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Yezael, un vegetariano a Lineapelle

21 settembre 2023 | 23.30
LETTURA: 3 minuti

Indumenti come amuleti per Angelo Cruciani, che sfila a Milano Rho Fiera con una collezione sognata a Shanghai e ricamata a Laverino, paese natio del padre

Tre look della collezione Yezael presentata a Lineapelle
Tre look della collezione Yezael presentata a Lineapelle

"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me": il celebre aforisma di Immanuel Kant è il miglior viatico per entrare nelle 'Infinite connections' grazie alle quali un designer da sempre vegetariano come Angelo Cruciani ha scelto di collaborare con Lineapelle per la proposta uomo del suo brand Yezael. "Questa collezione - racconta il designer - è stata sognata a Shanghai, realizzata in Italia e ricamata a Laverino, il paesino nativo di mio padre. Ho passato notti intere dormendo sotto un cielo stellato incontaminato e di giorno cercando di riportare sui capi quella sensazione di appartenenza che l'universo abbracciandoci ci comunica costantemente".

"Sono vegetariano da tantissimo tempo, e l'invito a Lineapelle - spiega il creativo - mi ha costretto a trovare una mia relazione con un materiale che mai avevo utilizzato per il brand, la vera pelle. Attraverso la meditazione ho capito che dovevo oltrepassare i miei giudizi e pregiudizi e semplicemente riportare alla luce quella sacralità che da sempre contraddistingue un sano rapporto della vita tra preda e predatore: la consapevolezza della gratitudine".

Ogni pelle utilizzata è di provenienza certificata dallo scarto alimentare ma l'attenzione primaria di Cruciani è stata etica: come onorare la vita di ogni animale che continua a donarci la sua energia per nutrire non solo i nostri corpi, ma anche i nostri occhi e il nostro bisogno di creare bellezza. La collezione è stata quindi realizzata con pellami benedetti e caricati energeticamente da sciamani per oltre un mese. Riti di purificazione al fine di trasformare gli indumenti in amuleti, in un viaggio che parte da lontano, dalla cultura indigena e delle tribù che hanno sviluppato un contatto più evoluto con la natura che non con la mente razionale, tecnologica ed illuminista.

La collezione cerca di fondere il contemporaneo a quella saggezza che arriva da culture che spesso definiamo 'primitive'. Un viaggio che ha avuto come punto di partenza l'infinito tutto intorno a noi: sicurezza e fragilità che si raccontano in abiti stellati, per portarci l'infinito addosso e soprattutto ricordarcelo dentro. Ricca la palette dei colori, che spazia dall'azzurro al blu notte, per poi passare sfumando dal grigio ottico al nero, con incursioni di salvia e petrolio, bianco latte e rosso fuoco.

I vestiti morbidi oversize si portano con una struttura che mixa kimono e samurai, giacche corte ma dalle spalle larghissime. Pantaloni classici dai volumi street, vita bassa per tutti, canotte da sera sostituiscono le camicie. L'evoluzione della giacca passa per strutture che si appoggiano sul corpo o versioni formali maschili del monospalla da gladiatore. I tessuti sono in gran parte biodegradabili e provenienti da un'accurata ricerca di fibre vegetali innovative come il sorona, nycla, lyocell e il bamboo. Yezael ha presentato una preview della collezione martedì scorso a Palazzo Insibardi all’interno dell’evento in calendario ufficiale Keqiao the Excellence Exibhition, per introdurre il percorso sostenibile del brand in collaborazione con il distretto produttivo tessile più grande del mondo.

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