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Max Pezzali a Roma per 'Il Circo Max', 'sul Gianicolo mi confronto con me stesso

24 maggio 2023 | 15.35
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Il 2 settembre il cantante festeggerà 30 anni di carriera sul palco del Circo Massimo. Confessa il suo amore per la città eterna e non biasima il silenzio di Springsteen sull'Emilia-Romagna

Max Pezzali sul Belvedere Tarpeo, in Campidoglio
Max Pezzali sul Belvedere Tarpeo, in Campidoglio

Max Pezzali arriva per la conferenza stampa de 'Il Circo Max' in sella alla sua moto in Campidoglio in stile on the road come la prima volta che è venuto a Roma. Qualche scambio di chiacchiere con l'assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato, poi parcheggia momentaneamente il mezzo davanti allo Scalone dei Musei Capitolini e confessa di non essere mai stato in Campidoglio, nemmeno da turista. Sarà la sua prima volta anche al Circo Massimo il 2 settembre, nel grande concerto per festeggiare i suoi 30 anni di carriera organizzato da Vivo Concerti. Tra gli artisti ospiti ci saranno gli Articolo 31, il Deejay Time (Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso in uno special set), Colapesce Dimartino, Dargen D'Amico, Sangiovanni e Lazza (gli altri verranno svelati nel corso dell'estate). Lo spettacolo durerà circa due ore e mezza. "Essere qui è veramente una cosa che non avrei mai pensato di vivere in 55 anni - ammette - Questo è un sogno alla pari di quello di San Siro coronato l'anno scorso (luglio 2022, ndr). È un punto d'arrivo totale che suggella l'amore che ho per questa città. È una cosa che se la fai, puoi anche smettere il giorno dopo". Per il cantante 'Il Circo Max' è un'emozione "pazzesca" perché saranno con lui sul palco artisti che "hanno fatto lunghi pezzi di strada con me come gli Articolo 31, con cui negli anni Novanta condividevo camerini e cui mi lega una profonda amicizia, Paola e Chiara, il Deejay Time". E garantisce: "Sarà una festa nella festa".

Il cantante è stato accolto con entusiasmo e affetto dall'assessore Alessandro Onorato che condivide lo stesso background generazionale. "Sarà un altro grandissimo successo - dice Onorato - Ci sarà un ennesimo tutto esaurito perché sarà un evento epocale, un punto di arrivo". Insieme, a cavallo di Ottanta e Novanta, hanno vissuto il passaggio storico dall'analogico al digitale. "Avevo 12 anni quando è uscito Nord Sud Ovest Est - racconta l'assessore - Abbiamo pianto, ci siamo innamorati, abbiamo sperato con le canzoni di Max - e rivolto a Pezzali - Non ti si può non voler bene, sinceramente. È come se fossi un fratello aggiunto o un caro amico". L'artista ha ricordato quando la musica era fatta di cd, copertine, dischi e cassette, era "tutto un po' autoradio". Per Max all'epoca le canzoni erano anche più ingenue. "Non sto facendo il boomer, eh - specifica - Gli artisti di adesso sono pazzeschi e scrivono da Dio. Noi scrivevamo tra virgolette come alle medie. Però questa ingenuità rimane nel passaggio da generazione a generazione". Questa vicinanza e semplicità ha reso grandi le sue canzoni. "Mi piacerebbe rappresentare un modello facile, più o meno 'se ce l'ha fatta lui, possono farcela tutti'. Io e Mauro Repetto (883, ndr) eravamo due tamarri qualunque di provincia senza quelle caratteristiche da campione. Eravamo dei ragazzi medi".

Su Roma, sua città d'adozione, riferisce di averla girata molto in moto e che i suoi primi amici sono stati i motociclisti romani. Col suo mezzo gli è sempre piaciuto andare sul Gianicolo, uno dei suoi luoghi fondamentali in cui si confronta con se stesso, e fermarsi sotto la statua di Garibaldi e anche allo Zodiaco a nord della città. "Nei momenti di scoramento dei fatti della vita, mi piaceva avere sotto questa città che mi dice che non sei solo e alla fine le cose tendono ad aggiustarsi, in una sorta di minimo fatalismo". Una sensazione molto diversa da Milano, secondo Pezzali originario di Pavia, in cui bisogna risolvere tutto e pare che il mondo debba dipendere da te. "A Roma si arriva alla consapevolezza che ci sono delle cose che non si possono risolvere e su cui tu non hai il controllo. A quel punto, 'stic***i". Il cantante ha fuso l'amore per Roma nella canzone 'In questa città' dove nomina uno dei suoi problemi maggiori, il cinghiale, che gli sta simpatico "perché ha lo sguardo triste". Spiega che nel periodo in cui ha scritto il pezzo abitava sulla Cassia in mezzo al nulla e ogni volta che rientrava a casa incontrava l'animale poco distante da casa sua che lo guardava. "Gli ero molto affezionato perché sembrava che mi salutasse anche so che non è un cane".

Alla domanda su cosa pensi di Bruce Springsteen, suo idolo, che non si pronuncia sull'alluvione di Emilia-Romagna e Marche, risponde di non biasimarlo. Crede che nella frenesia del tour mondiale, "non fosse consapevole della situazione". 'Il Circo Max' sarà l'unica tappa estiva 2023 all'aperto di Max Pezzali. L’art direction dell’evento, dai visual onstage al concept della locandina e delle altre grafiche, è firmata da Sergio Pappalettera, storica collaborazione di Max Pezzali dall’inizio della sua carriera: sue sono le copertine di album iconici della storia della musica italiana, tra cui anche proprio i due album di debutto 'Hanno Ucciso L’Uomo Ragno' e 'Nord Sud Ovest Est' (che a giugno celebra 30 anni dalla pubblicazione) diventati nel tempo veri e propri album-manifesto degli anni Novanta.

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