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Mediazione civile, verso emanazione decreto attuativo Cartabia

Zambrino (Uiom): "Riconoscere titoli e qualifiche già acquisite da mediatori"

20 maggio 2023 | 13.08
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In questi giorni, l’ufficio legislativo del ministero della Giustizia sta scrivendo il Decreto Ministeriale di attuazione del D.Lgs 149/2022 (Riforma Cartabia) nell’ambito della Mediazione Civile. La legge Cartabia si è posta l’obiettivo di ridurre in maniera netta il contenzioso civile ed ha incentivato notevolmente l’istituto della mediazione sia aumentando le materie oggetto di mediazione civile che incentivando la definizione partecipata del contenzioso finanziando cospicui crediti di imposta. Il Decreto attuativo in corso di emanazione ha lo specifico compito, assegnatogli dalla legge di Riforma, di disciplinare tariffe, procedure e requisiti degli Organismi di Mediazione e degli Enti di Formazione per mediatori.

Per la prima volta da quando è in vigore la legge istitutiva sono stati invitati al tavolo che sta scrivendo le nuove regole i rappresentanti degli Organismi di mediazione. “La lungimiranza dei responsabili dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia ha consentito a chi lavora sul campo di portare la propria voce e la propria esperienza al fine di facilitare il lavoro degli organi ministeriali preposti” sostiene il presidente della Uiom, Unione Italiana Organismi di Mediazione, associazione più rappresentativa degli Organismi di Mediazione privati, Salvatore Zambrino.

E aggiunge: “Siamo riusciti ad essere considerati interlocutori credibili e ci stiamo impegnando, insieme ad altri rappresentanti di associazioni e di Ordini professionali, per attuare una riforma che contemperi le esigenze dei cittadini e dei mediatori valorizzando le professionalità acquisite in circa 12 anni di esperienza maturata dai 340 organismi di mediazione privati che gestiscono il 60% dei procedimenti iscritti e che realizzano la maggiore percentuale di accordi di mediazione in rapporto alle istanze presentate. Negli incontri ai quali abbiamo partecipato, abbiamo rimarcato la necessità di riconoscere titoli e qualifiche già acquisite da mediatori, formatori e Organismi, salvaguardandone l’esperienza maturata e gli interessi economici, contribuendo all’adozione di nuovi criteri ispirati a principi di ragionevolezza e concretezza”.

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