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Ucraina, da Zelensky 10 punti per la pace. Russia: "Piano irrealistico"

Il leader ucraino intervenuto in videocollegamento al G20 di Bali fissa dieci condizioni per mettere fine alla guerra ma dice "no" a Minsk-3. Mosca: "Kiev non vuole negoziare"

Fotogramma /Ipa
Fotogramma /Ipa
15 novembre 2022 | 07.37
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Dieci condizioni per la pace in Ucraina. E' la proposta fatta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e definite "non realistiche e non adeguate" dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, secondo il quale "tanto più a lungo l'Ucraina si rifiuterà di negoziare, quanto più difficile sarà poi trattare". Il Cremlino ha poi definito un tentativo di "rapina" la risoluzione approvata ieri dall'Assemblea Generale dell'Onu che prevede che la Russia paghi risarcimenti all'Ucraina.

ZELENSKY - Intervenendo il videocollegamento al G20 di Bali, Zelensky ha parlato di una pace che sia sostanziale, non di facciata ma reale, perché "non ci sarà una Minsk 3". "Non vale la pena offrire all'Ucraina compromessi su sovranità, territorio e indipendenza - ha messo in chiaro -. Rispettiamo le regole e siamo persone di parola. L'Ucraina è sempre stata leader negli sforzi per il mantenimento della pace e il mondo lo ha visto. Se la Russia dice che vuole porre fine a questa guerra, lo dimostri con le azioni", ha chiesto il presidente ucraino. Perché "non permetteremo alla Russia di aspettare, costruire le sue forze e quindi iniziare una nuova serie di terrore e destabilizzazione globale. Non ci sarà una Minsk-3" (il riferimento è ai due accordi falliti per porre fine al conflitto in Ucraina, ndr) "che la Russia violerà subito dopo l'accordo. Esiste una formula ucraina per la pace. Pace per l'Ucraina, l'Europa e il mondo. E c'è un insieme di soluzioni che possono essere attuate per garantire davvero la pace".

Zelensky ha invitato i Grandi della Terra riuniti a Bali a lavorare per la pace "insieme a noi". Queste le dieci condizioni che elenca: "Radiazioni e sicurezza nucleare; Sicurezza alimentare; Sicurezza energetica; Liberazione di tutti i prigionieri e deportati; Attuazione della Carta delle Nazioni Unite e ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina e dell'ordine mondiale; Ritiro delle truppe russe e cessazione delle ostilità; ripristinare la giustizia; Anti-ecocidio; Prevenzione dell'escalation; Fissare la fine della guerra".

RUSSIA - Le parole di Volodymyr Zelenasky pronunciate al G20 di Bali "confermano la sua riluttanza a negoziare", ha detto a Ria Novosti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "De facto e de iure" l'Ucraina non può e non vuole tenere negoziati con la Russia, ha detto Peskov, aggiungendo che Mosca continuerà l'operazione militare speciale. "La posizione della parte ucraina, ripetutamente affermata dal presidente Zelensky, indica che l'Ucraina, sia de facto che de iure, non può e non vuole negoziare. Gli obiettivi della Russia saranno raggiunti proseguendo l'operazione militare speciale", ha detto Peskov ai giornalisti.

Anche secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, Mosca "non si rifiuta di negoziare" la pace con l'Ucraina ma è Kiev a rifiutarsi di percorrere questa strada. "Abbiamo confermato varie volte per bocca del presidente che non ci rifiutiamo di negoziare. Se qualcuno respinge questa strada, è l'Ucraina", ha affermato intervenendo al G20 di Bali il capo della diplomazia russa, che ha poi definito "irrealistiche" le condizioni di Kiev per l'avvio dei negoziati di pace.

Lavrov ha avvertito che "tanto più a lungo l'Ucraina si rifiuterà di negoziare, quanto più difficile sarà poi trattare". "Quanto alle informazioni secondo cui gli Stati Uniti preparerebbero negoziati, si tratta di illazioni che emergono costantemente e poi spariscono nello stesso modo. Ormai non commentiamo più queste cose". "Vogliamo vedere prove del fatto che l'Occidente sia realmente interessato a spiegare al presidente ucraino Zelensky che non può continuare così, che questo non è nell'interesse del popolo ucraino".

RISOLUZIONE ONU - Peskov ha poi definito un tentativo di "rapina" usando "la piattaforma" delle Nazioni Unite la risoluzione approvata ieri dall'Assemblea Generale dell'Onu che prevede che la Russia paghi risarcimenti all'Ucraina. "Naturalmente, gli organizzatori di questo processo stanno cercando di completare il furto delle nostre riserve auree e valutarie, che sono state bloccate illegalmente, e questa è la formalizzazione di una rapina utilizzando la piattaforma delle Nazioni Unite", ha dichiarato Peskov.

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