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Tregua a Gaza, Hamas non consegna lista ostaggi vivi: Israele non va al Cairo per colloqui

03 marzo 2024 | 08.02
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Israele non manda una delegazione al Cairo per colloqui sulla tregua e il rilascio degli ostaggi dopo il rifiuto di Hamas di consegnare la lista degli ostaggi ancora in vita, secondo le richieste di Tel Aviv

Macerie a Gaza - (Afp)
Macerie a Gaza - (Afp)

Un accordo per il rilascio degli ostaggi potrebbe essere concluso entro 24-48 ore se Israele accetterà le richieste di Hamas, aveva reso noto fonti del gruppo. Ma la decisione da parte dell'organizzazione di non consegnare la lista degli ostaggi ancora in vita e l'indicazione del numero di detenuti palestinesi che dovrebbero essere rilasciati, secondo le richieste di Tel Aviv, ha fatto sì che Israele non abbia mandato una delegazione al Cairo per colloqui sulla tregua ha fatto sapere un funzionario israeliano.

Hamas non è disposto a rilasciare nessuna informazione sugli ostaggi fino a che non entrerà in vigore "un cessate il fuoco completo e non sarà alleviata in modo significativo la sofferenza degli abitanti di Gaza", aveva reso noto dal canto suo inoltre una fonte dell'organizzazione a un giornale nel Qatar, aveva reso noto Ynet.

Dopo la delegazione di Hamas, al Cairo sono arrivate anche le delegazioni di Qatar e Stati Uniti per "un nuovo round di negoziati" che dovrebbe portare all'accordo sulla tregua ed il rilascio degli ostaggi, ha intanto riferito la tv egiziana, Al-Qahera News.

Nuovo appello del Papa

"Porto quotidianamente nel cuore con dolore la sofferenza delle popolazioni in Palestina e in Israele dovuta alle ostilità in corso. Migliaia di morti e feriti, di sfollati, immani distruzioni cha causano dolore con conseguenze tremende sui piccoli. Mi domando davvero si pensa di costruire un mondo migliore in questo modo? Davvero si pensa di raggiungere la pace? Basta per favore, diciamo tutti 'basta per favore'. Fermatevi". Così Papa Francesco dopo l'Angelus da Piazza San Pietro.

"Incoraggio a continuare i negoziati per un immediato cessate il fuoco a Gaza e in tutta la regione affinché gli ostaggi - dice - siano subito liberati e tornino dai loro cari che li aspettano e la popolazione civile possa avere accesso sicuro agli atti umanitari".

Usa e il primo lancio di aiuti

I primi lanci aerei di aiuti statunitensi sul territorio sono iniziati sabato, un giorno dopo che il presidente Biden ha lanciato un appello per un "cessate il fuoco immediato" - il primo che Biden ha lanciato dall'inizio del conflitto in ottobre. Ma il presidente degli Stati Uniti ha affermato in un post su X che la quantità di aiuti che affluiscono a Gaza "non è affatto sufficiente", aggiungendo che gli Stati Uniti "continueranno a fare tutto il possibile per far arrivare più aiuti".

Le autorità israeliane però hanno ostacolato l'invio di aiuti umanitari a Gaza con criteri "arbitrari e contraddittori" secondo la Cnn, dopo aver sentito oltre una ventina di operatori umanitari. Fra i beni respinti dal Cogat, l'ente israeliano di coordinamento per i territori palestinesi, responsabile per il passaggio degli aiuti, figurano anestetici e macchine per l'anestesia, bombole di ossigeno, ventilatori, sistemi di purificazione dell'acqua, kit sanitari, sacchi a pelo, medicine contro i tumori e anche datteri, riferisce l'emittente.

Gaza: numero vittime salito a 30.410 morti e 71.700 feriti

Il bilancio delle vittime di Gaza è intanto di 30.410 palestinesi uccisi e di 71.700 feriti, ha reso noto il ministero della Sanità della Striscia di Gaza. Israele ha nel frattempo reso noto che i membri di Hamas uccisi nei combattimenti sono 13mila, oltre ai circa mille uccisi in Israele subito dopo gli attacchi del 7 ottobre.

Idf: "Maggioranza vittime in strage Gaza a causa della calca"

"La maggioranza dei palestinesi sono morti o rimasti feriti a causa della calca". Lo ha detto il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, dopo che l'esercito ha completato un'indagine preliminare sulla strage di giovedì a gaza durante la consegna di aiuti umanitari, costata la vota a oltre 100 persone. "In seguito ai colpi di avvertimento sparati per disperdere la folla e dopo che le nostre forze hanno cominciato a ritirarsi - ha ricostruito Hagari - alcuni saccheggiatori si sono avvicinati ai nostri soldati e hanno rappresentato una minaccia immediata per loro. Secondo una valutazione iniziale, i soldati hanno risposto verso questi individui".

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