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Israele, Pipes: "Tensioni con Usa la norma, ma Netanyahu è andato oltre"

Il presidente del Middle East Forum, "Sulla riforma della giustizia si troverà un compromesso"

Israele, Pipes:
29 marzo 2023 | 17.28
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Quella tra Stati Uniti e Israele è normale dialettica tra due Paesi alleati, ma Benjamin Netanyahu, nonostante sia partito da un presupposto giusto ovvero la necessità di una riforma della giustizia, è "andato oltre" e alla fine dovrà accettare un "compromesso". Così il politologo americano e presidente del Middle East Forum, Daniel Pipes, commenta all'Adnkronos le recenti tensioni tra Washington e Tel Aviv. Tensioni innescate dalla richiesta - respinta - di Joe Biden al premier israeliano di ritirare la sua contestata riforma della giustizia.

"Israele è un Paese indipendente e non un'altra stella sulla bandiera degli Stati Uniti", ha alzato i toni il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, mentre Netanyahu ha provato a smorzare le polemiche sostenendo che l'alleanza con gli Usa, pur con "occasionali differenze", è "inamovibile".

"Le tensioni Usa-Israele sono la norma, io le definisco 'il rapporto familiare' delle relazioni internazionali. Questo caso è insolito solo perché riguarda una questione interna israeliana", spiega Pipes, tra i massimi esperti americani di questioni mediorientali e autore di numerosi saggi in materia.

Secondo il politologo, l'aspetto "importante delle tensioni sta altrove", ovvero nei distinguo sui rapporti con Tel Aviv all'interno del Partito Democratico. "L'anziano Biden è più amichevole con Israele di molti giovani democratici, quindi la tensione attuale offre loro un'opportunità per fare pressioni su di lui affinché sia meno amichevole", precisa.

Pipes commenta quindi la contestata riforma della giustizia di Israele, che Netanyahu - sulla scia di imponenti proteste - ha congelato in attesa della ripresa dei lavori della Knesset a maggio. "Sì, è necessaria una riforma della giustizia, in particolare mettere fine al processo con cui i giudici a tutti gli effetti nominano i loro successori, ma il governo è andato troppo oltre e troppo in fretta e deve scendere a compromessi", afferma l'esperto.

"Il tentativo degli Haredim (gli ebrei ultraortodossi, ndr) di imporre la legge ebraica nel Paese è particolarmente preoccupante - conclude Pipes - Prevedo che si raggiungerà un compromesso e che questa crisi sarà poco più che un brutto ricordo entro la fine del 2023".

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