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Caso Open, Renzi: "Uscirò da questo processo con la fedina pulita"

12 maggio 2023 | 09.38
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Il leader di Italia Viva in un editoriale sul Riformista attacca: "Indagine assurda, nata da un pregiudizio ideologico"

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"Io uscirò da questo processo, come è ovvio, con la fedina pulita, cosa che vi dico da cinque anni. Non sono sicuro che la stessa cosa avverrà per il pubblico ministero Luca Turco. Staremo a vedere. Noi siamo innocenti, il pm non lo so". Lo ha detto Matteo Renzi arrivando al palazzo di giustizia di Firenze per una nuova udienza davanti al Gup del tribunale per il procedimento sulla Fondazione Open, in cui è uno degli undici imputati con l'accusa di finanziamento illecito ai pariti.

"Questa inchiesta è stata disintegrata dalla Cassazione. In un paese normale qualcuno dovrebbe scusarsi invece si va avanti", ha ricordato l'ex presidente del Consiglio riferendosi alle cinque sentenze sul sequestro della documentazione all'imprenditore Marco Carrai annullato dalla Suprema Corte.

Riguardo alle denunce contro il procuratore aggiunto fiorentino Luca Turco, uno dei due titolari dell'inchiesta sulla Fondazione Open (l'altro pm è Antonino Nastasi), presentate al Tribunale di Genova e su cui la Procura dovrà fare accertamenti aggiuntivi, Renzi ha commentato: "le denunce non sono state archiviate come tutte le altre. E' il segno che qualcosa si muove. Ormai sono cinque anni che siamo dietro a questa vicenda, torno ogni volta da bravo cittadino a difendermi nel merito ma dopo cinque anni posso dire che siamo alla fine. Entro breve ci sarà come minimo la prescrizione".

In un editoriale di oggi su 'Il Riformista' dal titolo "Open to meraviglia", Renzi ha scritto che "lo scandalo Open non è quello degli organizzatori della Leopolda ma quello di una indagine così assurda da aver visto cinque sentenze di annullamento della Cassazione ancora prima dell'udienza preliminare. Cinque! Credo sia un record". "Anche oggi mi presenterò in Tribunale, a Firenze, nell'ambito del 'processo Open' - afferma Renzi -. Cinque anni fa le prime indagini, quattro anni fa gli scandalosi sequestri show che furono poi annullati dalla Cassazione, tre anni fa il mio avviso di garanzia, due anni fa la richiesta di rinvio a giudizio, un anno fa l'inizio dell'udienza preliminare. E io come sempre, come ogni cittadino, vado in Tribunale cancellando gli impegni politici per una inchiesta nata da un pregiudizio ideologico che sarà ricordato come uno dei tanti flop, più grave di altri per la straordinaria eco mediatica iniziale, anche se da quando la Cassazione ha demolito l’indagine dei Pm nessuno ne parla più".

Il leader di Italia Viva, poi, spiega ai lettori che "Il Riformista" non seguirà l'udienza preliminare al Tribunale di Firenze né l'eventuale processo: "questo giornale non è il luogo della mia difesa. Mi difendo da solo: 'Il Mostro' è stato un best seller, non ho mai rifiutato di rispondere ai giornalisti, ho denunciato i magistrati che ritenevo responsabili perché chi è stato Presidente del Consiglio ha l’obbligo di rispettare le istituzioni. E se ritiene che qualcuno sia in malafede ha il dovere di denunciarlo, non il diritto di farlo".

"Il Riformista" parlerà invece degli altri errori giudiziari, "come abbiamo fatto anche ieri: quelli che riguardano i cittadini comuni, quelli di cui non parla nessuno". "Il Riformista", scrive sempre Renzi, "darà spazio ai magistrati bravi, quelli che devono far carriera indipendentemente dalla propria corrente". "Il Riformista" ospiterà il dibattito sul futuro della giustizia perché è "un nodo nevralgico per la credibilità delle istituzioni ma anche per la tenuta della nostra economia".

"Citando lo straordinario discorso di Enzo Tortora, io so di essere innocente e spero che lo siano anche i magistrati che mi indagano ingiustamente. Ma questo giornale non può servire per regolare i miei conti o per proclamare la mia sete di verità - continua Renzi nell'editoriale - Questo giornale è per tutti quelli che credono che la patria del Beccaria non possa essere affidata alla rabbia dei travagliati giustizialisti del nostro tempo, persone che vivono di rancore, odio, invidia sociale. Questo giornale non si occupa del processo Open perché parla di tutto il resto. E chissà che il ministro Nordio non ci regali una riforma capace di farci tornare a credere in una giustizia giusta. Magari dalle vergognose indagini fiorentine nascerà una nuova consapevolezza nella magistratura italiana. Siamo pronti a farci sorprendere: Open To Meraviglia".

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