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Elezioni Regionali, Rampelli: "Su scelta candidati no a spartizione"

Il vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d'Italia all'Adnkronos: "Indispensabile un'analisi dei cinque anni di operato della giunta regionale. Confermare uscenti? Sarebbe irresponsabile dare tutto per scontato"

Fabio Rampelli - Fotogramma /Ipa
Fabio Rampelli - Fotogramma /Ipa
20 novembre 2023 | 17.54
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Per decidere le candidature nelle regioni "la regola non può essere la spartizione dei candidati tra i partiti del centrodestra, è indispensabile un'analisi dei cinque anni di operato della giunta regionale". Così all'Adnkronos il vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli interviene sulle tensioni nel centrodestra per la scelta dei candidati alle prossime regionali. Il vicesegretario della Lega Andrea Crippa ha chiesto di ricandidare senza veti i governatori uscenti del centrodestra per uscire dall'impasse creatosi dopo il no di Fdi a un nuovo mandato di Solinas in Sardegna e di Bardi in Basilicata. Ma per Rampelli "bisogna guardare ai risultati ottenuti dalle giunte uscenti: laddove si è fatto bene, si valuta la possibilità di una conferma; laddove invece c'è qualche motivo di delusione, si valutano eventuali cambiamenti".

Secondo il padre dei 'Gabbiani' "bisogna scegliere il miglior candidato possibile sia per vincere sia, soprattutto, per ben governare. E' indispensabile un'analisi sui cinque anni di operato: sarebbe irresponsabile dare tutto per scontato e far finta di nulla". Un'analisi dell'operato della giunta uscente "è un compito ineludibile dei partiti, perché se dovesse valere un'altra regola non so quale potrebbe essere. Mi pare che Fratelli d'Italia abbia soltanto la regione Abruzzo in questa tornata elettorale, ed è il primo partito della coalizione...", osserva ancora Rampelli.

Se per l'eventuale ricandidatura dei governatori uscenti "non dovessimo basarci sull'operato delle amministrazioni in carica, quale dovrebbe essere il metodo? La divisione in baso al peso specifico tra i vari partiti di una coalizione? Non penso che questo possa essere un metodo virtuoso", rimarca il vicepresidente di Montecitorio constatando che "noi, primo partito italiano, abbiamo in questa tornata soltanto la regione Abruzzo, che conta un milione e mezzo di abitanti. Ci sono tanti metodi per valutare le prestazioni messe in campo fin qui dalle amministrazioni: focus, istituti demoscopici... Lo si può fare anche con evidenza scientifica questo tipo di lavoro", chiosa Rampelli.

La federazione romana di Fdi, aggiunge quindi Rampelli quando gli viene chiesto se si candiderà alla guida, "farà il suo congresso, avendo 40mila iscritti è ovvio che sarà uno degli ultimi congressi di questa stagione. Cercheremo il candidato migliore anche lì. Se mi candido? Faccio altre cose, non sono in campo per guidare la federazione romana".

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