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Ucraina, Vilnius: "Nessuna fiducia in Cina, Europa si allontani da regimi autoritari"

Ucraina, Vilnius:
02 maggio 2023 | 18.03
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La Lituania non ha fiducia nella Cina e non crede che Pechino possa svolgere un ruolo positivo per una risoluzione politica della guerra in Ucraina. Lo sottolinea in un'intervista all'Adnkronos Zygimantas Pavilionis, presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento lituano, che dubita delle reali intenzioni di Pechino malgrado la telefonata 'riappacificatrice' tra Volodymyr Zelensky e Xi Jinping.

"Il biografo di San Giovanni Paolo II, George Weigel, sostiene che tra il Mar Nero ed il Mar Baltico si conti il maggior numero di martiri morti per la loro fede rispetto a tutte le altre Nazioni cristiane su questo pianeta. La maggior parte di questi martiri sono stati uccisi da regimi autocratici, che volevano conquistare queste 'terre di mezzo'. Putin è saldamente in linea con questa tradizione e sembra che la Cina lo sostenga in questo. Perché noi, lituani o ucraini, dovremmo fidarci del 'peacemaker' Xi, che condivide con Putin gli obiettivi di eliminare l'influenza americana in Europa e dividere e governare le nazioni democratiche europee?", si chiede Pavilionis, in arrivo domani in visita a Roma.

Per il deputato lituano è arrivato il momento per i Paesi europei di "parlare con una sola voce - europea o transatlantica - con i regimi autoritari, separarsi da essi, creare alternative democratiche globali per le nostre economie (come fa la Lituania) e unirsi a Nazioni come l'Ucraina pronte a morire per la democrazia e la libertà".

Il presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento lituano indica l'importanza di far aderire all'Ue e alla Nato l'Ucraina, la Moldova, e le nazioni balcaniche che stanno cercando di "difendere le loro democrazie dalle aggressive autocrazie russe e cinesi, e di non abbandonarle perché dovremmo sapere molto chiaramente che noi democrazie dei Paesi dell'Ue e della Nato saremo i prossimi".

Se l'Europa non agirà in questo modo, precisa, "la Cina trarrà conclusioni sbagliate e continuerà a minare l'ordine internazionale basato sulle regole - prosegue Pavilionis - Il nostro messaggio è chiaro: non siate ingenui, non giocate con gli Stati autocratici, non pensate di poterli cambiare con i vostri soldi o i vostri mercati. Al contrario, vi cambieranno, quindi è meglio che vi fermiate prima che sia troppo tardi".

Commentando poi le parole dell'ambasciatore cinese in Francia, che ha messo in discussione la sovranità delle ex Repubbliche sovietiche, il deputato ritiene che il diplomatico abbia "solo espresso ciò che i comunisti a Pechino o il Kgb a Mosca pensano davvero di noi. La Cina sta pazientemente aspettando di capire come finirà effettivamente questa guerra scatenata da Putin. Se la vittoria andrà a Putin, la Cina farà lo stesso con Taiwan - ha concluso - Ecco perché Xi è così interessato a rendere i Paesi occidentali il più possibile dipendenti dalla Cina: per paralizzare la loro volontà di difendere i valori democratici e assumere il controllo delle loro infrastrutture critiche".

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