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Borsa Milano oggi, l’inflazione in Italia rallenta, la Bce non demorde: Piazza Affari resiste

02 marzo 2023 | 17.59
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Borsa Milano oggi, l’inflazione in Italia rallenta, la Bce non demorde: Piazza Affari resiste

Giornata positiva per le Borse europee, con gli investitori che vedono il bicchiere mezzo pieno sull’inflazione e le prossime mosse delle banche centrali, spinte di future di Wall Street in positivo. Secondo i dati di Eurostat l’inflazione media anno su anno nel Vecchio Continente a febbraio è all’8,5%, contro l’8,6% di gennaio. Scende l’indice dei prezzi al consumo su base annua anche in Italia: dal 10% di gennaio al 9,2% di febbraio, secondo la stima preliminare dell’Istat.

La Banca centrale europea fa sapere che procederà con l’aumento dei tassi di interesse già previsto per marzo, di 50 punti base, ma non esclude affatto nuovi interventi. I mercati, però, se lo attendevano, così come si attendono nuovi interventi da parte della Fed. L’impressione, tuttavia, è che i nuovi rialzi, anche viste le critiche di molti governi europei, saranno contenuti.

Al Ttf di Amsterdam il prezzo del gas è ancora basso, attorno ai 48 euro al megawattora. Continua la sua ripresa il petrolio, con Brent e Wti che crescono di circa lo 0,5%. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,30% e chiude a 27.397,60. Sale lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si muove sui 181 punti base. In forte rialzo anche il rendimento del titolo decennale, attorno al 4,6%.

Sul listino principale di Piazza Affari bene Stellantis, che guadagna lo 0,68%. A febbraio in Italia sono state immatricolate 130.365 vetture, in aumento del 17,54% rispetto alle 110.915 dello stesso periodo del 2022. Salgono anche i titoli petroliferi: Eni guadagna l’1,32%, Tenaris il 2,71%. Il titolo migliore, però, è Amplifon (+4,09%).

In coda, invece, Tim (-0,39%). Cassa depositi e prestiti è ancora al lavoro su un’offerta per la rete della compagnia, dialoga con Kkr. Poi Unicredit perde l’1,25% e Stm il 3,24%. Diversi operatori segnalano le indicazioni del numero uno di Tesla, Elon Musk, che potrebbe ridurre l’impiego sulle proprie vetture di chip che usano il carburo di silicio. (in collaborazione con Money.it)

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