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Rutelli (Soft Power Club): "Basta liti ma soluzioni su clima e ambiente"

A Venezia, nella sede della fondazione Cini all'isola di San Giorgio, la 'Soft Power Conference' -

'in una fase di crisi è sempre più importante il potere della persuasione' - Interventi di Gentiloni, Pichetto Fratin, Lorenzo Fontana e videomessaggi dal cardinale Zuppi e del principe di Giordania

La 'Soft Power Conference' a Venezia
La 'Soft Power Conference' a Venezia
28 agosto 2023 | 18.56
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"Sui cambiamenti climatici e sull'ambiente tutti litigano: invece, qui bisogna trovare le soluzioni, perché la situazione è critica e occorrono collaborazione, buona volontà e pragmatismo". E' quanto avverte Francesco Rutelli, fondatore e presidente del Soft Power Club, in apertura della 'Soft Power Conference' presso la sede della fondazione Cini nell'isola di San Giorgio a Venezia, spiegando che "riuniamo qui esperti, scienziati, responsabili istituzionali, rappresentanti diplomatici, imprenditori, per trovare le soluzioni".

Rutelli osserva che la quarta edizione della 'Soft Power Conference' arriva "in un momento drammatico di guerra" e commenta il videomessaggio consegnato dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei e inviato speciale di Papa Francesco: "Abbiamo ricevuto un messaggio molto forte, che contiene un elogio del multilateralismo e sottolinea la necessità di collaborare. E' andato a Kiev, è andato a Mosca, è andato a Washington, andrà a Pechino; ma se non si lavora tutti in direzione della collaborazione avremo soltanto un incattivimento e un'espansione ulteriore della guerra. Serve una pace giusta, a tutela dei diritti degli ucraini aggrediti e allo stesso tempo un cammino non rassegnato rispetto alla continuazione del conflitto. Questa è la posizione che il Soft Power Club largamente condivide".

Al centro della quarta Soft Power Conference, sottolinea Rutelli, "abbiamo messo il tema dell'acqua, perché al tempo stesso ce n'è troppa e troppo poca... Noi registriamo sempre più fenomeni estremi, alluvioni e siccità. Il problema si pone a livello internazionale, perché se si desertifica l'agricoltura, continueranno e si moltiplicheranno le migrazioni. Qui a Venezia, esperti e responsabili istituzionali e diplomatici, riuniti dal Soft Power Club, sono chiamati a indicare soluzioni: collaborare è l'unica via da percorrere".

Il Soft Power, il potere della persuasione, "è più importante che mai nel mondo che cambia ed in questa fase di crisi internazionale", sottolinea poi Francesco Rutelli nell'intervento inaugurale della quarta edizione della 'Soft Power Conference', osservando che "il futuro di tutti dipende anche da un rinnovato, organizzato, più efficace Soft Power".

Rutelli spiega che "le persone che aderiscono e partecipano al Soft Power Club, con posizioni e responsabilità molto diverse, nei loro Paesi e a livello internazionale, condividono la necessità di conferire un potere reale alle istituzioni multilaterali su alcune grandi sfide del nostro tempo e di creare uno spazio autentico e credibile per costruire soluzioni condivise, oltre agli imprescindibili interessi nazionali, su grandi questioni che non potranno essere affrontate e tanto meno risolte senza collaborazione, convergenze, compromessi creativi".

Si chiede Rutelli: "Qualcuno pensa forse che senza dialoghi e accordi tra le popolazioni e le Nazioni della Terra, senza persuasione, senza l’esercizio di una nuova stagione di Soft Power, sia possibile centrare obiettivi tanto complessi, e indispensabili?". E cita "le sfide riguardanti l'acqua, gli oceani e i mari, l'accesso all'acqua potabile; la crescita di un'agricoltura sana e di servizi forestali utili per l’intera umanità; politiche di riduzione immediata delle emissioni che alterano il clima, rispondenti agli impegni già sottoscritti dalla comunità internazionale; politiche per l'adattamento agli effetti più dirompenti dei cambiamenti climatici, specialmente nelle aree di grande concentrazione urbana e costiere; l’incontro tra sistemi naturali e tecnologie per l’assorbimento delle emissioni".

