergie delle quali è considerata il principale agente effettore, tanto che i farmaci classicamente utilizzati per prevenire e neutralizzare un’eventuale reazione allergica sono detti anti-istaminici proprio perché finalizzati a bloccare l’azione di questo importante mediatore dell’infiammazione allergica. Ma, in aggiunta a questi processi, va detto che nell’organismo umano il rilascio di istamina da parte delle cellule che la contengono può anche verificarsi con meccanismi non immunologici che simulano un’allergia ma che allergia non sono e che, evocando una Par (Pseudo-Allergic Reaction), possono conseguire a traumi fisici o ad intense condizioni stressogene, ma anche all’azione diretta di farmaci, mezzi di contrasto, veleni di insetti, alimenti". Se ne parla nel nuovo appuntamento con τροφήν la prima Medicina, la rubrica curata dall’immunologo Mauro Minelli e dedicata all’impatto del cibo sulla salute dell’uomo, che nella puntata di questa settimana approfondisce il tema 'alimenti-istamina' e i molteplici aspetti di un’interazione a volte tumultuosa ed aggressiva.

"C’è da aggiungere, inoltre, che l’istamina viene abitualmente prodotta insieme ad un enzima chiamato Diaminossidasi (Dao) che, nell’organismo umano, provvede alla sua fisiologica degradazione. Nei casi in cui dovesse verificarsi una carenza primaria di questo enzima o un suo difetto funzionale magari legato all’assunzione di alcuni farmaci, i livelli di istamina nell’organismo salgono e allora si parla di intolleranza all’istamina. Il fenomeno - precisa Minelli - sembra interessare all’incirca l’1% della popolazione generale con maggiore frequenza nelle donne di mezza età. In questi rari casi una dieta a basso contenuto di istamina può certamente alleviare i disturbi".

"Dunque, a prescindere dalle dinamiche che potranno essere allergiche, pseudo-allergiche o enzimatiche, un’aumentata disponibilità di istamina porta ad una serie di effetti che, in cascata, produrranno conseguenze cliniche soprattutto caratterizzate da vasodilatazione con arrossamento, gonfiore, dolore e/o prurito nell’organo interessato. E’ quel che accade, per esempio, nella pelle in caso di orticaria, negli occhi in caso di congiuntivite, nel naso in caso di rinite, nella bocca o nella gola in caso di angioedema, nei bronchi in caso di asma, nell’intestino in quei casi di diarrea acuta conseguenti ad una massiva liberazione locale di istamina - prosegue Minelli - Le dinamiche rimangono sempre quelle a prescindere dalla sede in cui l’istamina viene liberata. Semmai, a seconda dell’organo interessato, potrà cambiare la tipologia dei sintomi, ma questo non deve trarre in inganno. Le malattie mediate dall’istamina, tra le quali certamente primeggiano per frequenza ed incidenza quelle immuno-allergiche, non si gestiscono in base ai sintomi e i pazienti non vanno distribuiti in ambulatori e reparti diversi a seconda che il sintomo prevalente sia nel naso, negli occhi, nei bronchi o nell’intestino. In queste patologie diffuse e ad andamento cronico, unica è la patogenesi per una patologia anch’essa unica per quanto eterogenea".

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