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Ucraina, Mattarella: "Incubo guerra, mai pensato Russia capace di tali crudeltà"

Il presidente della Repubblica incontra il Corpo diplomatico per gli auguri natalizi: "Primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere la tutela dei diritti dei migranti"

(Foto Quirinale)
(Foto Quirinale)
16 dicembre 2022 | 17.44
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"Mai avremmo pensato di dover assistere all’immane disastro causato dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. Un’aggressione che ha fatto ripiombare l’Europa in un incubo che eravamo certi fosse destinato a rimanere nelle pagine più buie della nostra storia. Mai avremmo pensato che quell’incubo potesse ripresentarsi. E mai avremmo pensato che un Paese come la Russia, a noi così vicino per cultura e storia, potesse arrivare al punto di attaccare le infrastrutture civili dell’Ucraina al fine crudele di privare la popolazione di luce, acqua e riscaldamento per tutto il lungo e rigido inverno di quei luoghi". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'incontro con il Corpo diplomatico per gli auguri natalizi. Mattarella, ancora positivo al Covid, ha parlato in collegamento streaming dal suo appartamento al Quirinale.

A causa delle conseguenze determinate dalla guerra in Ucraina "vengono violati insieme ai diritti del popolo ucraino, i diritti fondamentali di milioni di persone nel mondo, diritti che sono le fondamenta delle nostre democrazie" ha sottolineato il capo dello Stato.

"Shirin Ebadi, prima donna musulmana premio Nobel per la pace - ha ricordato Mattarella - ha detto 'per prenderci cura di una bella pianta dobbiamo innaffiarla tutti i giorni, stare attenti a quanta luce riceve. Non possiamo limitarci a versarci sopra una grande quantità d’acqua e poi ignorarla per un anno. In queste condizioni, la pianta muore. E lo stesso avviene per la democrazia: se non viene sorvegliata dalla gente, muore'. Sono parole da condividere. Oggi la comunità internazionale, noi tutti, dobbiamo prenderci cura della democrazia, difenderne con vigore quei valori e ideali che sono la condizione indispensabile perché tutti possano godere dei diritti umani fondamentali".

"Come possiamo accudire le nostre democrazie? Come possiamo lavorare per una pace giusta? La comunità internazionale dispone degli strumenti per assolvere questo compito, ed è necessario - ha ribadito Mattarella - che i Governi ripongano fiducia in quelle organizzazioni, a cominciare dalle Nazioni Unite, che nacquero proprio per rispondere all’esigenza di tutelare pace e democrazia. Serve una governance globale e un rilancio urgente di un multilateralismo efficace che contribuisca allo sviluppo di un ordine mondiale, imperniato sulle Nazioni Unite e portatore di pace e giustizia, basato su istituzioni rappresentative, democratiche, trasparenti, responsabili ed efficienti".

E "il ristabilimento di una pace giusta è il mio auspicio per il futuro perché solo attraverso la pace l’umanità potrà guardare al suo progresso. A questo obiettivo dobbiamo lavorare tutti, le diplomazie di tutti i Paesi sono chiamate a un impegno comune".

MIGRANTI - I "flussi migratori stanno attraversando una forte intensificazione quale diretta conseguenza dell’insicurezza alimentare e dell’instabilità prodotte dalla guerra. Un fenomeno con caratteristiche complesse, che non ci devono però far dimenticare che il primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere quello della tutela dei diritti dei migranti" ha detto Mattarella.

"Se ricordassimo, che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche sui migranti, ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice credo - ha aggiunto il capo dello Stato - farci guidare soprattutto dal principio di realtà e di solidarietà nell’individuare soluzioni in grado di governare, collettivamente, questo fenomeno".

IRAN - Il capo dello Stato ha parlato anche dell'Iran: "Purtroppo in questi giorni si assiste a ripetuti, brutali, tentativi di soffocare le voci dei giovani che manifestano pacificamente per chiedere libertà e maggiori spazi di partecipazione. Questi comportamenti vanno fermamente condannati. Si condanna da sé stesso uno Stato che respinge e uccide i propri figli".

ENERGIA - Poi l'energia. "Mentre ripensiamo alle scelte in materia di approvvigionamenti, non dobbiamo dimenticare gli impegni, anche per le generazioni future, per una transizione pulita, soluzione duratura e sostenibile, mezzo indispensabile per la lotta al riscaldamento del pianeta. Le energie rinnovabili significano sicurezza e autonomia nonché convenienza economica, creazione di valore e occupazione" ha affermato il presidente della Repubblica.

"Preoccupano i rischi di chiusura in sé stesse delle nostre economie, come possibile reazione al momento di crisi - ha sottolineato - In Europa, come ovunque, non dobbiamo cedere alle lusinghe del protezionismo, di una presunzione di autosufficienza. L’interdipendenza - la storia ce lo insegna - è un fattore prezioso di pace e di stabilità; e di benessere".

UNIONE EUROPEA - "L’Unione europea deve rimanere al passo con i tempi. I grandi cambiamenti e le sfide di questi ultimi anni impongono a tutti noi un’assunzione di responsabilità. Questo è il messaggio che è emerso lo scorso maggio dai lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa", con l'indicazione di "un percorso chiaro di riforma. Nel riformare sé stessa l’Unione non deve però correre il rischio di guardare solo all’interno dei propri confini, ma deve continuare a mantenere viva la vocazione al dialogo e alla solidarietà, alla cooperazione con gli altri Paesi: l’Unione Europea può e deve porsi come partner affidabile e fornitore di sicurezza responsabile a livello globale" ha detto il capo dello Stato.

"L’aggressione russa in Ucraina - ha ricordato - ha ulteriormente posto in evidenza la continuità geopolitica e la rilevanza strategica dei rapporti di Italia ed Europa con il Mediterraneo allargato e con l’intero Continente africano, su cui con particolare gravità si stanno ripercuotendo gli effetti del conflitto russo-ucraino". Mattarella si è poi soffermato sul rapporto tra Europa e Balcani, "una regione fortemente colpita dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Condividiamo con questa regione le stesse sfide, dalla crisi energetica a quella migratoria. L’Italia ha sempre sostenuto nell’ambito dell’Unione europea il percorso dell’allargamento".

"Con lo stesso spirito e la stessa intenzione l’Italia - ha concluso il presidente della Repubblica - continua a incoraggiare l’Unione europea ad allacciare legami sempre più strutturati e fruttuosi con gli altri organismi regionali in tutti i continenti. In questo senso vanno celebrati il recente Vertice Unione europea-Asean, organizzazione cruciale per la stabilità dell’Asia, il dialogo avviato per un analogo incontro con l’America Latina e i negoziati in corso per la conclusione di intese volte al rafforzamento dei legami tra Unione europea e numerosi Paesi di entrambi in continenti".

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