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Padre Caprio: "Navalny e’ morto da martire, il Patriarca Kirilll? Resterà zitto"

17 febbraio 2024 | 18.03
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L’ex missionario grande esperto di Russia: "Non ci sarà un’altra figura tanto carismatica"

Padre Caprio:

Città del Vaticano, 19 feb. (Adnkronos) - Navalny e’ morto “da martire, ha fatto la scelta del martirio”. Don Stefano Caprio, grande studioso ed esperto di Russia, autore tra le numerosissime pubblicazioni de ‘lo Zar di vetro. La Russia di Putin’, interpellato dall’Adnkronos dopo la morte in carcere del dissidente russo che ha sfidato Putin, auspica che sul corpo di Navalny possa essere disposta una autopsia con medici “super partes” e che il corpo possa essere mostrato agli avvocati e alla famiglia. “Si conclude - osserva - la fase del Putin semplicemente autoritario e inizia la fase totalitaria”.

Impensabile che il Patriarca Kirill possa intervenire, dispiacendosi della morte di Navalny? “Navalny - premette padre Caprio - si diceva cristiano ma non era un fedele ortodosso. Ad ogni modo, se il Patriarca dicesse qualcosa e’ come se fosse coinvolto invece bisogna stare zitti perché deve apparire come una sfortuna capitata”. Il grande esperto di Russia annota un particolare non secondario pensando a Putin: “E’ un maniaco delle date simboliche: il 16 marzo iniziano le elezioni, il 16 febbraio muore Navalny. Due mesi dopo che Prigozin era andato al Cremlino e’ esploso il suo aereo: Putin vuole fare vedere che lui è il padrone del mondo”. Navalny poteva essere papabile in futuro al Cremlino? “In queste condizioni no, il massimo che ha ottenuto Navalny - ricorda padre Stefano Caprio - e’ stato il 26 per cento alle elezioni del 2016. Era in prigione con una condanna ad altri 19 anni di reclusione, ma dava fastidio per la sua popolarità e per esprimersi liberamente. Ad un mese dalle elezioni restava solo il dissidente a fargli ombra. In teoria, Navalny aveva sostenuto l’idea del voto a mezzogiorno contro Putin. Certamente senza di lui non ci sarà niente di particolare”.

La Russia avrà un altro Navalny? “Un’altra figura così carismatica non ci sarà. Ci sono personaggi politicamente e, per certi aspetti, più preparati. Non mancano in Russia persone in gamba ma non con quel carisma populista. Le sue manifestazioni erano sempre contro la corruzione, tipo i Cinque stelle in Italia”, osserva don Stefano Caprio.

Come è stata la reazione dell’Occidente? “E’ stata emotiva. Navalny - ricorda il grande esperto di Russia - aveva avuto qualche limitazione in Occidente col fatto che aveva appoggiato la guerra in Georgia nel 2009. Non era una figura cristallina. Per capire Navalny bisogna avere l’anima russa. E’ chiaro che c’è la protesta del mondo intero contro la repressione e la crudeltà ma Putin ormai non ha più limiti”.

Cambieranno i rapporti con la Santa Sede? “La S. Sede - osserva l’ex missionario in Russia e docente al Pontificio Istituto Orientale- condanna la guerra e cerca di tenere i più buoni rapporti possibili con il Patriarcato di Mosca. Fino a prima della guerra, i rapporti erano eccellenti. Navalny con le chiese non aveva molto a che fare. Era uno spirito, anche religioso, ma fondamentalmente libero”.

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