Otto i feriti. L'attacco durante una funzione domenicale a cui stavano partecipando centinaia di persone
E' salito ad almeno quattro morti e altri otto feriti il bilancio della sparatoria condotta da un uomo armato in una chiesa mormone del Michigan, che ha aperto il fuoco con un fucile d'assalto prima di aver dato fuoco all'edificio. Lo ha affermato la polizia locale spiegando che l'attacco alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni a Grand Blanc, una cittadina a 100 chilometri a nord-ovest di Detroit, è avvenuto durante una funzione domenicale a cui stavano partecipando centinaia di persone.
Il sospettato, identificato come Thomas Jacob Sanford, 40 anni, di Burton, Michigan, è stato poi ucciso a colpi d'arma da fuoco dalla polizia nel parcheggio della chiesa. Le autorità stanno indagando sull'incidente e lo hanno definito un "atto di violenza mirata", anche se il movente resta poco chiaro. "Stiamo ancora cercando di stabilire esattamente quando e da dove è partito l'incendio e come è iniziato", ha affermato il capo della polizia spiegando che l'aggressore è stato ucciso otto minuti dopo la sparatoria.
Intanto sui social è spuntata una fotografia di Sandford con una maglietta 'Trump 2020'. Secondo quanto riporta Nbcnews, l'immagine è stata pubblicata nel 2019 sulla pagina Facebook 'Brantlee's Journey', dedicata agli aggiornamenti sullo stato di salute del figlio di Sandford, affetto da una rara malattia, l'iperinsulinismo congenito.
La polizia locale e l'Fbi, che sta guidando l'indagine di quello che definisce "un atto di violenza mirata", non hanno ancora indicato il possibile movente che ha spinto il 40enne di Burton a sfondare con il suo pickup la porta della chiesa, aprire il fuoco contro le centinaia di fedeli riuniti per la funzione domenicale e poi dare fuoco all'edificio. L'attacco ha provocato almeno quattro vittime e otto feriti, mentre Sanford è rimasto ucciso in un conflitto a fuoco con gli agenti intervenuti.
L'uomo era stato nei Marine tra il 2004 e il 2008, come addetto ai veicoli motorizzati. Nel 2007 è stato inviato per sette mesi in Iraq, in particolare a Fallujah ed in un articolo pubblicato su un giornale di Clarkston, un villaggio a pochi chilometri da Grand Blanc, dove è avvenuta la strage, scriveva che era ansioso "di conoscere la cultura e il popolo dell'Iraq " e "tornare con vere notizie sulla situazione".
Pochi mesi dopo il suo rientro negli Usa, nel maggio del 2008, ha lasciato il corpo con il grado di sergente e una serie di riconoscimenti al valore, compresa la medaglia per l'Iraq Campaign e quella per il Global war on terrorism service. Nel 2016 ha sposato una sua compagna di classe del liceo di Jake, sempre a poca distanza dalla chiesa attaccata, e insieme hanno avuto il figlio, che ora ha dieci anni, affetto dalla rara malattia congenita.
Un altro suo ex compagno di scuola, Ryan Lopez, ha detto di aver incontrato Sanford in palestra poche settimane fa e di non aver notato nulla di strano: "Sembrava contento di vedermi, normale", ha raccontando l'amico, anche lui un ex Marine, spiegando che Sanford da giovane era un appassionato cacciatore di anatre, tacchini e cervi, insomma un tipico "ragazzo di campagna".