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Uno Bianca, Eva Mikula: "Rapporti Savi-Servizi? Non so ma qualcuno ha molto sulla coscienza"

Le parole all'Adnkronos dell'ex compagna di Fabio Savi su Ustica: "Ad oggi forse c'è qualcuno dei servizi segreti di vecchia data ancora collegato alla vicenda, più di loro che sono in carcere". Gugliotta: "Da Savi millanterie inverosimili"

Eva Mikula (Fotogramma)
Eva Mikula (Fotogramma)
12 settembre 2023 | 12.01
LETTURA: 2 minuti

"Se i Savi avevano informazioni su Ustica io non lo so, ma oggi dopo 30 anni ho avuto la conferma che qualcuno ha molto ancora sulla coscienza". Lo afferma all'Adnkronos Eva Mikula, ex compagna di Fabio Savi, tra i killer della Uno Bianca, la banda di poliziotti che tra il 1987 e il 1994 seminò il terrore tra Emilia Romagna e Marche uccidendo 23 persone e ferendone oltre cento. I familiari delle vittime in un esposto alla Procura di Bologna hanno chiesto la riapertura delle indagini sostenendo, tra l'altro, che Roberto Savi sarebbe stato a conoscenza anche di fatti su Ustica.

"Ad oggi forse c'è qualcuno dei servizi segreti di vecchia data ancora collegato alla vicenda, più dei Savi che scontano le loro condanne in carcere", prosegue Mikula che ha pubblicato anche un libro sulla ‘verità’ della cattura della banda. "Nel 1995 - spiega - fui interrogata a Roma dal giudice Priore su richiesta del pm di  Bologna, Giovannini. Non avevo mai sentito prima di Ustica, avevo 5 anni quando successe la strage nel 1980 e appena 20 quando la Procura di Bologna sospettava che io fossi una spia o facessi parte dei servizi segreti. Hanno chiesto informative sul mio passato a diversi dipartimenti dei servizi segreti dei Paesi dell'Est, che puntualmente sono arrivate con dati falsi sulla mia età e passato. Perché? Si voleva depistare la Procura di Bologna? Forse per incriminare me - conclude Mikula - togliendomi  credibilità?".

Sull'argomento interviene con forza anche l'ex poliziotto Pietro Gugliotta, che in una dichiarazione giunta all'Adnkronos tramite il suo difensore, l'avvocato Stefania Mannino, sottolinea: "A distanza di quasi 30 anni provo ancora un forte imbarazzo nel rileggere le rivelazioni di Savi sulle sue presunte informazioni sulla vicenda di Ustica, perché erano davvero inverosimili. Si trattava, come giustamente ritenuto all'epoca dagli inquirenti, di evidenti millanterie di un soggetto mitomane, prive di qualsiasi fondamento, come tutte le altre rese da Savi su altri 'misteri' italiani. Dare credito a queste risibili fantasticherie - conclude Gugliotta - arrecherebbe un ulteriore danno alle vittime e alla giustizia''.

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