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Migranti, Meloni a Germania: "No a solidarietà con i confini degli altri"

Le parole della presidente del Consiglio a Malta. Incontro con Macron e von der Leyen

I leader del Med9. Foto Adnkronos
I leader del Med9. Foto Adnkronos
29 settembre 2023 | 14.29
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni invia un nuovo messaggio alla Germania in tema di migranti: "No alla solidarietà con i confini degli altri". Le parole arrivano da Malta, dove Meloni ha incontrato oggi il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a margine del Med9 a Malta. "C'è volontà di affrontare con serietà la questione dei migranti, l'approccio è già assodato, io ho posto con chiarezza la questione e le soluzioni che ho sempre raccontato, la discussione è stata su questo e ho visto una convergenza, tra questi Paesi, che è totalmente condivisa" ha detto in un punto stampa al termine del trilaterale.

Quella del "Med9 è stata una discussione proficua, per l'Italia la priorità è la questione migratoria, dal nostro punto di vista sono contenta per la convergenza trovata, è tempo di affrontare in modo concreto, strutturale e definitivo il problema". "L'Italia con le nazioni di primo approdo patisce di più la forte pressione migratoria, ma chi pensa che questo riguardi un'unica nazione europea prende un abbaglio, rischiamo di essere la prima nazione a essere travolta, ma poi tutti lo saremmo" aggiunge la presidente del Consiglio. "Gli accordi di riammissione per i rimpatri devono essere una questione europea, dobbiamo rafforzare la lotta ai trafficanti, ai flussi finanziari dei trafficanti, e dare attuazione del memorandum con la Tunisia".

Germania e Ong

"Capisco le posizioni degli altri ma non si può fare la solidarietà con i confini degli altri", aggiunge, riferendosi alle dichiarazioni della Germania in merito alle Ong. Il confronto tra Roma e Berlino va avanti da giorni.

"Ho avuto degli scambi con il cancelliere Scholz nella giornata di ieri su questa materia aperta del patto di migrazione e asilo, ma facciamo mezzo passo indietro: per noi la redistribuzione non è mai stata la priorità, per me il problema non si risolverà mai completamente se ogni Paese pensa di scaricarlo su un altro. L'unico modo per risolvere il problema di tutti è il lavoro che noi stiamo facendo sulla dimensione esterna".

"Dopodiché noi siamo stati molto cooperativi sul tema del patto di migrazione e asilo, lo abbiamo votato anche perché migliorava per noi le condizioni rispetto alle regole precedenti, poi, ieri la Germania è arrivata con alcuni emendamenti, uno in particolare che per noi rappresenta un passo indietro sul tema delle organizzazioni non governative, e abbiamo chiesto di avere tempo, perché non si poteva decidere ieri così", ricostruisce Meloni. "Poi io capisco la posizione del governo tedesco, ma se loro vogliono tornare indietro sulle regole delle Ong, allora noi proponiamo un altro emendamento in forza del quale il Paese responsabile dell'accoglienza dei migranti che vengono trasportati sulla nave di una Ong è quello della bandiera della nave".

Tunisia

"La settimana prossima parte la prima tranche di soldi" verso la Tunisia dalla Ue "è un fatto concreto di segnale, evidentemente i tunisini hanno fatto fede agli impegni presi". "Quella dell'Fmi è una questione che vedo più difficile, non è una cosa che penso si possa risolvere immediatamente, quello che bisogna fare è capire se le risorse che l'Europa aveva immaginato di utilizzare per sostenere bilancio Tunisino, circa 800 milioni se non vado errata, possano essere scollegate dall'accordo con il Fondo, immaginare che l'Europa possa fare una propria iniziativa", dice il premier italiano.

"Questo è oggetto del dibattito che stiamo iniziando adesso ma che sicuramente sarebbe in termini temporali più risolutivo che aspettare la cosa più complessa dell'Fmi", sottolinea. "C'è da riprendere con forza il nostro partenariato con Tunisi - aggiunge Meloni -, che sta dando segnali di collaborazione molto importanti, su questo bisogna essere concreti e mi pare che le risorse finalmente stiano arrivando. Quello del partenariato è un modello che può essere utilizzato per altri Paesi del nord Africa".

