Ragazza sfregiata in metro a Milano, il racconto: "Ho pensato di morire"

Contro la 22enne sputi, un pugno e una coltellata al volto: "Non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". Pm chiede carcere per Mohamed Saidi

Metropolitana di Milano - (Ipa)
Metropolitana di Milano - (Ipa)
10 luglio 2026 | 12.27
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"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". A raccontarlo, sporgendo denuncia contro Mohamed Saidi, il 27enne algerino arrestato per averla aggredita e sfregiata giovedì pomeriggio alla fermata della metro Duomo di Milano, è la vittima, una 22enne originaria del Marocco.

La giovane ripercorre il suo pomeriggio in centro: l'incontro casuale con una connazionale in piazza Duomo, un'ora prima dell'aggressione. Poi il giro per negozi in comitiva e infine l'ingresso, sempre in gruppo, nella stazione Duomo. E qui, mentre è seduta con l'amica su una panchina in attesa del treno diretto verso Comasina, "improvvisamente un uomo che non avevo mai visto prima si rivolge a me in lingua araba e con un tono intimidatorio esclama: 'Che cazzo guardi?'".

La 22enne gli risponde in arabo, spiegandogli che "il mio sguardo era in realtà rivolto alla mia amica". Saidi però non ci crede e le grida una serie di pensanti insulti. La ragazza, spaventata, gli chiede di allontanarsi e lo avverte che, se non se ne fosse andato, avrebbe chiamato la polizia.

Nemmeno questo lo fa desistere, "anzi lo agita ancora di più", racconta la 22enne. E' in quel momento che l'uomo "si avvicina di scatto e, dopo avermi sputato due volte sul viso in segno di disprezzo, mi spinge con forza sulla spalla sinistra. La potenza dell'urto mi fa arretrare". La vittima, con l'aiuto dell'amica, tenta di difendersi, spingendo via l'aggressore, ma "lui reagisce con molta violenza e mi sferra un pugno sul labbro superiore, procurandomi una ferita".

La vittima a quel punto estrae il telefono per cercare di chiamare il 112. L'uomo riprende a insultarla e, dopo averle chiesto se effettivamente stesse chiamando la polizia, estrae un coltello e la colpisce al viso. Un colpo secco alla guancia, tra il naso e l'occhio. La ragazza dapprima se ne accorge vedendo le mani dell'aggressore insanguinate. Subito dopo, a causa della forte emorragia, si sente male, le gira la testa, teme di svenire e si siede per terra, soccorsa dai tanti passeggeri in attesa del treno. In quegli attimi, mentre il 27enne scappa tra la folla, lei pensa "di morire. Non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare", racconta ore dopo, sporgendo denuncia, una volta dimessa dall'ospedale, con una prognosi di dieci giorni.

Pm chiede carcere per Mohamed Saidi

Intanto la pm della Procura di Milano Simona Ferraiuolo ha inoltrato richiesta al gip di custodia cautelare in carcere per il 27enne algerino. Il ragazzo risponde di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e il reato, introdotto nel 2019, di 'deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso'. La richiesta di misura cautelare è giustificata dal pericolo di fuga e di reiterazione del reato. "Non vi è prova del fatto che" Saidi "abbia agito mosso da motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi", scrive la pm.

Nel verbale di arresto si legge di una "una violenza inaudita che si è protratta per diversi istanti, quale conseguenza di un presunto sguardo della donna che, secondo quanto riferito da alcune persone presenti, avrebbe scatenato le ire dell'uomo in relazione alla fede professata". A riferire agli agenti il fatto che Saidi avrebbe "addotto ad alta voce il suo stato di musulmano" sarebbero stati "alcuni astanti, subito dopo allontanatisi tra la folla".

L'udienza di convalida, davanti al gip Cristian Mancini, è fissata per sabato mattina alle 10.30 nel carcere di San Vittore.

Verifiche in corso su Mohamed Saidi

Il nucleo Antiterrorismo dei Ros di Milano sta facendo verifiche in Europa, tramite Interpol, su "un'eventuale coinvolgimento in ambienti radicalizzati" di Mohamed Saidi. Lo si legge nel verbale di arresto effettuato dalla Polizia locale. Poche ore prima dell'aggressione, Saidi era stato scarcerato, con divieto di dimora a Milano, a seguito del processo per direttissima celebrato alle 9.30 di ieri mattina a Palazzo di Giustizia, che dista meno di un chilometro da piazza Duomo. L'arresto, avvenuto poche ore prima, alle 4 circa della notte tra l'8 e il 9 luglio, era per furto all'interno di auto in sosta in piazza Argentina. E' stata la prima occasione in cui il 27enne algerino, che risultava oltre che senza fissa dimora anche incensurato in Italia, è stato 'censito' nel nostro Paese.

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