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Sport, italiani popolo di sedentari

Nel 2020 il 94,5% dei bambini e ragazzi e il 44,8% degli adulti non ha svolto un livello adeguato di attività fisica, una tendenza che ha ripercussioni sulla salute e sui costi sanitari

Sport, italiani popolo di sedentari
27 gennaio 2023 | 14.26
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L'Italia è un Paese con molte contraddizioni. Anche nello sport: siamo un popolo di campioni sportivi (oltre che di allenatori) tanto da vantare il secondo posto nella classifica mondiale di podi conquistati nel 2021 in tutte le competizioni ufficiali (283, ci battono solo gli Stati Uniti). E siamo anche il primo Paese dell'Ue per podi conquistati alle Olimpiadi di Tokyo (40). Contemporaneamente, però, siamo un popolo di sedentari. Per la precisione l'Italia è il 4to Paese Ocse più sedentario tra gli adulti e il primo tra i bambini. Una fotografia scattata dal primo Osservatorio Valore Sport realizzato dal The European House-Ambrosetti, presentato a Roma.

In sintesi lo sport ci piace molto guardarlo, molto meno praticarlo. Nel 2020 il 94,5% dei bambini e ragazzi e il 44,8% degli adulti non ha svolto un livello adeguato di attività fisica, ovvero quello raccomandato dall'Ocse: 150 minuti a settimana per gli adulti, 60 minuti al giorno per bambini e adolescenti.

L'impatto della pandemia

Una situazione peggiorata per la pandemia: secondo i dati, 1/4 degli italiani in questo periodo ha diminuito i propri livelli di attività fisica, così come sono calati sensibilmente (-12,1%) gli atleti tesserati a enti sportivi riconosciuti.

Tuttavia, nel post pandemia, si è registrato un rinnovato interesse per la propria salute che si è concretizzato in un 87% di italiani che ha aumentato la cura del proprio benessere psico-fisico e in un 77% che vorrebbe fare più sport. Non solo, già a fine 2020 il 27,1% dei connazionali praticava sport in modo continuativo, segnando in questo caso addirittura un massimo storico. Numeri che però non scalfiscono il quadro complessivo di una diffusa sedentarietà.

Perché gli italiani non si muovono?

Ma quali sono i motivi per cui gli italiani non si muovono? Per il 27% si tratta di mancanza di motivazione o di interesse, mentre per il 10% il costo è troppo elevato. Dai dati emerge anche una forte componente familiare: se i genitori sono attivi, 8 ragazzi su 10 fanno sport; se non lo sono, si scende a 3 su 10.

Vi sono poi fattori legati a disparità socio-economiche e culturali: sono più sedentari i residenti nel Mezzogiorno (+23,7% rispetto al Nord), le donne (+4,6% rispetto agli uomini), i meno abbienti (+17,2% rispetto ai più benestanti), chi possiede un titolo di licenza elementare o nessun titolo di studio (+34,4% rispetto ai laureati) e gli over 65 (+30,2% rispetto alla fascia 6-24 anni).

Non mancano motivi economici e strutturali: l'Italia è il 16mo Paese in Ue-27 per spesa pubblica destinata allo sport, con 73,6 euro per abitante a fronte di una media di 119,5 euro. Ed è addirittura terzultima in Ue-27 per incidenza della spesa per lo sport sulla spesa pubblica totale, con lo 0,46% contro lo 0,75%.

In Italia inoltre ci sono 131 impianti ogni 100mila abitanti, il 58% in meno rispetto alla Francia e quasi 5 volte meno della Finlandia. Non solo: gli impianti sportivi sono vecchi, considerando che il 60% è stato costruito più di 40 anni fa, e ben 6 scuole su 10 non hanno una palestra.

I costi economici e sanitari della sedentarietà

Una situazione preoccupante se si pensa all'importanza di condurre uno stile di vita sano, specialmente nel quadro del progressivo invecchiamento della popolazione italiana, che nel 2021 vede gli over 65 raggiungere quota 23,8% del totale, e del peggioramento della qualità della vita, con 4 italiani su 10 affetti da almeno una patologia cronica.

La sedentarietà, ricordano gli esperti, è causa del 9% delle malattie cardiovascolari, dell’11% dei casi di diabete di tipo 2, del 16% dei casi di tumore al seno e del 16% dei casi di tumore al colon-retto. Non solo: nel solo 2019 ha causato la perdita di 271mila anni cumulati di vita in buona salute (+2% rispetto al 1990).

Tutto questo si riflette anche in costi sanitari diretti e indiretti a carico della spesa sanitaria nazionale: nel 2019 questi costi sono stati valutati in 3,8 mld di euro, ovvero l'1,7% della spesa sanitaria nazionale. Se l’Italia raggiungesse la media dei Paesi Ocse quanto a popolazione sedentaria (34,7%), si eviterebbero costi sanitari per 900 milioni di euro ogni anno.

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