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Strage famiglia, ordinanza del gip: "Torture atroci sulle vittime"

La coppia che ha aiutato Giovanni Barreca a compiere i delitti ha agito "in preda a un delirio mistico"

La villetta dove si è consumata la strage
La villetta dove si è consumata la strage
19 febbraio 2024 | 17.29
LETTURA: 2 minuti

Antonella Salamone e i suoi due figli, Kevin di 16 anni e Emanuel di 5 anni, le vittime della strage di Altavilla Milicia alle porte di Palermo, "sono stati torturati attraverso l'uso di un asciugacapelli rovente su alcune parti dei loro corpi e sulla bocca, attraverso l'uso di alcuni attrezzi da camino incandescenti su varie parti del corpo, sono stati colpiti più volte con una padella". A scriverlo è il gip di Termini Imerese nella convalida dell'arresto della coppia Massimo Carandente e Sabrina Fina, che avrebbe aiutato Giovanni Barreca ad uccidere i suoi familiari per "liberarli dal demonio".

"Al piccolo Emmanuel veniva, inoltre, iniettato del caffè amaro in bocca al fine di indurlo al vomito e il povero Kevin veniva legato alle mani e ai piedi con delle catene dietro la schiena in modo da impedirgli al respirazione, sebbene lo stesso abbia strenuamente tentato di difendersi provando ad aggredire la coppia Carandente-Fina".

"Ogni particolare rende particolarmente atroce la dinamica criminale posta in essere dagli indagati, con particolare pervicacia ed intenzionalità", si legge nell'atto.

Massimo Carandente e Sabina Fina "hanno agito in preda ad una forma di delirio mistico, da quanto rappresentato dall'unica testimone oculare delle torture e delle uccisioni dei familiari, ritenendo di agire in esecuzione della volontà di Dio per allontanare i demoni presenti all'interno di quel nucleo familiare".

"Tale forma di delirio non può ritenersi però, in alcun modo, un frangente di estemporanea perdita di controllo, in quanto la loro ferma convinzione ha portato i tre correi a riunirsi per giorni all'interno dell'abitazione familiare Barreca-Salamone ponendo in essere diversi agiti criminosi ai danni delle stesse vittime, prima di decidere consapevolmente di cagionarne la morte in modo particolarmente efferato".

"Il corpo di Antonella Salamone veniva addirittura dato alle fiamme ed il suo cadavere veniva occultato dagli stessi indagati, alla presenza dei tre figli della stessa, i quali sono stati costretti a presenziare a tali atroci gesti ai danni della loro madre", scrive ancora il gip.

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