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Ufo, Bibolotti (Cifas): "Trasparenza Usa? In Italia pionieri catalogazione avvistamenti"

Il presidente del Consiglio della Federazione Internazionale di Studi Avanzati commenta la scelta del Pentagono di lanciare Aaro, un sito per segnalare gli "Oggetti volanti non identificati"

Ufo, Bibolotti (Cifas):
01 settembre 2023 | 18.41
LETTURA: 2 minuti

Un sito ad hoc, corredato da foto e video, che permette ai cittadini statunitensi di segnalare avvistamenti Ufo su tutto il territorio. E' questa la novità promossa dal Pentagono, che ha lanciato Aaro, l"Ufficio per la risoluzione delle anomalie di tutti i domini', che raccoglie le segnalazioni di oggetti non identificati garantendo agli utenti la massima trasparenza. "In Italia un sistema simile esiste già, ed è gestito dall'Arma dei Carabinieri, che fa sì che le segnalazioni dei cittadini vengano inoltrate al Reparto Generale della Sicurezza che si occupa delle segnalazioni di questi avvistamenti dal 1978". Così all'Adnkronos Vladimiro Bibolotti, ufologo e presidente del Cifas (Consiglio della Federazione Internazionale di Studi Avanzati), commentando la svolta del Pentagono.

"Tra l'altro noi italiani siamo i detentori di un piccolo record: siamo stati i primi a raccogliere e classificare questi avvistamenti, un lavoro iniziato nel 2002 che ci ha permesso anche di avere un database autorevole su un fenomeno sul quale in molti sono scettici", prosegue Bibolotti. "Oggi il fenomeno degli Ufo è riconosciuto: abbiamo il direttore del reparto di astrofisica dell'università di Harvard che testimonia la presenza di questi oggetti, chiaramente non umani".

L'approccio a questa realtà, aggiunge poi il direttore del Cifas, cambia tra l'Italia e gli Stati Uniti. "Noi abbiamo affidato le segnalazioni a persone molto preparate: parliamo di generali dell'Aeronautica militare, alcuni dei quali sono poi diventati anche direttori del Cifas, che peraltro è un centro studi avanzato e riconosciuto. Gli Stati Uniti si occupano del fenomeno da tempo, c'è da dire però che le segnalazioni da parte dei cittadini molto spesso non hanno nulla a che vedere con i cosiddetti Uap 'fenomeni anomali non identificati'". In tal senso, Bibolotti parla di statistiche consolidate: "Ad esempio, in Italia, l'80% delle segnalazioni che avvengono in realtà non sono quello che la gente pensa di aver visto. Rimane poi un 20% da spiegare: un buon 15% trova una soluzione logica e verificata per l'avvistamento; rimane però un 5% che può essere iscritto a fenomeni che non sono di natura umana e sul quale bisogna indagare, perché questo è un tema importantissimo per tutta la società".

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