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Bonus ristrutturazione: come funziona la detrazione del 50%

Il bonus ristrutturazione consente di portare in detrazione il 50% della spesa sostenuta, entro il limite di 96.000 euro. Spetta sia per i lavori effettuati nel 2023 che per quelli che verranno eseguiti dal 1° gennaio del prossimo anno. Guida ai costi ammessi e agli adempimenti necessari

Bonus ristrutturazione: come funziona la detrazione del 50%
19 settembre 2023 | 13.02
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Il Fisco agevola chi effettua lavori in casa, grazie al bonus ristrutturazione che consente di portare in detrazione IRPEF il 50% della spesa sostenuta, entro il limite di 96.000 euro.

Ci sarà ancora un anno di tempo per beneficiare dell’agevolazione per la quale, ad oggi, la scadenza è fissata al 31 dicembre 2024. Salvo novità, la percentuale di detrazione riconosciuta calerà poi al 36%, così come scenderà a 48.000 euro il limite di spesa ammesso.

Chi ha in programma lavori per la riqualificazione della propria abitazione dovrà quindi procedere per tempo alla pianificazione degli interventi da eseguire ed è fondamentale fare il punto dell’elenco delle spese detraibili così come delle regole e degli adempimenti da rispettare.

Come funziona il bonus ristrutturazione del 50%: per quali lavori spetta

Sarà potenziato per tutto il 2023 e anche per il 2024 il bonus fiscale per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, spettante per il 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.

Salvo novità, dal 1° gennaio 2025 si tornerà alla misura ordinaria del 36% di sconto IRPEF, entro il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. Questi i valori ordinari dell’agevolazione fiscale disciplinata dall’articolo 16-bis del TUIR, incrementati a partire dal 2012 e fino alla fine del prossimo anno secondo quanto previsto ad ultimo dalla Legge di Bilancio 2022.

Quali sono quindi le spese che rientrano nel bonus ristrutturazione? L’elenco dei costi detraibili al 50% è ampio, e comprende sia gli interventi effettuati sulle abitazioni singole che in condominio.

Per quel che riguarda le singole unità immobiliari, il bonus fiscale è riconosciuto per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e per le opere di ristrutturazione edilizia.

Nell’ambito della manutenzione straordinaria vi rientrano, a titolo esemplificativo, le spese relative alla realizzazione o al miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi o serramenti, così come le opere per il rifacimento o la costruzione di scale interne.

Le spese per l’adeguamento dei solai o l’apertura di finestre rientrano invece nel restauro e nel risanamento conservativo, mentre nell’ambito della nozione di ristrutturazione edilizia sono inclusi i lavori per la costruzione di servizi igienici in caso di ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti, le spese di modifica delle facciate degli edifici o ancora le opere più complesse di demolizione e ricostruzione, nel rispetto della volumetria preesistente.

L’elenco dei costi ammessi include inoltre anche i lavori di eliminazione delle barriere architettoniche così come a titolo di esempio quelli finalizzati a prevenire il rischio di illeciti (porte blindate, grate sulle finestre).

Per quel che riguarda i lavori condominiali, rientrano nel bonus del 50% anche le spese relative alla manutenzione ordinaria, come quelle per la sostituzione di pavimenti o ancora la tinteggiatura di pareti, soffitti o infissi delle parti comuni.

I soggetti beneficiari

A poter beneficiare del bonus ristrutturazione sono i soggetti passivi IRPEF, sia in caso di proprietà che nel caso di diritti reali vantati sull’immobile oggetto dei lavori, quali ad esempio usufruttuari, titolari del diritto d’uso, abitazione o superficie, così come locatari o comodatari dell’immobile.

Possono inoltre beneficiare della detrazione fiscale anche i soci di società e gli imprenditori individuali.

Il diritto allo sconto IRPEF è inoltre riconosciuto anche ai familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile, al coniuge separato assegnatario dello stesso così come alla parte dell’unione civile o al convivente, a patto che sostengano le spese di ristrutturazione e siano intestatari di bonifici e fatture.

Regole e adempimenti per fruire del bonus ristrutturazione

Requisito fondamentale ai fini della fruizione del bonus ristrutturazione è il pagamento con bonifico bancario o postale parlante, nel quale dovrà quindi essere indicato il riferimento normativo dell’agevolazione, così come il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA (o il codice fiscale) del beneficiario del pagamento.

Non solo: per i lavori rientranti nel bonus ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico, come l’installazione di condizionatori o la sostituzione di infissi, è altresì necessario inviare la comunicazione ENEA entro il termine di 90 giorni dalla fine degli interventi agevolati.

Porte sbarrate alla cessione del credito: detrazione in 10 anni con la dichiarazione dei redditi

Da ricordare infine le regole di fruizione della detrazione spettante.

Con l’entrata in vigore del decreto Cessioni n. 11/2023, per i lavori avviati a partire dal 17 febbraio è inibita la possibilità di optare per la cessione del credito e lo sconto in fattura.

L’unica via prevista quindi per recuperare lo sconto IRPEF riconosciuto è quello della detrazione fiscale. Il bonus ristrutturazione si richiede quindi con la dichiarazione dei redditi ed è ripartito in dieci quote annuali di pari importo.

Fondamentale quindi rispettare le scadenze previste per la presentazione del modello 730 e del modello Redditi, fissate rispettivamente al 30 settembre e al 30 novembre.

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