"Oltre 2,6 milioni di follower solo su Facebook ha visto il post sulla sospensione delle repliche". FdI: "Scomparsa da Raiplay puntata Report su mascherine Covid e Benotti, interrogazione per chiarire la vicenda". Ranucci: "Nessuna censura"
"Oltre 2,6 milioni di follower, solo su Facebook ha visto il post sulla sospensione delle repliche, di cui 1,6 milioni si tratta di follower non abituali. Ma il dato incredibile è che oltre il 37% sono giovani dai 18 ai 35 anni. Mentre il post sulla denuncia di Fdi contro di me ha raccolto 1,4 milioni di visualizzazioni, con oltre il 30% sotto i 30 anni". Lo scrive su Facebook Sigfrido Ranucci, in un post dal titolo 'I numeri della presunta solitudine di Report'.
"Mentre grande risultato ha raccolto l'iniziativa di lanciare le repliche sui social, ne ha beneficiato RaiPlay, che come # è risultata per la prima volta nella sua storia prima nei Trending Topic dove è entrata anche #giulemanidareport - aggiunge il conduttore di Report - Mentre, a proposito di solitudine, l'appuntamento con il mio #DiarioDiUnTrapezista" è "il 20 luglio a Viterbo, dove è registrato il tutto esaurito".
La redazione di Report aveva reagito con forza alla sospensione delle repliche estive decisa dalla Rai, rivolgendo un appello diretto al pubblico della trasmissione. E oggi la redazione in una nota scrive: "Una valanga di selfie, storie Instagram e post in risposta all'appello della redazione di Report, che chiedeva al pubblico di colmare il vuoto lasciato dalla sospensione delle repliche estive collegandosi su Raiplay sull'inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda ieri sera su Rai3, quella sul crollo del Ponte Morandi. E i dati sono sorprendenti. Sono stati registrati oltre 51.000 accessi dalle 21:15, l'orario in cui era prevista la messa in onda di Report, per guardare la trasmissione d'inchiesta su Raiplay".
"Un dato 10 volte superiore alla media delle visualizzazioni giornaliere su Raiplay degli ultimi giorni - spiega la redazione del programma di Ranucci - Il tamtam sui social in poche ore ha fatto da volano: senza poter utilizzare gli account social ufficiali della trasmissione, per questioni di policy aziendale, i giornalisti di Report hanno lanciato la chiamata alla mobilitazione su Instagram, Facebook e X, e il passaparola è diventato immediatamente virale. #giulemanidareport ieri sera è diventato trending topic, insieme anche a Raiplay, e in migliaia hanno pubblicato la loro foto davanti allo schermo per dire no al bavaglio. In trent'anni di storia Report, nonostante le tante pressioni, è potuto andare avanti a fare inchieste in maniera indipendente e libera proprio grazie al sostegno del pubblico che anche ieri ha dimostrato il suo attaccamento alla trasmissione d'inchiesta, che è patrimonio di tutti". La redazione ha poi diffuso un video con cui ringrazia gli spettatori sulle note di 'La libertà' di Giorgio Gaber, e l'hastag #GiulemanidaReport'.
Intanto i componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza Rai chiedono: "Come mai dal sito di Raiplay manca la puntata di Report riguardante la vicenda delle mascherine Covid che vedeva coinvolto l’imprenditore e giornalista Mario Benotti? Un’inchiesta che proprio Report aveva lanciato ed a cui, nonostante tutti gli importanti sviluppi, come peraltro sta accertando la stessa Commissione d’inchiesta sul Covid, la trasmissione di Ranucci non ha mai dato seguito con ulteriori puntate. Adesso, stranamente, tra tutte le puntate di Report manca proprio quella dell’11 gennaio del 2021. Per questa ragione presenteremo un’interrogazione in Vigilanza affinché siano chiare le ragioni di questa sparizione, auspicando che la puntata in questione torni visibile sul sito di Raiplay".
"Oggi il quotidiano la Verità, con un editoriale del direttore Maurizio Belpietro e un articolo a firma di Carlo Cambi, sostiene che un’inchiesta di Report sugli acquisti dei dispositivi di protezione durante il covid sarebbe stata da me censurata e sparita dal sito di Raiplay. Premesso che Report non ha giurisdizione su Raiplay che ha una struttura e direzione autonoma, i fatti non corrispondono al vero. La puntata contestata 'La commessa cinese' andata in onda l’11 gennaio 2021 è presente sul nostro sito, sotto forma di testo integrale", spiega Ranucci in un post su Facebook.
"Il video - spiega il conduttore di Report - non c'è semplicemente perché c'erano filmati prodotti in Cina i cui diritti hanno una scadenza a cinque anni, come da contratto con la società che ci ha fornito le immagini. Altre inchieste come Mascheropoli e Affari di covid, che mettevano sotto la lente le scelte di uomini di fiducia del governo dell’epoca sono ancora visibili sul nostro sito", dice Ranucci allegando i link ai video dei servizi.
"Inoltre - chiosa Ranucci - appare singolare che Report avrebbe dovuto censurare le splendide inchieste realizzate da Rosa Maria Aquino, che come facilmente riscontrabile sono già agli atti della Commissione che indaga sul Covid. E si tratta di una commissione alla quale la squadra di Report, a differenza di molti altri che ai tempi del Virus si erano chiusi nello sgabuzzino, ha dato un grosso contributo mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri cari", conclude il giornalista.