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Meloni a Zagabria: "Accordo con Albania su migranti è esempio da replicare"

Si tratta di un'intesa "innovativa e intelligente, c'è interesse in Ue", ha spiegato il presidente del Consiglio dopo il bilaterale con il primo ministro croato Andrej Plenkovic

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni
17 novembre 2023 | 12.25
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L'intesa sui migranti siglata da Italia e Albania è un accordo "innovativo e intelligente" e può essere "un esempio da replicare", ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo il bilaterale con il primo ministro croato Andrej Plenkovic. L'Italia è stata "pioniera", ha rimarcato Meloni, registrando l'"interesse da parte degli altri partner europei" per l'accordo raggiunto con il premier albanese Edi Rama.

"Sono contenta di portare qui la presenza del primo ministro italiano dopo vent'anni dall'ultimo viaggio, una cosa inspiegabile per la vicinanza geografica" con la Croazia "ma non solo", ha detto. I due paesi, ha sottolineato la presidente del Consiglio, si trovano "d'accordo su molte questioni" e devono lavorare "in modo sinergico". Con la Croazia, ad esempio, "siamo d'accordo sul fatto che siamo di fronte ad una crisi migratoria senza precedenti e il modo migliore per affrontare questa crisi" è lavorare sulla "dimensione esterna", ha detto. In questo contesto "ho sempre trovato grande sostegno da parte della Croazia", ha sottolineato Meloni. Secondo l'inquilina di Palazzo Chigi il problema dei flussi migratori va risolto "a monte" rafforzando la cooperazione "con i paesi africani". "Siamo consapevoli dei problemi che stanno affrontando le comunità transfrontaliere" per la sospensione di Schengen, ma "è una situazione transitoria che siamo pronti a rivalutare nel momento in cui le condizioni di sicurezza saranno più tranquille", ha assicurato Meloni.

Il premier ha poi sottolineato che Italia e Croazia intendono andare avanti "nel processo di riunificazione" dei Balcani occidentali con la Ue. Secondo Meloni, l'Unione europea "deve dare segnali concreti in tempi rapidi e c'è un importante Consiglio a dicembre" in "cui penso che si possano dare segnali sull'apertura dei negoziati alla Bosnia Erzegovina", ha proseguito la premier, la quale si è detta "ottimista che la procedura sarà avviata".

Parlando del nuovo Patto di stabilità, Meloni ha spiegato che "mi pare si stiano facendo passi in avanti" ma questi progressi "sono ancora insufficienti", per cui occorre "lavorare molto e di più". Auspicando un "rush finale" sulla definizione delle nuove regole della governance Ue, il presidente del Consiglio ha definito "esiziale per la nostra economia, il ritorno ai vecchi parametri". L'Europa "deve ripensarsi" per affrontare "le grandi sfide" che ha di fronte, tra cui quella dell'allargamento, ha aggiunto.

Plenkovic: "Regime controlli frontiere sia facilitato in vista festività"

Il premier croato Andrej Plenkovic, da parte sua, ha detto di augurarsi che il regime dei controlli alle frontiere, reintrodotto dall'Italia e da altri dieci Paesi dell'area Schengen, "sarà facilitato per trovare una soluzione che non rallenti il flusso turistico raggiunto nell'ultima stagione, quando i turisti arrivavano senza controlli alle frontiere". Plenkovic ha riconosciuto che "l'Italia non è isolata" nella scelta di reintrodurre i controlli, passo intrapreso da altri dieci Paesi.

Croazia si trova in una situazione in cui, per i prezzi dell'energia, e della sicurezza energetica, deve essere flessibile sul bilancio, ha affermato Plenkovic. "La Croazia sa cercando di rimanere nei parametri definiti prima dell'accesso nell'area euro. Ora l'indebitamento è del 67 per cento e il deficit dell'1,9, un poco più del previsto. Ma è importante che pensiamo anche alle pensioni, alle riforme e agli investimenti", ha precisato, rivendicando i "risultati concreti", in termini di livello di sostentamento delle famiglie e delle imprese, raggiunti nel recente passato grazie all'intervento dello stato.

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