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Gaza, Tajani: "Sbagliato parlare di genocidio, ma Israele sta causando troppe vittime"

Il ministro dopo le polemiche sulle parole di Ghali a Sanremo: "Credo sia stato riportato l'equilibrio con l'intervento dell'amministratore delegato della Rai Sergio letto da Mara Venier"

Antonio Tajani - Fotogramma
Antonio Tajani - Fotogramma
13 febbraio 2024 | 10.54
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"Non credo che ci sia un genocidio" in corso nella Striscia di Gaza, "la parola genocidio è sbagliata anche dal punto di vista giuridico" rispetto alle azioni di Israele. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo su Rai Radio1 a 'Ping Pong', il programma condotto da Annalisa Chirico, rispondendo a una domanda sulla polemica dopo l'intervento di Ghali a Sanremo.

Sottolineando che "credo sia stato riportato l'equilibrio con l'intervento dell'amministratore delegato della Rai Sergio letto da Mara Venier", Tajani ha comunque affermato che "Israele sta sbagliando perché la reazione dopo l'orribile attacco del 7 ottobre sta provocando troppe vittime civili. Abbiamo sempre invitato Israele a evitare rappresaglie che colpiscano in modo così pesante la popolazione palestinese che non è Hamas''.

''La reazione di Israele'' all'attacco subito da Hamas ''è sproporzionata ed è giusto spingerlo alla prudenza per quanto riguarda le reazioni militari che coinvolgono la popolazione civile. Ci sono troppi morti civili'', ha poi rimarcato il ministro. ''L'Amministrazione americana sta chiedendo a Netanyahu di non esagerare ed è una posizione che abbiamo tutti'', ha aggiunto spiegando che ''chiediamo a Israele, nella giusta difesa della propria sicurezza, di non colpire la popolazione palestinese provocando tante vittime''.

Quindi, ''fermo restando il diritto di Israele a esistere, occorre dare alla popolazione palestinese una prospettiva per il futuro'', ha detto Tajani. ''Noi, come Italia e presidenza del G7, siamo per due popoli per due stati. Israele deve vivere in sicurezza e dare una prospettiva alla popolazione palestinese''.

"Il caso Albanese? Comprendo reazione di Tel Aviv, 7 ottobre è stata caccia all'ebreo"

''Non condivido una parola di quello che dice Albanese. L'attacco di Hamas non è stato un attacco militare, ma una caccia all'ebreo, un'azione che ha avuto risvolti incomprensibili, disumani, la profanazione di cadaveri, cose mai viste in nessuna guerra''. Ed è per questo che ''comprendo la reazione di Israele'', che ha deciso di vietare l'ingresso nel Paese a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per le violazioni dei diritti umani commessi nei Territori palestinesi occupati, sottolinea quindi Tajani.

''Quando c'è un conflitto bisogna sempre essere molto prudenti, se si vuole la pace bisogna sempre puntare alla verità'', ha aggiunto Tajani affermando che ''Hamas è una organizzazione criminale che ha colpito a freddo civili israeliani. Non ha fatto un'azione contro una caserma dell'esercito israeliano, ma ha fatto la caccia all'ebreo. Detto questo noi fin dall'inizio abbiamo chiesto a Israele di avere una reazione proporzionata''.

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