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Esg, ecco i progetti premiati dagli “Oscar della sostenibilità”

Anche l’Italia sorride dopo gli Sdg Action Awards

Albero sulle abitazioni - Canva
Albero sulle abitazioni - Canva
29 agosto 2023 | 16.18
LETTURA: 6 minuti

C’è anche un tocco di Italia tra i vincitori dell’edizione 2023 degli Sdg Action Awards che premiano le best practice sull’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il riconoscimento rientra tra le attività della Un Sdg Action Campaign, l'iniziativa speciale del Segretario generale dell’Onu che dà voce alle iniziative che mobilitano, ispirano e collegano le persone per promuovere un cambiamento positivo verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Gli “Oscar della sostenibilità” 2023 hanno attirato oltre 5.000 candidature da 190 Paesi, e la premiazione si è svolta a fine luglio a Roma dopo il summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari. Coerentemente con l’Agenda 2030, i progetti sono stati suddivisi nelle quattro categorie Mobilize, Inspire, Connect e Changemaker e una giuria di esperti proveniente da diversi settori ha nominato i relativi vincitori.

La suddivisione in categorie permette di inquadrare gli Sdg Action Awards come un evento che tocca gli aspetti Esg a tutto tondo.

I vincitori degli Sdg action awards 2023 sono stati:

- Green Obsession di Stefano Boeri architetti (categoria Inspire);

- World Cleanup Day della Ong estone Let's Do It! (categoria Mobilize);

- Voices of Venezuela di Nery Santaella (categoria Changemaker) e

- SignPost dell’International Rescue Committee (categoria Connect)

Idris Elba e Sabrina Dhowre Elba hanno ricevuto la menzione d’onore come ambasciatori di buona volontà per il loro lavoro nel promuovere il ruolo dei piccoli agricoltori nell'agricoltura globale.

Green Obsession di Stefano Boeri

Il progetto Green Obsession, vincitore della categoria Inspire, nasce in Italia dall’idea dell’archistar Stefano Boeri, padre del celeberrimo Bosco verticale di Milano, che da anni punta a ideare e diffondere soluzioni visionarie per rendere più green i centri delle grandi città. Green Obsession è l’idea di un futuro in cui le città prosperano con giardini sui tetti, orti comunitari e agricoltura urbana. L’idea alla base è che moltiplicando e potenziando la presenza di foreste urbane all'interno delle città è possibile contenere la CO2, ridurre l'inquinamento atmosferico, risparmiare energia, combattere il caldo urbano e conservare la biodiversità, tutti elementi centrali nell'Agenda 2030, orizzonte di riferimento nella valutazione dei progetti presentati.

Chiaramente, il simbolo di questa rivoluzione green urbana è il Bosco verticale di Milano, che con le sue 21mila piante è stato scelto come immagine di riferimento dell'Sdg 11, ovvero l’undicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che consiste nel rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

In particolare, l’Sdg 11 punta alla trasformazione dei centri urbani in città sostenibili attraverso l’accesso di tutta la popolazione ad alloggi, servizi basilari e mezzi di trasporto adeguati, economici e sicuri, soprattutto per le persone più vulnerabili, oltre che alla preservazione del patrimonio culturale e artistico. L’Sdg 11 incontra la Green Obsession di Boeri laddove prevede che le città del futuro siano green e che lo sviluppo delle città non sia solo architettonico.

Oggi il 54% per cento della popolazione mondiale vive in aree urbane, ma la percentuale dovrebbe aumentare al 66% entro il 2050. Per questo il verde deve necessariamente diventare un’ossessione nell’architettura del prossimo futuro, come suggerito dal nome stesso del progetto firmato Stefano Boeri.

Secondo l’architetto sarà necessario agire su due fronti:

- intervenire sulle cause che generano le emissioni nelle città, soprattutto dagli edifici, e lavorare affinché ogni edificio, nuovo o già esistente, non solo riduca i consumi ma si trasformi in una piccola centrale di produzione di energia pulita;

- prevenire il surriscaldamento urbano concependo il verde come parte integrante della città di cui prendersi cura.

