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Navalny, chi è la moglie: Yulia Navalnaya ora continuerà la lotta di Alexei

20 febbraio 2024 | 15.33
LETTURA: 3 minuti

Due figli, un matrimonio durato oltre 20 anni. Ora raccoglie il testimone del marito

Yulia Navalnaya
Yulia Navalnaya

Ha sempre voluto tenere un basso profilo, insistendo sul fatto di essere principalmente una moglie ed una madre e non una politica. Ma Yulia Navalnaya non ha esitato ad annunciare che continuerà la lotta di suo marito Alexey Navalny, "ucciso" da Vladimir Putin nella colonia penale nel profondo Nord russo dove era stato rinchiuso, come è tornata a denunciare in un video, diffuso poco prima del suo incontro con i ministri degli Esteri della Ue a Bruxelles.

Nata a Mosca nel 1976, figlia del rispettato scienziato Boris Ambrosimov, Yulia Ambrosimova si è laureata all'Università di Economia di Plekhanov, specializzandosi in relazioni internazionali. L'incontro con Navalny è avvenuto durante una vacanza in Turchia nel 1998, e la coppia due anni dopo si è sposata.

"Non ho sposato un avvocato con una carriera promettente o un leader dell'opposizione, ma un giovane uomo di nome Alexey", ha raccontato Yulia durante un'intervista al settimanale russo Sobesednik nel 2020. I due giovani sposi però condividevano l'interesse per la politica, visto che già all'inizio degli anni 2000 entrambi si iscrivono al partito liberale filo-occidentale Yabloko.

Con la nascita della prima figlia Daria, nel 2001, Yulia lascia la carriera in banca, iniziando dopo la maternità a lavorare nel negozio di mobili dei suoceri per alcuni anni. Nel 2008 nasce il secondo figlio, Zakhar, e decide di dedicarsi interamente alla famiglia, anche perché ormai Navalny aveva cominciato ad assumere un posizione di rilievo nell'ambito dell'opposizione russa. In diverse occasioni, il marito l'ha ringraziata pubblicamente per questa scelta, dicendo che non avrebbe mai potuto continuare la sua battaglia contro il Cremlino senza il sostegno della moglie.

Suo malgrado, Navalnaya arriva sotto i riflettori internazionali la prima volta, dopo che il marito viene avvelenato, nell'agosto del 2020, sul volo di ritorno a Mosca dalla città siberiana di Tomsk. Il pilota dell'aereo fece un atterraggio di emergenza nella città di Omsk, dove Navalny fu ricoverato in coma, con la moglie che scrisse direttamente a Vladimir Putin per chiedergli l'autorizzazione al trasferimento in un ospedale all'estero.

"Ogni momento che rimanevamo lì, pensavo dobbiamo portarlo via", ha raccontato Navalnaya nel documentario di Yuri Dud. Finalmente, con l'aiuto di una Ong tedesca, Navalny viene trasferito a Berlino, dove è rimasto ricoverato per diversi mesi, sempre con la moglie al fianco. Dopo la guarigione, la coppia invece di rimane al sicuro in esilio, è ritornata a Mosca, nel gennaio del 2021, dove Yulia ha visto il marito Alexey arrestato subito dopo l'arrivo all'aeroporto.

La notizia della morte di Navalny ha raggiunto Yulia sempre in Germania, dove si era recata lo scorso weekend per partecipare alla conferenza sulla Sicurezza di Monaco. E la donna ha mostrato un'enorme forza d'animo e coraggio pari a quello del marito quando, mentre ancora i suoi collaboratori ed avvocati cercavano conferme alla terribile notizie, è salita sul palco della conferenza per pronunciare il suo discorso.

"Ho pensato per un po', ho pensato 'devo rimanere qui per fare il mio discorso davanti a voi o devo tornare dai miei figli ? Ma poi mi sono chiesta: 'cosa avrebbe fatto Alexey al mio posto? Sono sicura che lui sarebbe salito su questo palco" ha detto, provocando la standing ovation dei delegati della conferenza, Yulia nel suo discorso in cui ha promesso che Putin ed i suoi "saranno puniti per quello che hanno fatto al nostro Paese, alla nostra famiglia, a mio marito".

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