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Scuola al via, gli auguri del ministro Giannini: "Questo sarà un anno speciale"

Oltre 8 milioni di studenti sui banchi

(Foto  Infophoto) - INFOPHOTO
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14 settembre 2015 | 09.42
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Anno scolastico al via per oltre 8 milioni di studenti e anche per il milione di insegnanti e personale "che fa funzionare la nostra scuola". Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha rivendicato l'attuazione della prima parte del grande piano di assunzioni, "con 40mila insegnanti in classe con un posto stabile", uno sviluppo che, ha detto ai microfoni di Sky Tg24, "dà continuità e stabilità alla scuola, ai ragazzi e alle famiglie". "Ce ne saranno altre 55mila nei prossimi due mesi e questo vorrà dire più insegnanti e risorse per tutte le scuole", ha aggiunto. A gettare ombra sull'inizio dell'anno scolastico, una ricerca pubblicata proprio oggi da Save the Children in cui si denuncia la povertà educativa, cioè la diffusa mancanza delle competenze necessarie per uno adeguato sviluppo, come una mina innescata sul futuro di milioni di bambini e adolescenti italiani.

"Vorrei fare un augurio di cuore a questo mondo fatto di speranze e aspettative. Credo che questo sarà un anno speciale", ha aggiunto esperimento soddisfazione, sua e di tutto il governo, "perché a distanza di un anno da quando abbiamo iniziato a parlare molto intensamente di scuola e di istruzione arriviamo con una legge approvata e con un piano di attuazione che sta rispettando tutte le tappe annunciate".

Giannini ha invitato chi ha criticato la riforma a diventare "protagonisti di questo cambiamento. Sono convinta, e i dati della assunzioni lo dimostrano, che i primi che vorranno accettare questa sfida sono quelli che fanno la scuola tutti i giorni, cioè chi insegna e chi studia: a loro il mio migliore augurio". Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, invece. inaugurerà l'anno scolastico con il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti a Palermo, al Liceo Linguistico 'Ninni Cassarà', intitolato al poliziotto ucciso da Cosa nostra e riqualificato e reso opera d’arte grazie al lavoro dei volontari e degli studenti coinvolti nel progetto “S.O.S. Scuola”. "Segno evidente di quanto la scuola possa essere fondamentale per la rigenerazione dell’ambiente e del contesto sociale. Oltre ad essere motore fondamentale e luogo d’eccellenza dell’inclusione", dice Faraone.

Quest’anno sono 7.861.925 i ragazzi iscritti nella scuola statale, oltre 960.000 quelli delle paritarie. Nella scuola pubblica sono più di 1 milione gli alunni dell’infanzia, 2.583.514 quelli della scuola primaria, 1.649.408 gli studenti della secondaria di I grado e 2.628.648 quelli della secondaria di II grado. Oltre 216.000 gli alunni con disabilità. Complessivamente, le classi saranno 369.902 distribuite in 8.384 istituzioni scolastiche. Fra le regioni con più alunni, la Lombardia (1.185.662), seguita da Campania (920.964), Sicilia (763.529), Lazio (741.633).

Il nuovo rapporto dell'organizzazione 'Illuminiamo il Futuro 2030-Obiettivi per liberare i bambini dalla povertà educativa', denuncia che quasi un quindicenne su quattro (25%) è sotto la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 (20%) in lettura, percentuale che raggiunge rispettivamente il 36% e il 29% fra gli adolescenti che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico e culturale: povertà economica e povertà educativa, infatti, si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Il rapporto evidenzia anche carenze di servizi e opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche: solo il 14% dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi, il 68% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il 64% dei minori non accede a una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali, con punte estreme in Campania (84%), Sicilia (79%) e Calabria (78%). In particolare, il 48,4% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva.

Nel quadro della Campagna 'Illuminiamo il Futuro', partita nel 2014 per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno e con l'obiettivo di eliminarlo entro il 2030, l'associazione indica 3 obiettivi: tutti i minori devono poter apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni, devono poter avere accesso all’offerta educativa di qualità e deve essere eliminata la povertà minorile per favorire la crescita educativa.

“I dati che emergono dalle nostre elaborazioni rivelano un fenomeno allarmante: in Italia, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita - sottolinea Valerio Neri, direttore generale di Save the Children - La povertà educativa risulta più intensa nelle fasce di popolazione più disagiate (non dimentichiamo che in Italia più di 1 minore su 10 vive in condizioni di povertà estrema) e aggrava e consolida, come in un circolo vizioso, le condizioni di svantaggio e di impoverimento già presenti nel nucleo familiare".

Il fenomeno della povertà educativa cresce al Sud e nelle isole, dove la percentuale di adolescenti che non consegue le competenze minime in matematica e lettura raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 42%, con un picco estremo in Calabria (46% e 37%). In relazione al genere, le disuguaglianze colpiscono in modo particolare le ragazze per la matematica (il 23% delle alunne non raggiunge le competenze minime contro il 20% dei maschi), mentre i ragazzi sono meno competenti in lettura: il 23% risulta insufficiente contro l’11% delle coetanee.

Le ragazze e i ragazzi meridionali sono maggiormente svantaggiati sia in matematica che in lettura rispetto ai coetanei settentrionali: la percentuale delle ragazze che non raggiungono le competenze minime in matematica è del 32% al Sud, il doppio delle coetanee del Nord (16%) e la stessa differenza percentuale si riscontra per i maschi meridionali (28%) e i loro coetanei settentrionali (14%). Differenze di genere si osservano anche per le attività ricreative e culturali: il 51% delle minori tra i 6 e i 16 anni non ha fatto sport in modo continuativo contro il 40% dei maschi, mentre questi ultimi leggono meno, fanno poche attività culturali e navigano meno su Internet. Altro fattore della povertà educativa è l’origine migrante dei genitori: tra i ragazzi migranti di prima generazione il 41% non raggiunge i livelli minimi di competenze in matematica e lettura, incidenza che cala al 31% in matematica e al 29% in lettura per i quelli di seconda generazione.

“La povertà educativa non può essere un destino ineluttabile e non è accettabile che il futuro dei ragazzi sia determinato dalla loro provenienza sociale, geografica o di genere - sottolinea Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa Save the Children - Le enormi diseguaglianze che colpiscono i bambini e i ragazzi vanno superate attivando subito un piano di contrasto alla povertà minorile e potenziando l’offerta di servizi educativi di qualità: i dati ci dimostrano che i servizi per la prima infanzia, le scuole attrezzate, le attività ricreative e culturali possono spezzare le catene intergenerazionali della povertà. Serve però uno sforzo comune e coordinato da parte delle istituzioni ad ogni livello e delle comunità locali e l’impegno per sconfiggere la povertà educativa deve diventare prioritario nell’agenda del governo”.

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