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L’immigrazione è un problema europeo, servono risposte europee

17 marzo 2023 | 13.14
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Il premier Giorgia Meloni e il Capo dello Stato Sergio Mattarella rappresentano la posizione italiana

L’immigrazione è un problema europeo, servono risposte europee

La tragedia del naufragio di Cutro è una ferita che resta aperta. Con la contabilità delle vittime che si aggiorna ancora e tutte le polemiche che continua a trascinare con sé. Il tema dei migranti è però più largo investe da vicino i rapporti tra l'Italia e l’Europa. La posizione italiana è stata più volte espressa dal premier Giorgia Meloni, con la richiesta di un impegno diverso che inizia a trovare le prime risposte concrete.

"Sull'immigrazione, io penso che sia sotto gli occhi di qualsiasi persona intellettualmente onesta come le conclusioni del Consiglio Europeo segnino, nella vicenda dell'Unione Europea, un totale cambio di paradigma, un totale cambio di approccio rispetto alla questione migratoria. Entrano, nelle conclusioni del Consiglio Europeo, una serie di concetti che non era stato possibile fissare prima, concetti come il fatto che l'immigrazione è un problema europeo e necessita di risposte europee, concetti come il fatto che tutte le rotte migratorie devono essere affrontate con la stessa attenzione e con le adeguate risorse. E questo è particolarmente importante per l'Italia, perché noi sappiamo che in passato rotte migratorie come quella che arrivava da est, dai Balcani, sono state molto più considerate, ad esempio, di quella che riguarda il Mediterraneo, quindi che riguarda il Sud d'Europa. Nelle conclusioni del Consiglio Europeo si dice anche che bisogna fare attenzione alla specificità dei confini marittimi, e quindi al fatto che l'immigrazione che arriva dal Mediterraneo ha bisogno di un'attenzione particolare e di strumenti particolari, che è esattamente quello che noi abbiamo sempre sostenuto. Si parla di dimensione esterna, cioè di difesa esterna dei confini europei, prima di trattare la vicenda che è sempre invece stata trattata, che è quella dei confini interni, dei cosiddetti movimenti secondari, abbiamo sostenuto la banale tesi che non è possibile fermare i movimenti secondari, se a monte non si fermano i movimenti primari. Si parla di investimenti e cooperazione sull'Africa, si parla di rafforzare i rimpatri sui quali, obiettivamente, in questi anni non si è fatto abbastanza si parla di mettere in piedi concretamente un piano per il Mediterraneo centrale. Tutto questo in un documento di conclusione del Consiglio Europeo

non si era mai ottenuto. Quindi io la considero una grande vittoria alla quale, ovviamente, devono seguire fatti concreti sui quali stiamo già lavorando e per i quali continueremo a batterci".

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua recente visita in Kenya ha focalizzato la sua attenzione sul ruolo dell'Europa.

"Noi cerchiamo un rapporto di collaborazione con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori ma sappiamo che la dimensione di questo fenomeno, dimensione epocale, crescente in ogni parte del mondo, non è affrontabile a livello bilaterale ed è affrontabile soltanto con una congiunta, lucida e ben organizzata azione europea, che affronti in maniera sistemica questo grande problema epocale che si presenta attraverso il Mediterraneo, e non soltanto attraverso Mediterraneo ma anche attraverso la rotta balcanica. Si tratta di due aspetti che si intersecano attraverso i buoni rapporti collaborativi, attraverso buoni moduli di collaborazione bilaterali e un'azione consapevole e organica che l'Unione Europea possa svolgere su tutti i tavoli compreso quello della migrazione".

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