Avverte Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'Economia: "Le terribili conseguenze dei cambiamenti climatici diventano sempre più evidenti ogni anno che passa. La crescita mondiale, l'aumento della temperatura degli oceani, l'innalzamento del livello dei mari, la siccità e le inondazioni pongono sfide importanti per la pace e la stabilità, la sicurezza alimentare, le migrazioni e i mezzi di sussistenza", osservando che se "assistiamo al ritorno dell'Hard Power con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia", tuttavia "anche in questo nuovo contesto geopolitico resta molto spazio per il ruolo del Soft Power".

In Europa, "più di 10 milioni di persone sono impiegate nella blue economy e nel settore agricolo e insieme contribuiscono all'economia europea per circa 400 miliardi di euro di valore aggiunto lordo - ricorda Gentiloni - Quindi, c'è una dimensione economica significativa e una dimensione di sicurezza idrica, come è ancora più visibile proprio a Venezia. Negli ultimi anni, la Ue ha intrapreso azioni di vasta portata per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici. Il Green Deal europeo è anche un Blue Deal e assieme rappresentano un'opportunità per creare nuovi posti di lavoro e una migliore qualità della vita".

Gentiloni osserva che "i Pnrr degli Stati membri includono misure ambiziose per migliorare la gestione idrica, ridurre i rifiuti e affrontare il rischio idrogeologico. L'ultimo rapporto di monitoraggio di Eurostat sull'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile rileva che stiamo facendo progressi su una serie di indicatori: il numero di aree marine protette è in aumento, la nostra pesca sta diventando più sostenibile e l'88% dei siti balneari costieri ha una eccellente qualità dell'acqua: tutte buone notizie, non solo per il pianeta, ma anche per la nostra vita quotidiana".

L'Europa, sottolinea Gentiloni, "è stata in prima linea nel guidare gli sforzi per affrontare i cambiamenti climatici e attraverso il nostro esempio vogliamo incoraggiare gli altri ad aumentare il loro livello di ambizione. Questo è in sostanza il concetto di Soft Power - osserva il commissario Ue - Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo assistito al ritorno dell'Hard Power nella sua manifestazione più brutale e tragica con l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia. In questo nuovo contesto geopolitico che spazio rimane per il Soft Power? Credo che ce ne sia molto.I cambiamenti climatici e le molte altre importanti sfide che il mondo si trova ad affrontare richiederanno il dialogo e la cooperazione internazionale; la capacità di persuadere piuttosto che di costringere, di usare il Soft Power piuttosto che l'Hard Power sarà fondamentale per tracciare insieme un futuro comune".

La sfida al mutamento climatico "è globale e dobbiamo dare una soluzione, dobbiamo avere un impegno a livello di comunità mondiale, con uno spirito rinnovato", afferma il ministro per l'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, per il quale "è quindi necessario svolgere sempre anche un'azione che faccia riferimento a quello che è l'impatto sociale, l'impatto economico dei provvedimenti europei che vengono posti in discussione".

Poche settimane fa, ricorda, "ho firmato il decreto che adotta la strategia nazionale per la biodiversità al 2030. Abbiamo elaborato una proposta di revisione del piano nazionale integrato per l’energia e il clima con una scelta ambiziosa ma realistica. Abbiamo rimesso in moto il settore delle rinnovabili che era in parte paralizzato dal sistema burocratico, anche nazionale".

Inoltre, prosegue il ministro per l'Ambiente, "con il piano, sosteniamo gli investimenti e l'autoconsumo, tutto nell'obiettivo della decarbonizzazione. Spingiamo al massimo quello che è tutto il fronte dell’economia circolare, un settore per il nostro Paese molto importante: una gamba economica. Ma è una gamba economica che diventa anche una gamba sociale", conclude Pichetto Fratin.

Per il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, "oltre a quelle tradizionali, ci sono attività che possono creare nuovo valore economico e sociale. Mi riferisco, ad esempio, all’energia rinnovabile generata dal mare o all’utilizzo della biodiversità marina per finalità medico-farmaceutiche. Più in generale, rispettare gli equilibri dell’ecosistema significa tutelare anche l’economia dei territori".

Fontana ricorda che "le acque ricoprono circa i due terzi del nostro pianeta, ma la disponibilità di acqua per l’uomo è sempre più limitata. Occorre dunque una maggiore responsabilità nei consumi e una migliore gestione delle risorse idriche a tutela anche della sicurezza alimentare e della biodiversità. Mari e oceani sono una risorsa essenziale per il nostro benessere e la nostra sopravvivenza e sono anche un’incredibile fonte di ricchezza. Sembrerebbero una risorsa infinita, ma la realtà è un'altra. Inquinamento e sfruttamento eccessivo ne mettono fortemente a rischio la salute ma le risorse marine sono sempre più necessarie per il presente e per il futuro dell’umanità: esse ci offrono molte opportunità fino ad oggi ancora poco esplorate".

