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Putin-Kim, Dunaev (Riac): "Non sono disperati, guerra in Ucraina si allunga"

Il presidente russo vuole le munizioni per 'eternizzare' il conflitto, il leader nordcoreano la tecnologia missilistica e spaziale

Putin-Kim, Dunaev (Riac):
14 settembre 2023 | 13.38
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Nè Kim Jong il nè Vladimir Putin sono "disperati", piuttosto il viaggio in Russia del leader nordcoreano avrà come conseguenza quello di allungare la guerra in Ucraina grazie alle munizioni che arriveranno a Mosca da Pyongyang. E' la lettura che Alexander Dunaev, esperto del Russian International Affairs Council (Riac) e collaboratore di Carnegie Politika, dà della missione di Kim, arrivato due giorni fa a bordo del suo treno in Russia, e degli incontri avuti con il leader del Cremlino.

"Non sono affatto disperati", sostiene Dunaev, in un'intervista al'Adnkronos, in un riferimento anche alla definizione che il segretario di Stato americano Antony Blinken ha dato di Kim e Putin. L'uno erede di un regime che "da 70 anni è abituato a vivere in una situazione di guerra fredda, isolato e colpito da sanzioni internazionali, e quindi non vedo perché dovrebbe essere disperato proprio adesso", ragiona l'esperto russo. L'altro che "continua a vivere in una bolla, con un'idea molto distorta di quello che è il reale andamento della guerra".

Gli obiettivi della loro cooperazione? "Putin vuole avere accesso alle munizioni per l'artiglieria che la Corea del Nord gli può fornire, anzitutto i proiettili calibro 152 mm, di cui l'esercito scarseggia. E questo rientra nella strategia non dico volta a 'eternizzare' questo conflitto, ma quantomeno a prolungarlo il più a lungo possibile, nella speranza che l'Occidente si stanchi di aiutare l'Ucraina e acconsenta a una tregua", spiega Dunaev.

Dal canto suo, la Corea del Nord, "che vive problemi eterni che non riesce a risolvere avendo un'economia fortemente militarizzata, ha bisogno anzitutto di generi alimentari per la sua popolazione". Ma l'altra cosa che serve a Kim, dice l'analista, "è la cooperazione nel settore missilistico e spaziale, ha bisogno della tecnologia russa per riuscire finalmente a mettere in orbita un satellite militare dopo i fallimenti dei mesi scorsi". In teoria, le sanzioni internazionali vietano alla Russia di trasferire a Pyongyang le componenti necessarie, ma ci sono 'buchi' grazie ai quali di fatto potrebbero essere aggirate.

Dinanzi a questa cooperazione, che Kim ha definito la "sacra lotta" contro l'Occidente, la vera preoccupazione riguarda "la possibilità che la guerra in Ucraina si prolunghi ancora, se l'esercito russo avrà più munizioni, il conflitto durerà di più", ribadisce Dunaev. Che, infine, riguardo al ruolo della Cina, da sempre principale partner politico ed economico del 'regno eremita', chiosa: "La posizione di Pechino in Corea del Nord è talmente consolidata che non credo abbia nulla da temere. La Russia non ha intenzione di scalzare la Cina, per Mosca è molto più importante mantenere buoni rapporti con Pechino".

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