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Meloni: "Della mia vita privata si è parlato senza pietà"

06 dicembre 2023 | 09.46
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La presidente del Consiglio: "Sindacati siano più coerenti, accettano contratti da 5 euro". Quanto al centrodestra "è coeso"

Giorgia Meloni - (Afp)
Giorgia Meloni - (Afp)

Dal salario minimo alla sua privata passando per la manovra e i migranti. Molti gli argomenti, più o meno caldi, affrontati oggi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai microfoni di Rtl 102.5. "La bagarre alla Camera sul salario minimo? Un po' sorrido: M5S, Pd ci dicono che il salario minimo è l'unica cosa che va fatta in Italia ma in dieci anni al governo non l'hanno fatta, e mi stupisce la posizione di alcuni sindacati che vanno in piazza per rivendicare il salario minimo quando poi vanno a trattare i contratti collettivi e accettano anche contratti con poco più di cinque euro all'ora, come accaduto di recente con il contratto della sicurezza privata. Bisognerebbe essere un po' coerenti", ha detto Meloni che, affrontando un tema personale, ha affermato: "Diciamo che della mie questioni private si è parlato a volte senza pietà, però alla fine me lo metto in testa e si combatte".

Tornando alla questione del salario minimo, per la premier la proposta delle opposizioni, di una paga di almeno 9 euro l'ora, "per paradosso rischia di abbassare gli stipendi, perché il 95% dei lavoratori ha una paga oraria più alta e si rischierebbe di arrivare al paradosso in cui un datore dice: 'se posso abbassarla a 9 euro, perché devo pagare di più?'. Certo ci sono poi quelle sacche che prendono meno e sulle quali occorre intervenire come il governo intende fare".

Centrodestra

"Il centrodestra sta molto bene, è in salute. C'è un metro solo per valutare la coesione delle maggioranze: la velocità con cui i governi riescono a operare. Si vede che questo governo opera velocemente, e quando succede è perché è facile mettersi d'accordo. Accade solo in maggioranze con una visione comune. Ne ho viste altre impantanate, che non trovano sintesi su niente, e a noi questo non accade", ha detto ancora la premier aggiungendo con un sorriso: "Leggo ogni giorni di un clima nel governo... di insulti, frustrate. La verità è che siamo coesi".

Manovra

"La manovra è stato un lavoro difficile. A farle quando ci sono i soldi sono buoni tutti...", ha poi sottolineato. "Noi partivamo da una situazione molto complessa, per mettere due numeri in fila: abbiamo 13 miliardi in più di interessi sul debito per l'aumento dei tassi della Bce e 20 miliardi di crediti superbonus. Partivamo con -33 miliardi, ciononostante abbiamo fatto una manovra da 28 miliardi, concentrando le risorse su poche grandi priorità, come la difesa del potere d'acquisto delle famiglie - ha elencato - il mantenimento del cuneo contributivo, abbiamo iniziato la riforma fiscale accorpando le prime due aliquote, e adeguato le pensioni, particolarmente quelle più basse sulla sanità, con un aumento che lo porta al massimo storico. E ci siamo anche occupati di famiglia e natalità"

Migranti

Quanto all'accordo con l'Albania sui migranti è "innovativo, utile e può rappresentare un precedente ripetibile in molte nazioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Non so perché la sinistra lo contesti così", forse "perché sperano che non riusciamo a risolvere il problema, cosa che noi contiamo di fare in una realtà in cui ci confrontiamo con flussi senza precedenti". "Il Pd ha cercato di cacciare il povero Edi Rama che è socialista dal Pse perché evidentemente aiutare l'Italia non è di sinistra", ha aggiunto.

Giustizia

"Si cerca di costruire uno scontro tra politica e magistratura, non vedo uno scontro e non potrebbe venire da me che ho grande rispetto per chi serve lo Stato. Io penso che politica e magistratura debbano lavorare insieme per rafforzare la lotta alla criminalità, rendere più veloce la giustizia. Vogliamo fare del nostro meglio per aiutare la magistratura. Che poi in Italia ci sia una piccolissima parte, ma rumorosa, della magistratura che per ragioni ideologiche ritiene di dover disapplicare i provvedimenti di un governo che non condivide o influenzare il dibattito politico è un fatto", ha affermato la premier puntualizzando: "Mi ha colpito, ad esempio che l'Anm dica che la riforma istituzionale è un attacco alla magistratura, che non è toccata, e abbia una deriva anti democratica, ma so che riguarda una piccola parte della magistratura". E poi ha chiarito: "Penso comunque che una riforma sulla giustizia vada fatta".

Violenza su donne

"La giornata di ieri è stata una giornata che può rappresentare una svolta, la partecipazione popolare al funerale di Giulia, le parole del padre, nella tragedia è stata una giornata che potrebbe rappresentare l'inizio di qualcosa di nuovo sul piano culturale", ha detto ancora Meloni. "La grande questione è qui: chi ha usato anche l'omicidio di Giulia per tentare di fare un po' di strumentalizzazione politica ha fatto un grande errore. Questa è una materia sulla quale tutti dobbiamo interrogarci su un mondo che sta cambiando in un modo estremamente veloce e che forse noi non stiamo perfettamente capendo". "A monte penso - ha continuato - che il problema sia sempre lo stesso: esistono degli uomini che non accettano l'emancipazione femminile, la libertà delle donne e per questo non accettano i no. Questo è l'elemento alla base di questo problema e che dobbiamo combattere ogni giorno. Le leggi ci sono, è sul piano culturale che possiamo fare molto di più. Il problema vero è l'assenza di cultura, la crisi che vivono le famiglie e il nostro sistema educativo. Il problema è che non abbiamo capito quanto il Covid ha impattato sulle giovani generazioni anche in termini di capacità di socializzare, non ci stiamo rendendo conto del ruolo che le nuove tecnologie e i social media hanno, che messaggi sempre più improntati al nichilismo, alla cultura dei soldi facili, al sesso facile quanto stanno impattando. Lo dico da madre: non sono certa che riusciamo a capire tutto quello che passa sui telefonini e i social e non so se riusciamo ad affrontarlo davvero". "Le leggi ci sono, ci sono gli strumenti e le istituzioni - ha detto poi Meloni rivolta alle donne in ascolto -. Noi siamo libere e non è normale avere paura di un uomo che dice di amarti: si può chiamare il numero 1522, chiamatelo se avete paura perché c'è qualcuno che vi può aiutare".

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