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Banche venete: l'esperto, imprese tutelate ma per servono imprenditori maturi

Maurizio Primanni
Maurizio Primanni
30 giugno 2017 | 11.59
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"Con il salvataggio delle banche venete, il governo tutela risparmiatori e imprese, ma con Intesa San Paolo serviranno imprenditori più maturi". Lo dice, in un'intervista a Labitalia, l’esperto Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting, società di consulenza del settore bancario. "Due anni fa -ricorda- Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca già fecero un cambio manageriale importante per avviare un processo di risanamento che evidentemente non ha dato i risultati attesi. La Bce, chiamata dalle autorità italiane a esprimersi sulla vicenda, ha rappresentato le due banche in stato di fallimento. Questo caso, e mi sorprende che questo aspetto sia stato poco evidenziato ingenerando confusione nell’opinione pubblica, è piuttosto diverso dal salvataggio di MPS".

"All’istituto senese -fa notare- sempre a seguito di procedura di stress test della Bce, è stata chiesta una ricapitalizzazione solo perché la banca si sarebbe potuta trovare in difficoltà in uno scenario di evoluzione del contesto macroeconomico peggiorativo rispetto alla situazione attuale; ciò significa che al momento MPS, a differenza delle due venete, è ritenuta sana e con le carte in regola per continuare ad operare".

"La procedura è stata complessa -ammette Primanni- ma bisogna riconoscere che il Governo ha fatto la cosa giusta, pur andando oltre quanto prescrive il Tub (Testo unico bancario). Dopo che la Bce ha dichiarato il dissesto delle due banche, successivamente il Comitato di risoluzione unico (Sbr–Single resolution board), agenzia indipendente dell’Ue che garantisce la gestione ordinata delle crisi bancarie, ha valutato la mancanza dei requisiti per una risoluzione secondo la direttiva europea per i salvataggi bancari (Brrd) ovvero il cosiddetto bail-in, perché non ricorrevano i requisiti di interesse pubblico".

In sostanza "le due banche venete non sono state considerate strategiche e sistemiche per il Paese. A questo punto il Governo avrebbe dovuto fare ricorso alla normativa bancaria nazionale, il Tub, che prevede per le Banche in crisi la procedura di liquidazione coatta amministrativa. Ma a ciò è stata fatta una deroga. Il Governo, a mio parere giustamente, ha ritenuto che la procedura ordinaria avrebbe prodotto, come si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto legge, 'conseguenze negative per il tessuto produttivo e sociale, per l’occupazione e per i risparmiatori'. Di fatto l’esecutivo ha approntato una nuova procedura di gestione dell’insolvenza delle banche che nel futuro potrebbe essere applicata anche ad altre situazioni di crisi bancaria".

"Popolare di Vicenza e Veneto Banca -osserva Maurizio Primanni- avevano una governance territoriale; erano fortemente radicate sul territorio e avevano con gli imprenditori locali un rapporto per così dire 'simbiotico'. Banca Intesa è il maggiore istituto italiano e, quindi, di interesse strategico per il nostro Paese, essa deve sottostare alle regole di vigilanza della Bce previste per le banche più rilevanti".

"Mi attendo quindi -sottolinea- che attuerà politiche di erogazione del credito più strutturate, con forte attenzione alla diversificazione geografica e settoriale del rischio e al rispetto dei volumi di credito erogato in riferimento alla dimensione delle aziende finanziate. Risultato: la motivazione della procedura speciale decisa dal Governo, la tutela delle persone e delle imprese, potrà essere mantenuta solo per le imprese più solide e gli imprenditori più maturi".

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