World Cleanup Day, un movimento globale nato nel 2008

Vincitore della categoria Mobilize, World cleanup day è una delle più grandi azioni civiche che affronta il problema dei rifiuti, coordinando una giornata in cui milioni di persone in tutto il mondo si dedicano alla pulizia dell’ambiente. Il progetto è nato nel 2008 in Estonia dalla Ong Let’s Do It! e dalle prime 50 mila persone riunite nel 2008 è cresciuto e si è evoluto in un movimento globale, raggiungendo milioni di persone in 190 Paesi del mondo.

Spinto anche dalla maggiore sensibilità globale verso i temi della sostenibilità, negli ultimi cinque anni World cleanup day ha raggiunto ben 70 milioni di persone che si sono impegnate a pulire l’ambiente circostante. L’ultima edizione si è tenuta il 17 settembre 2022 e ha coinvolto ben 15 milioni di volontari che hanno generato un lavoro di 30 milioni di ore totali per rimuovere circa 60 mila tonnellate di rifiuti sparsi nella natura (per strada, sulle spiagge, nei boschi e così via).

Voices of Venezuela, un progetto che dà speranza

Voices del Venezuela è un'organizzazione no-profit fondata da Nery Santaella per aiutare le persone in fuga dal Paese sudamericano a costruire la propria autosufficienza e integrarsi più facilmente nelle loro nuove comunità in Colombia. L'organizzazione educa i rifugiati sui loro diritti e combatte la xenofobia e le fake news. La stessa fondatrice è una rifugiata: sei anni fa Nery è scappata dalla violenza in Venezuela e il suo progetto è nato proprio allora.

Nel corso del suo viaggio, infatti, Santaella si rese conto che c'era una grave carenza di informazioni credibili per i rifugiati che si dirigevano dal Venezuela alla Colombia. Quindi fondò il progetto Voices of Venezuela, il cui sito divenne subito una delle fonti di informazione più importanti e affidabili per le persone in fuga dal Venezuela, raggiungendo milioni di persone.

Oltre ad aggiudicarsi il primato nella categoria Changemaker degli Sdg Action Awards 2023, lo scorso anno Voices of Venezuela ha ottenuto il Gene Dewey Refugee Award, guadagnandosi il riconoscimento dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Nel presentare il premio che da lui prende il nome, Gene Dewey ha sottolineato l'impegno di Nery nel servire i rifugiati e l’importanza del suo esempio: "Le migliori soluzioni per le sfide che affrontano i rifugiati provengono dai rifugiati stessi, vengono dalla base", nota Dewey. "Il lavoro svolto da Nery sottolinea il carattere dei rifugiati, non cercano una beneficenza, quanto piuttosto cercano aiuto per usare la propria autosufficienza, le proprie capacità […] Tutti noi abbiamo eroi nella nostra vita... tu sei veramente un’eroina, Nery, e ogni rifugiato del mondo può guardare a te come esempio", ha detto emozionato durante la cerimonia di premiazione l’ex Sottosegretario di Stato americano per la Popolazione, i Rifugiati e le Migrazioni.

SignPost, come conciliare sostenibilità e innovazione

Sulla stessa linea d’onda di Voices of Venezuela si muove SignPost, che si è aggiudicato il premio della categoria Connect. Il progetto è stato lanciato dall'International rescue committee, l’organizzazione non governativa globale di soccorso umanitario, che fornisce aiuto e assistenza ai rifugiati e a chiunque scappi dalla guerra o dalle calamità naturali. Il progetto SignPost nasce dall’esigenza, spesso trascurata, di fornire un’informazione affidabile e tempestiva alle comunità interessate.

La caratteristica più interessante del progetto è la ramificazione dell’informazione, dal momento che la piattaforma viene gestita direttamente dalle comunità nei Paesi colpiti da conflitti, violenza o calamità naturali. Questo meccanismo rende SignPost un progetto di informazione digitale altamente scalabile e garantisce un’approfondita conoscenza del contesto grazie al lavoro delle persone sul posto.

Dagli alberi sui terrazzi del futuro, all’informazione autentica per aiutare chi è in difficoltà, passando per la pulizia dell’ambiente condivisa a livello globale, gli Sdg Action Awards 2023 suggeriscono che solo un approccio multicanale alle tematiche Esg può aprire le porte a un futuro realmente sostenibile.

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