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Intelligenza artificiale, i nuovi scenari del lavoro

Come cambia il mercato con l’AI, quali competenze servono e quali nuove figure stanno nascendo

Intelligenza artificiale, i nuovi scenari del lavoro
08 maggio 2023 | 16.55
LETTURA: 3 minuti

L'intelligenza artificiale sta cambiando i processi produttivi e apre nuovi scenari anche per il mondo del lavoro.

"Rispetto al passato in cui c'erano dei metodi più o meno legati a standard venuti dal Giappone di organizzazione del lavoro, poi superati dall'Agile, con l'artificial intelligence si riescono a definire le strategie di produzione in una maniera assistita dalla macchina che prima non c'era mai stata. Quindi, per esempio, rispetto a decidere se e che cosa mettere in priorità, la macchina stessa, assumendo lo storico delle lavorazioni, le modalità, gli scarti, piuttosto che la qualità, può intervenire per indicarci la strada migliore. Quindi con tutto quello che va sotto il filone delle predictive analytics, si ottengono delle performance micidiali rispetto a quelle del passato". (VIDEO)

C'è chi teme che l'intelligenza artificiale possa sostituire il lavoro dell'uomo, ma può anche offrire nuove possibilità.

"Secondo me non dobbiamo temere l'intelligenza artificiale. È uno strumento e dobbiamo trattarlo come tale. È chiaro che ci spaventa, ma perché in generale, come esseri umani siamo spaventati dal nuovo, è sempre successo così, anche prima dell'intelligenza artificiale. Arriva una grossa novità, un grosso cambiamento, un nuovo strumento sul mercato e il fatto di non conoscerlo ci mette difficoltà. Quindi, innanzitutto, è importante secondo me imparare a conoscere quali sono le opportunità che ci offre l'intelligenza artificiale e poi capire come utilizzarla nel nostro lavoro per farlo meglio. Proprio perché dobbiamo trattarlo come uno strumento. Si dice spesso la frase 'l'intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro', io non credo a questa cosa. Però è probabile che il lavoro ti venga rubato da qualcuno che sa come utilizzare l'intelligenza artificiale. Quindi, più che essere spaventati, forse questo è il momento per tornare alla formazione, di mettersi lì e studiarlo seriamente per capire quali sono le opportunità che ci apre e come possiamo farlo diventare parte della nostra quotidianità".

Fondamentale, la formazione multidisciplinare.

"Bisogna lavorare molto sulla multidisciplinarietà. Per formare gli innovatori del futuro occorre che tutti facciano uno sforzo per entrare con un piede, due piedi, l'intero corpo anche nell'area loro attigua. Mi riferisco al fatto che tipicamente e storicamente le persone dell'ambito STEM penetrano poco il mondo umanistico e viceversa. Questo non è più ammissibile. In generale perché siamo una società completamente cambiata rispetto a quando certi sistemi formativi furono ideati. Secondo perché nell'innovazione questa contaminazione è l'oro del Klondike, è lì che nasce il meglio. Non è solo coniugando in maniera verticale una competenza forte in un'area che si può essere professionisti del futuro. Quindi multidisciplinarietà, e questo può essere fatto indipendentemente dal percorso scolastico fatto a quel punto. Noi crediamo che anche sui diplomati si può fare un ottimo lavoro di questo tipo, meglio ancora sui laureati ma bisogna intervenire per tempo perché questa nuova mentalità nasca".

Uno scenario in cui si affacciano anche nuove figure professionali.

"Tra le professioni future sicuramente ci sono quelle legate all'intelligenza artificiale. Ce ne sono alcune che stanno nascendo proprio con l'arrivo dell'intelligenza artificiale. Ecco perché non dobbiamo solo spaventarci. Apre anche delle nuove opportunità, cioè delle necessità che fino ad oggi non avevamo e che invece oggi abbiamo perché è arrivato questo nuovo strumento sul mercato. Quindi quello è sicuramente un settore da tenere d'occhio. Ci saranno delle nuove professioni fra cinque anni che oggi non riusciamo nemmeno a considerare, perché non riusciamo nemmeno a immaginarle che diventeranno la normalità all'interno di un'azienda. Qualcosa già si intravede, soprattutto negli annunci di lavoro all'estero. Quindi tenere d'occhio quella questa cosa perché a breve probabilmente la vedremo anche nel mercato italiano".

Leggi la news sul sito evanews.it.

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