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Angelo Foletto a Venezi: "L'Associazione dei critici musicali esiste già"

28 novembre 2022 | 16.07
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Il presidente dell'Anmc: "Abbiamo oltre cento iscritti che scrivono sui giornali con professionalità e svolgono anche attività didattica nel Conservatori e nelle Università"

Angelo Foletto a Venezi:

Un organismo che raccolga i critici musicali esiste già e conta oltre cento iscritti selezionati in base alla loro professionalità e alle loro competenze specifiche. Lo spiega all'Adnkronos il presidente dell'Associazione Nazionale Critici Musicali (Ancm), il musicologo Angelo Foletto, rispondendo al direttore d'orchestra e consulente musicale del Mic, Beatrice Venezi, che in un'intervista al 'Corriere della Sera' ha auspicato "un percorso di formazione specializzato e a un albo dei critici professionisti". "Venezi parla in generale della critica, e a questo proposito - sottolinea Foletto - voglio ricordare che esiste già anche l'Associazione Nazionale Critici di Teatro che assegna i premi Ubu, così come noi assegnamo gli Abbiati".

Foletto spiega che l'Ancm "è nata nel 1986", nell'ambito del Cidim (Comitato Nazionale Italiano Musica), "sulla scia dei premi Abbiati, che hanno visto la luce nel 1981. Abbiamo voluto fondare una struttura associativa non sindacalizzata, libera, in cui si accede per richiesta e le candidature vengono esaminate da un apposito comitato. I requisiti ovviamente sono il possesso di diplomi musicali, della laurea, di un'attività nel settore attraverso la pubblicazione regolare di articoli su testate giornalistiche, la conoscenza tecnica della musica e della legislazione del settore".

Venezi si riferisce soprattutto ai social dove spesso c'è improvvisazione. "Quella è una realtà con la quale dobbiamo confrontarci anche noi - spiega il presidente dell'Ancm - che cerchiamo di garantire una critica professionale: molti di noi sono anche giornalisti professionisti, nonostante i nostri rapporti con le testate siano prevalentemente di collaborazione senza contratti da dipendenti. Il critico musicale interno ai giornali, come c'era 30-40 anni fa, oggi non esiste più e la maggior parte di noi, a fianco dell'attività di critico, svolge quella didattica nei Conservatori o nelle Università. Quindi - conclude Foletto - i critici formati e professionisti ci sono già".

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