Ucraina e Patto di Stabilità

"Sull'Ucraina la posizione non cambia, continuiamo a garantire il nostro sostegno" ha detto la premier, toccando anche questo tema, tra i tanti del vertice di Malta.

Per quanto riguarda, invece, il Patto di Stabilità, ha detto che non "possiamo tornare alle regole del precedente" perché sarebbe "per le nostre economie molto pesante da affrontare, ma dobbiamo anche saper immaginare nuove regole che sostengano le grandi scelte strategiche che ci siamo dati".

Von der Leyen

"Una buona discussione e una chiara ambizione comune a Med9 per migliorare la nostra gestione collettiva della migrazione nel Mediterraneo" scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al termine del vertice di Malta. "In particolare, sostenendo gli Stati membri nella risposta alla crisi e con approcci strutturati attraverso partenariati rafforzati con il nostro vicinato meridionale".

Macron

"Sosteniamo questo piano in 10 punti e vorremmo metterlo in atto, specialmente con la Tunisia e la Libia" ha detto il presidente francese Emmanuel Macron. "Ringrazio per i 10 punti presentati da Ursula Von der Leyen - ha aggiunto Macron -. Come ricordato dalla presidente Meloni abbiamo avuto una discussione anche con Ursula Von der Leyen e abbiamo proposto ai nostri colleghi di mettere in atto questi dieci punti". "Spero - ha aggiunto - che a livello europeo nei prossimi giorni potremo migliorare il nostro funzionamento interno per lavorare insieme sulla questione dell'immigrazione. Spero che ci lavoreremo veramente nei prossimi giorni, e per migliorare il partenariato con i paesi di origine - specialmente in Africa - e anche con quelli di transito, le coste sud del Mediterraneo". Macron ha fatto riferimento ad un "partenariato rispettoso che porti cooperazione tecnica, finanziamenti e lotti in maniera molto concreta contro i trafficanti di esseri umani, che approfittano della miseria" e portano a "a far subire questa pressione migratoria".

I dieci punti

La discussione si è concentrata sull'attuazione del piano in dieci punti, presentato dal Presidente della Commissione Europea per consentire alla Ue di affrontare la sfida della migrazione. Sul tavolo i temi al centro dell'agenda del Consiglio europeo nei prossimi mesi.

Il primo punto prevede il sostegno della Commissione europea, dell'Agenzia per l'asilo europea e Frontex, a gestire il grande numero di sbarchi, anche con l'aiuto nella registrazione degli arrivi e delle identificazioni.

Il secondo punto prevede l'aumento del sostegno al trasferimento dei migranti fuori da Lampedusa, sollecitando gli altri Paesi europei a contribuire.

Il terzo punto riguarda invece il supporto di Frontex per incoraggiare e facilitare un veloce ritorno dei migranti nei loro Paesi di origine, laddove non sono qualificati per l'asilo.

Il quarto punto spiega l'intenzione di rafforzare lo sforzo contro i trafficanti, insieme ai Paesi di origine e transito e usare "il pugno duro" nei confronti di questo business così brutale. Devono a questo scopo migliorare anche le leggi contro i trafficanti.

Il quinto punto del Piano europeo prevede di rafforzare la sorveglianza aerea e di mare ed esplorare opzioni per espandere missioni navali esistenti o lavorare a istituirne nuove, nel Mediterraneo.

Il sesto punto sottolinea la necessità di adottare azioni contro la logistica dei trafficanti. L'Ue intende quindi lavorare con le autorità italiane per la rimozione e la distruzione di imbarcazioni e canotti.

Il settimo punto prevede che l'Agenzia per l'asilo europeo fornisca sostegno all'Italia per una veloce risposta alle richiesta di asilo e rimpatriare chi presenta richieste non fondate.

L'ottavo punto prevede di aprire corridoi umanitari e percorsi di arrivo legali per offrire ai migranti vere alternative e spezzare il circolo della narrativa.

Il nono punto del Piano prevede il coinvolgimento dell'Unhcr per la protezione dei migranti sui loro percorsi e per poter aumentare i rimpatri volontari assistiti.

Il decimo punto, infine, prevede che l'Ue si impegni a lavorare con la Tunisia per l'attuazione del Memorandum di Intesa e per accelerare la conclusione di nuovi progetti e l'esborso di nuovi fondi diretti alla Tunisia.

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