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Un delizioso melone di Chardin vale 12 milioni all'asta a Parigi

Il capolavoro del pittore francese, maestro delle nature morte, guiderà l'asta di "Old Masters' che Christie's organizza il 12 giugno

Un delizioso melone di Chardin vale 12 milioni all'asta a Parigi
08 aprile 2024 | 16.57
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"Il melone tagliato" del pittore francese Jean Siméon Chardin (1699-1779), maestro delle nature morte, guiderà l'asta di "Old Masters' che Christie's organizza il 12 giugno a Parigi. Stimato 8-12 milioni di euro, il dipinto non ha vincoli o restrizioni e potrà dunque essere acquistato da collezionisti di tutto il mondo. I prezzi delle opere di Chardin si sono impennati in modo clamaroso dopo che nel 2022 il suo "Cestino di fragole di bosco" è stato venduto per 24,3 milioni di euro all'asta da Artcurial a Parigi, una natura morta su cui poi il Museo del Louvre ha esercitato la prelazione per farlo entrare nelle sue collezioni.

"Il melone tagliato" (in francese "Le melon entamé") è una delle opere più importanti dell'artista che rimane ancora in mani private ed ha fatto parte delle collezioni Marcille e Rothschild. Per Pierre Etienne, direttore internazionale di Christie's per i dipinti antichi, questo quadro è "un esempio di pura poesia pittorica, un momento sospeso nel tempo che racchiude tutta la magia di Chardin: l'equilibrio della composizione, della luce, del colore e della forma".

Il dipinto fu esposto per la prima volta al Salon annuale dell'Académie de Peintures et de Sculptures nel 1761 a Parigi, insieme al suo pendant, "Le bocal d'abricots" (ora all'Art Gallery of Ontario di Toronto) e al famoso "Cestino di fragole di bosco" acquisito nel febbraio scorso dal Louvre.

Il formato ovale, quasi circolare, di "Il melone tagliato" sottolinea la natura intima della scena vissuta dallo spettatore. Rara nell'opera dell'artista, questa forma è stata scelta da Chardin per un motivo specifico: diventa, come nel caso di questo dipinto, un'estensione della composizione. In un certo senso, "il melone tagliato" è un'ode alla rotondità. Questa forma è raramente utilizzata dall'artista e, come afferma Pierre Rosenberg è "tra le più belle". Dopo il Salon del 1761, "Il melone tagliato" è entrato a far parte di diverse raccolte prestigiose, acquisite da collezionisti che hanno svolto un ruolo essenziale nella riscoperta del pittore e nella creazione della sua eredità, o i cui nomi sono un segno di eccellenza nel campo dell'arte e del collezionismo in tutti i settori.

Il nome Marcille, se associato a un'opera di Chardin, è un marchio di altissima qualità. "Le melon entamé" è uno dei trenta dipinti di Chardin che fanno parte di questa rinomata collezione, tramandata di padre in figlio. Il collezionista "chiaroveggente" François Martial Marcille (1790-1856) fu, all'inizio del XIX secolo, la prima persona che riconobbe e riscoprì tutto il meglio del Settecento e le sue grandi opere d'arte in un'epoca in cui erano state completamente dimenticate. Chardin diventerà il suo artista. Dopo la morte di François, i figli Camille Marcille (1816-1875) ed Eudoxe Marcille (1814-1890), entrambi eccellenti collezionisti, si spartirono la collezione. Soprattutto, colsero il significato del gruppo nel suo insieme, di cui organizzarono mostre pubbliche, contribuendo così a restituire a Jean Siméon Chardin il posto che gli spetta nella storia dell'arte.

"Le melon entamé" è uno dei lotti venduti alla morte di Camille Marcille nel 1875, dove venne acquistato da Stéphane Bourgeois, mercante d'arte che agiva per conto della baronessa Nathaniel de Rothschild (1825-1899). Come Marcille, il nome Rothschild è il marchio di una dinastia di collezionisti che in ogni campo incarna la raffinatezza, l'erudizione e il gusto impeccabile.

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