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Raffica di autosospensioni al Csm

La decisione dei consiglieri Cartoni, Lepre, Morlini e Criscuoli. Vicepresidente Ermini: "O riscatto o saremo perduti". "Componenti Anm e Csm vengano sorteggiati", fa discutere la proposta di Tinti

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04 giugno 2019 | 08.24
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Raffica di autosospensioni al Csm. Con una nota diffusa nella tarda serata di ieri hanno annunciato la decisione i consiglieri del Csm Corrado Cartoni e Antonio Lepre, di Magistratura indipendente, che non sono coinvolti nell'inchiesta di Perugia ma che avrebbero partecipato, insieme a Luca Palamara, a un incontro con Luca Lotti e Cosimo Ferri, per discutere della nomina del procuratore di Roma. ''Pur consapevoli e certi della correttezza del nostro operato, per senso istituzionale e per evitare attacchi strumentali al Csm - scrivono Cartoni e Lepre - comunichiamo la autosospensione dalle funzioni consiliari in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda''. La decisione è arrivata al termine di una giornata che ha visto a Palazzo dei Marescialli una serie di incontri tra i gruppi e una lunga riunione di tutti i consiglieri, laici e togati. Il vicepresidente Ermini si era prima recato al Quirinale, in vista del plenum straordinario di oggi pomeriggio. E le dimissioni dei due consiglieri, o almeno la loro sospensione, erano state auspicate e sollecitate.

E oggi altri due consiglieri togati del Csm si sono autosospesi. Sono Gianluca Morlini, di Unicost, presidente della commissione incarichi direttivi, e Paolo Criscuoli di Magistratura indipendente. Si allargano dunque gli effetti della bufera che ha colpito la magistratura a seguito dell'inchiesta di Perugia. "In questi giorni è in corso una campagna di stampa che confonde e sovrappone indebitamente i piani di una indagine penale relativa a fatti rispetto ai quali sono del tutto estraneo, come già emerso, con l’attuale attività svolta presso il Consiglio superiore della magistratura" scrive in una nota Criscuoli, spiegando la sua decisione. ''Ciò ha offuscato e rischia di compromettere ulteriormente l’immagine e la percezione che dell’organo di governo autonomo della Magistratura hanno i cittadini prima ancora dei magistrati'', sottolinea. ''Per questa ragione, nel rispetto dell’istituzione e del ruolo di componente togato del Consiglio, pur non essendo citato in alcun modo dalla stampa, ho depositato presso la segreteria della vicepresidenza del Consiglio la comunicazione della volontà di non partecipare all’attività del Consiglio e delle Commissioni fino a quando non sarà ribadito e chiarito, anche dagli organi competenti, la piena correttezza del mio operato, sempre improntato all’assoluto rispetto dei doveri di disciplina ed onore richiesti dalla Costituzione'', rivendica Criscuoli, denunciando ''un pericoloso clima di caccia alle streghe'' ed esprimendo l'auspicio ''che questo gesto di responsabilità induca tutti a riflettere''.

Anche Morlini spiega le ragioni della sua scelta in una lettera inviata al vicepresidente del Csm. ''Pur se nessuno mi ha contestato nulla a livello penale o disciplinare, e pur se il mio nome nemmeno è uscito sulla stampa, so di avere, casualmente ed in modo da me non programmato, raggiunto alcuni magistrati ad un dopo cena in cui, ad un certo punto e senza che io lo sapessi o lo potessi prevedere, è intervenuto l’onorevole Lotti - scrive Morlini - Mi sono quindi poco dopo congedato, ben prima che la serata terminasse, certo di non avere detto o fatto nulla in contrasto con i miei doveri di consigliere''. "Siamo consapevoli del terribile momento che sta vivendo l’Istituzione consiliare, e ciascuno di noi è quindi chiamato a fare tutto ciò che può per preservarla'' sottolinea Morlini. ''Pur nella certezza della correttezza del mio comportamento, al fine di evitare che il Csm sia danneggiato da questa situazione e per senso di responsabilità verso le Istituzioni, chiedo di non partecipare all’attività del Consiglio e di essere sostituito nelle Commissioni - conclude - in attesa che la mia posizione venga acclarata come pienamente corretta nelle sedi istituzionali''.

Le dimissioni del togato Luigi Spina e l'autosospensione di Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli non avranno conseguenze sull'attività del Csm. In base alla legge istitutiva, infatti, ''per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza di almeno dieci magistrati e di almeno cinque componenti eletti dal Parlamento''. I magistrati che siedono al Csm sono in tutto 18, 16 togati eletti più i vertici della Corte di Cassazione, primo presidente e procuratore generale: con i 5 togati in meno attualmente sono 11, quindi un numero sufficiente per garantire l'operatività.

SPINA NON RISPONDE AI PM - Spina, ex togato di Unicost del Consiglio superiore della magistratura, indagato con l'accusa di favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio nell'ambito dell'inchiesta della procura di Perugia, davanti ai magistrati si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Abbiamo deciso d’intesa con Luigi Spina di procrastinare l’interrogatorio al fine di raccogliere tutti gli elementi che consentiranno quanto prima di chiarire la sua posizione processuale", hanno fatto sapere in una dichiarazione congiunta i legali di Spina, l'avvocato Nicola Pisani e l'avvocato Donatello Cimadomo. In procura a Perugia oggi è stato convocato anche il pm di Roma Stefano Rocco Fava.

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