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Libri, 'Fondata sul lavoro':"La spy story del costituzionalista Celotto sull’art.1 della Carta"

Libri, 'Fondata sul lavoro':
04 luglio 2022 | 12.07
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Tra spy story e feuilleton, in un’atmosfera noir venata d’ironia: si colloca in questa terra di mezzo il romanzo di Alfonso Celotto “Fondata sul lavoro” (Mondadori) ambientato a Roma nei giorni concitati delle sedute dell’Assemblea Costituente. Il titolo richiama l’articolo 1 della Carta, che diventa approdo, in un singolare quanto immaginario incontro tra grande storia e piccole storie individuali, di una trama che parte da una vicenda d’amore tra due giovani, Marcello e Carmela, e si dipana tra segreti, e quindi ricatti di Stato, dove la posta in gioco è la Costituzione.

I comprimari sono nomi del calibro di Togliatti, Terracini, De Gasperi, e altre figure di spicco della vicenda repubblicana, alle prese nel 1947 con la rivalità tra Dc e PCI all’interno, e con quella tra anglo-americani e sovietici all’esterno, con l’Italia che gli Anglo-americani vogliono “incardinare” costituzionalmente nell’Occidente, mentre i russi, forti anche della leva del maggior partito comunista, giocano la loro partita per scompaginare i disegni degli ex alleati nella guerra al nazismo e al fascismo. E lo fanno a suon di carte “proibite”, e colpi bassi, così come ci prova con gli stessi mezzi a rientrare nel giro che conta una spia ex fascista, ora odiata da tutti per aver tutti tradito.

Scritto dal noto costituzionalista, il romanzo tratteggia solo per sommi capi, ma puntuale nello sviluppo della vicenda, i temi portanti dell’art.1 della Carta che emergono qua e là, in particolare, appunto, la formulazione relativa all’incipit: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”. A dominare, con stile agile, è la tensione che pervade le vite degli individui, alle prese, a loro insaputa, con questioni infinitamente più grandi delle loro ambizioni.

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