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Indi Gregory, cittadinanza italiana alla bimba inglese a cui vogliono 'staccare la spina'

06 novembre 2023 | 15.33
LETTURA: 3 minuti

La decisione in un Cdm lampo dopo che l'Alta Corte inglese ha ordinato la sospensione dei trattamenti vitali. La piccola, affetta da una malattia rara del Dna mitocondriale, potrà ora essere trasferita al Bambino Gesù. Meloni: "Farò quello che posso fino alla fine"

Indi Gregory, cittadinanza italiana alla bimba inglese a cui vogliono 'staccare la spina'

Nel corso di un Cdm lampo, il Governo ha conferito la cittadinanza italiana a Indi Gregory, bambina inglese di 8 mesi affetta da una malattia rara mitocondriale, per la quale l'Alta Corte di Londra aveva disposto la sospensione dei trattamenti vitali dalle 15 di oggi, nonostante le richieste della famiglia di trasferirla in Italia presso l'ospedale Bambino Gesù di Roma. "Oggi inizia un nuovo cammino per Indi, grazie di cuore al Governo, al presidente Giorgia Meloni e all'Italia per la cittadinanza ad Indi", ha detto all'Adnkronos Salute la famiglia della bimba tramite l'avvocato Simone Pillon che su X ha aggiunto : "Ora al lavoro per rimuovere i residui ostacoli e portarla presto a Roma".

Indi è affetta da una malattia rara del Dna mitocondriale ed ricoverata al Queen's Medical Centre di Nottingham, nel Regno Unito. I genitori si stanno battendo contro le autorità sanitarie per portarla in Italia, al Bambino Gesù di Roma che ha dato l'ok.

"Dicono che non ci siano molte speranze per la piccola Indi, ma fino alla fine farò quello che posso per difendere la sua vita. E per difendere il diritto della sua mamma e del suo papà a fare tutto quello che possono per lei". Così sui social la premier Giorgia Meloni, intervenendo sul caso.

Corsa contro il tempo per non staccare le macchine

Oggi pomeriggio scade il termine deciso dalle autorità inglesi per lo spegnimento delle macchine che la tengono in vita. La famiglia Gregory infatti ha perso il ricorso alla Corte d'Appello inglese per consentire di portare in Italia la piccola Indi. Ora la cittadinanza italiana potrebbe cambiare le carte in tavola - è la speranza - e dare una possibilità alla famiglia di trasferire Indi al centro per le cure palliative e la riabilitazione dell'ospedale pediatrico capitolino.

La malattia di Indi

La malattia mitocondriale di cui soffre la piccola impedisce alle cellule del corpo di produrre energia e i medici del Nottingham's Queen Medical Centre, dove è ricoverata - si legge sulla Bbc online - ritengono che questa condizione è incurabile. Per gli specialisti, Indi sta morendo. Non solo. Le cure a cui è sottoposta Indi, sottolineano, "sono inutili e causano dolore". Per il giudice dell'Alta Corte, che si è espresso favorevolmente alla sospensione dei trattamenti vitali, le prove sono "unanimi e chiare".

I genitori, di Ilkeston, nel Derbyshire, non sono riusciti a convincere neanche i giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) a Strasburgo a revocare la decisione di limitare legalmente il trattamento.

Palazzo Chigi si impegna a coprire i costi dei trattamenti sanitari

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno Matteo Piantedosi, ai sensi dell'art. 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, ha deliberato il conferimento della cittadinanza italiana alla piccola Indi Gregory, nata a Nottingham (Regno Unito) il 24 febbraio 2023, in considerazione dell'eccezionale interesse per la Comunità nazionale ad assicurare alla minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute. Lo si legge nel comunicato diramato dalla Presidenza del Consiglio al termine del Cdm.

La deliberazione, viene spiegato nella nota, fa seguito alla disponibilità espressa dall'ospedale pediatrico 'Bambino Gesù' in relazione al ricovero di Indi Gregory e alla conseguente richiesta di concessione della cittadinanza italiana avanzata dai legali dei genitori. Il Governo italiano ha inoltre comunicato, alla direzione dell'ospedale e alla famiglia, l'impegno a coprire i costi dei trattamenti sanitari che saranno ritenuti necessari.

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