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Mar Rosso, ancora un attacco Houthi: colpita nave portacontainer Msc

05 marzo 2024 | 07.22
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Centcom: danni ma non ci sono feriti. I ribelli annunciano: "Navi posacavi chiedano permesso per entrare in acque Yemen"

Miliziani Houthi (Fotogramma/Ipa)
Miliziani Houthi (Fotogramma/Ipa)

Ancora un attacco degli Houthi nel Mar Rosso e ancora danni. Il Centcom ha riferito che sono stati lanciati due missili antinave contro la portacontainer M/V Msc Sky II nel Golfo di Aden, causando "danni". L'attacco è avvenuto tra le 15.50 e le 16.15. "Le notizie iniziali indicano che non ci sono feriti, la nave non ha richiesto assistenza e ha continuato la navigazione", ha riferito il Comando centrale americano, secondo cui uno dei due missili ha colpito la nave battente bandiera liberiana della compagnia di navigazione svizzera, mentre l'altro ha mancato l'obiettivo.

Dopo qualche ora le forze americane hanno abbattuto altri due missili antinave lanciati dagli Houthi. In un post su X, il Centcom ha riferito che alle 20 di ieri ora locale è stata condotta un'operazione di "autodifesa" contro due missili antinave che rappresentavano "una minaccia immediata ai mercantili e alle navi della Marina americana nella regione".

Houthi: "Navi posacavi chiedano permesso per entrare in acque Yemen"

Gli Houthi hanno annunciato che le navi posacavi sottomarini devono ottenere un permesso prima di entrare nelle acque territoriali yemenite. Lo riporta la Tv del gruppo sciita filoiraniano ‘Al-Masirah’ citando il loro ministro delle Comunicazioni e dell'Informatica, secondo cui "per garantire le loro sicurezza, le navi posacavi marittimi devono ottenere un permesso dal Dipartimento degli affari marittimi a Sana'a prima di entrare nelle acque territoriali yemenite".

La richiesta avviene all’indomani dell'annuncio fatto ieri dalla HGC International Communications Company con sede a Hong Kong, secondo cui almeno 4 cavi di comunicazione sottomarini sono stati danneggiati la scorsa settimana nel Mar Rosso. Il gruppo sciita filoiraniano aveva smentito sabato scorso di aver preso di mira cavi sottomarini sostenendo che gli Usa e britannici “sono responsabili di eventuali danni ai cavi a causa dei loro raid”.

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