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Sui social dilaga lo 'sharenting', il Codacons: "Francia porrà limiti, tutele anche da noi"

"Pubblicare foto dei figli sul web genera pericoli abnormi per minori e grave violazione privacy"

Sui social dilaga lo 'sharenting', il Codacons:
08 marzo 2023 | 18.20
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Il fenomeno si chiama 'sharenting' ed è ormai sempre più diffuso tra i frequentatori dei social network. Il termine deriva da una contrazione di sharing (condivisione) e parenting (genitorialità), è stato sdoganato ufficialmente nel 2022 dall’Oxford English Dictionary e consiste nella pubblicazione ripetuta delle foto dei propri figli sui social, spessissimo a scopo 'commerciale'. La scorsa settimana il parlamento francese ha approvato il disegno di legge per garantire ai minori il diritto alla propria immagine e sul tema è intervenuto il Codacons.

"Dopo la Francia, anche l’Italia si prepara a dare una 'stretta' le foto dei figli pubblicate sui social network -spiega l'Associazione- Una misura invocata da anni dal Codacons, che sul tema ha avviato una dura battaglia legale denunciando l’immobilismo delle istituzioni e dei Garanti dell’Infanzia e della Privacy. Si apprende che l’Autorità garante per i diritti dell’infanzia ha posto all’attenzione della premier Giorgia Meloni la questione degli influencer che pubblicano le foto dei propri figli sui social, ai fini dei dovuti provvedimenti da intraprendere per tutelare la privacy dei minori. Un fenomeno quello dello 'sharenting' estremamente pericoloso, perché le foto dei minori finiscono senza alcun controllo sulle piattaforme dei social network e nonostante i bambini non possano esprimere il proprio consenso, e soprattutto col rischio che le immagini finiscano nelle reti dei pedofili o siano utilizzate per fini illeciti".

Un pericolo , osserva il Codacons, "direttamente proporzionale al numero di follower degli influencer che violano la privacy dei propri figli, spesso a scopi commerciali mercificando l’immagine dei bambini". L’intervento del Garante per l’infanzia "è tuttavia estremamente tardivo, in quanto in Italia le norme che vietano di pubblicare sui social le foto dei minori esistono già, ma nessuno le applica -prosegue il Codacons- Basti pensare alla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, o alla Convenzione europea sull’esercizio dei diritti del minore del 1996, e alla Carta di Nizza del 2000, norme che tutelano la privacy e l’immagine dei minori ma che vengono costantemente violate sotto al naso del Garante dell’Infanzia che, seppur sollecitato attraverso esposti e segnalazioni, non è mai intervenuto per sanzionare i comportamenti scorretti".

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