Per Fontana, "la tutela delle acque è una sfida di straordinaria complessità, che richiede il concorso delle istituzioni, dei soggetti economici, sociali e di tutti i cittadini. Non possiamo tuttavia pensare di offrire risposte valide senza intensificare la cooperazione tra gli Stati. Occorre pertanto l’impegno di tutta la comunità internazionale per sostenere il processo di transizione verso un modello di sviluppo sostenibile", conclude il presidente della Camera.

Il Principe di Giordania, El Hassan bin Al Talal, presidente dell'Arab Thought Forum, nel messaggio inviato alla quarta edizione della 'Soft Power Conference', dichara che "lo scopo della 'Cop' dell'Onu, che si occupa dei cambiamenti climatici, è quello di sviluppare una comprensione dell'Hard Power e del Soft Power, quest'ultimo orientato alla partecipazione pubblica e alla trasparenza, per costruire una cooperazione basata sulla fiducia e sulla condivisione delle conoscenze, che è l'unico mezzo attraverso il quale si può raggiungere la prosperità". A dichiararlo è , organizzata nella sede della fondazione Cini nell'isola di San Giorgio a Venezia da Francesco Rutelli, fondatore e presidente del Soft Power Club.

"Il Soft Power ci pone oggi la domanda: come possiamo collegare acqua, energia, cibo e ambiente, in particolare in una regione semi-arida che è ricca di energia, fossile e solare, ma scarsa di acqua, efficiente dal punto di vista alimentare ma economicamente e ambientalmente vulnerabile a cambiamenti climatici, cioè la Penisola Araba con i Paesi del Levante?".

Bin Al Talal assicura che l'approccio interconnesso della Giordania "intende fungere da catalizzatore per il dialogo tra l'economia politica e la catena di approvvigionamento e favorire il passaggio dal conflitto e dalla competizione per le risorse naturali a una zona di cooperazione in cui è possibile sfruttare soluzioni sinergiche".

Per Gianfelice Rocca, vicepresidente della Fondazione Cini che ospita nella sua sede nell'isola di San Giorgio a Venezia la 'Soft Power Conference', "il Soft Power ha bisogno innanzitutto di valori culturali comuni e di istituzioni altamente credibili, perché proprio nell'era dell'informazione la credibilità è la risorsa più scarsa. L'umanità sta vivendo nuove opportunità e minacce - sottolinea Rocca - Nuove nazioni e popoli hanno raggiunto livelli di sviluppo senza precedenti in pochi anni, uscendo da condizioni di povertà e privazione e accedendo alla tecnologia e all'innovazione. Tuttavia, prevale un linguaggio di polarizzazione e conflitto tra le nazioni e all'interno delle opinioni pubbliche delle stesse nazioni. E, drasticamente, la guerra è di nuovo all'ordine del giorno, in Ucraina e potenzialmente a Taiwan".

Spiega il vicepresidente della fondazione Cini: "Stiamo assistendo a un chiaro scontro egemonico che cerca anche di modificare l'equilibrio di potere all'interno delle principali istituzioni internazionali come l'Onu e il G20, attraverso la formazione o l'espansione di nuovi gruppi di nazioni in via di sviluppo, come abbiamo appena visto accadere con i Brics".

Allo stesso tempo, prosegue Gianfelice Rocca, "dobbiamo affrontare crisi di natura globale, come le pandemie o le crisi climatiche, per le quali è assolutamente necessario trovare una collaborazione internazionale. E allo stesso modo, dobbiamo trovare un approccio comune verso alcune questioni fondamentali per il futuro dell'umanità. L'intelligenza artificiale e l'ingegneria genetica toccano la distinzione stessa tra naturale e artificiale".

Per il vicepresidente della fondazione Cini, "è necessario trovare valori etici comuni nell'affrontarle. Il termine stesso di Soft Power, in un'epoca come quella attuale, rischia di apparire come una forma diversa di egemonia, anche se con un tono di paternalismo. Forse - suggerisce - è meglio concentrarsi non sul potere ma sul processo, un processo 'soft' che può portare alla collaborazione e alla comprensione reciproca, attraverso la paziente ricerca di un metodo e di un linguaggio condivisi".

(dell'inviato Enzo Bonaiuto)

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