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Prandini (Coldiretti): "Primo obiettivo aumentare i prodotti a km zero nelle mense delle scuole"

"Far tornare i bambini a vivere a contatto con la natura e capire il lavoro e sacrificio che fanno i nostri agricoltori nel produrre eccellenza"

Immagine di repertorio - FOTOGRAMMA
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02 maggio 2023 | 09.29
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"Il primo obiettivo è aumentare quelli che sono i prodotti a chilometro zero all'interno delle mense. Abbiamo voluto porre tanta attenzione per quanto riguarda la corretta alimentazione nei confronti delle nuove generazioni, partendo dalle scuole primarie, ma creando un principio per avvicinare i bambini alle fattorie didattiche: l'Italia è il Paese che ne ha di più a livello europeo, ne abbiamo più di tremila". Lo ha detto il presidente di Coldiretti nazionale Ettore Prandini, parlando con i giornalisti in occasione della Festa dell’educazione alimentare nelle scuole al Villaggio contadini della Coldiretti a Bari.

"È una grande occasione - ha aggiunto - per far tornare i bambini a vivere a contatto con la natura e capire il lavoro e sacrificio che fanno i nostri agricoltori nel produrre eccellenza e nel creare un principio distintivo come modello produttivo, ma che regala della qualità e delle sensazioni uniche che solo l'Italia può rappresentare come modello di crescita e sviluppo Fare degustare ai bambini il vero olio extravergine di oliva, la pasta fatta con grano duro italiano, valorizzare le potenzialità che possiamo offrire in termine di degustazione, ma anche come qualità della vita, perché poi passa tutto di lì. E poi entrare nelle classi - ha detto Prandini - e spiegare esattamente cosa avviene all'interno della quotidianità del lavoro dei nostri agricoltori nel produrre cibo che poi oggi degustano, ma che domani compreranno quando diventeranno cittadini consumatori. All'Europa - ha affermato - chiediamo di adottare il principio di reciprocità: le regole che vengono imposte alle nostre imprese agricole, devono essere le stesse regole che favoriscono o vietano l'ingresso di prodotti provenienti da altri Paesi, dove quelle stesse regole non vengono applicate".

"Allora in un mercato assolutamente libero vogliamo che non ci sia una forma di concorrenza sleale. E poi bisognerebbe ripartire sì nel valorizzare, nel porre attenzione, rispetto al prezzo che c'è nella filiera agroalimentare - ha specificato Prandini - ma valorizzando il reddito degli agricoltori che per troppi decenni è stato totalmente cancellato ed è il motivo per il quale anche in tante aree, soprattutto quelle interne, perdiamo superficie lavorata che può produrre cibo e, purtroppo, diventa territorio abbandonato con tutto quello che ne consegue".

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