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Platinette: "Non sono mai stato deviato, mi affascinava il meccanismo della seduzione"

02 febbraio 2023 | 12.15
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Mauro Coruzzi si racconta in un'intervista al quotidiano 'La Ragione'

(Fotogramma)
(Fotogramma)

"Come va? Insomma… Se vuole una falsità le dico che sto bene. Posso ringraziare la mia infanzia non felice, perché grazie a questo sono riuscito ad affrontare la vita con maggior determinazione e forza". Mauro Coruzzi in arte Platinette si racconta in un’intervista esclusiva al quotidiano La Ragione. E parla del suo rapporto con il sesso: "Mi sono approcciato a questo tema abbastanza presto, ai tempi delle superiori. Non sono però mai stato deviato o cose del genere. Da un punto di vista analitico, a posteriori, posso dire che mi affascinava il meccanismo della seduzione. A interessarmi non era il sesso quanto il fatto di essere interessante per qualcuno, anche se a onor del vero fin dalle elementari mi sono accorto che c’era chi mi guardava con occhi non proprio innocenti. Mi ricordo ancora di quando avevo 6 anni: c’erano macchine che rallentavano e mi seguivano passo passo; al loro interno uomini che cercavano di irretirmi, ma senza successo".

La vera passione di Coruzzi è la musica: "Non è un’ancora di salvezza ma se può diventare un lavoro allora tanto di guadagnato - precisa - A 18 anni scrivevo canzoni ma erano orrende e allora ho cercato un approccio diverso. Sogni nel cassetto? No, per carità. Mi rifiuto di avere obiettivi. Adesso mi sono messo in discussione con un musical, l’obiettivo in questo caso è far bene con il minimo sforzo. Bisogna essere consapevoli della predisposizione della propria indole". Quanto alle classificazioni sessuali, argomento che impegna a tempo pieno la comunità Lgbt, "io invece le odio - afferma tranchant - Essendo onnivoro e non avendo pregiudizi, le categorie mi infastidiscono. Per un certo periodo andava per la maggiore la bisessualità, ovvero la predisposizione ad andare sia con uomini che con donne. Non credo però alla classificazione così come alla fluidità, anche perché mi fa venire in mente il sapone, non certo il sesso".

Quando gli si chiede se abbia il rimpianto di non essere padre, chiosa: "Per carità, meglio risparmiare a un figlio un padre con un tale carattere. Io sono la mia famiglia, grazie a Dio. Non devo rendere conto a nessuno, vivo come se fosse non dico l’ultimo ma il penultimo giorno. Che devo dire, le relazioni stabili sono una noia mortale. Sopportare impegni e doveri è la peggiore delle costrizioni possibili". Al termine dell'intervista il redattore gli augura ogni bene: "Io mi auguro l’esatto contrario, perché le avversità mi permettono di reagire al destino… E menomale, altrimenti diventerei un’ameba", conclude Coruzzi.

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