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Teatro, 'Caso mai, l'imprevedibile virtù della dignità' alla CometaOff di Roma

23 maggio 2022 | 16.04
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Teatro, 'Caso mai, l'imprevedibile virtù della dignità' alla CometaOff di Roma

Arriva al teatro CometaOff di Roma. dal 24 al 29 maggio, lo spettacolo 'Caso, mai - l’imprevedibile virtù della dignità', che cerca di "trovare risposte a domande che toccano il significato stesso della nostra esistenza".

In platea per l'anteprima saranno presenti fra gli altri Sergio Rubini assessore alle politiche sociali di Roma Capitale, Ennio Coltorti, Massimiliano Buzzanca, Edoardo Sylos Labini, Mario Sabatelli, Leonardo Bocci, Max Tortora, mentre Gabriel Montesi sarà in sala il 25 maggio al rientro dal Festival di Cannes. Con il patrocinio di Aisla, Centri Clinici Emo, Nazionale Poeti, Calabria Movie e Roma Capitale, il progetto teatrale rimanda inequivocabilmente alla bellezza unica e talvolta trascurata della vita. Un messaggio racchiuso nell’essenza stessa della speranza e che ha già conquistato attori, registi, medici ed istituzioni.

"Spero di aver creato una forma di intrattenimento gradita - dichiara il giovane autore e attore romano Simone Guarany - E spero di riuscire a far ridere e piangere, a mettere paura e a far riflettere, a sensibilizzare i nostri spettatori circa la drammatica condizione che alcune malattie possono portare noi esseri umani ad essere meno leggeri quando si parla di etica, soprattutto in campo medico. Questo è il mio compito, il mio lavoro".

Qual è, dunque, il significato della nostra vita? Lunga o corta, felice o infelice e, comunque, nel bene e nel male, questo è solo uno dei tanti interrogativi che affiorano nella mente di Massimiliano, Flaminia, Giuseppe, Paola, il dr. Giomberti e suor Lucia: sono loro i protagonisti di vite completamente diverse e dove tutto scorre amabilmente, finché la Sla si insinua nella loro quotidianità.

La commedia "fresca, leggera e profonda" tenta di indagare sul senso stesso delle nostre esistenze, sulle scelte di vita e sulla speranza. Con la co-regia di Licia Amendola, lo spettacolo si divide in tre atti che si susseguono senza interruzioni ed è caratterizzato da un ritmo alternato: veloce e incalzante nella prima parte, più profondo e dai toni più seri nella seconda.

Lo spettacolo, con le musiche originali composte da Giacomo Vezzani, attraverso la Sla parla di tutte le temibili malattie, spesso poco dibattute, che affliggono migliaia di famiglie, costrette a fare i conti con una dimensione umana segnata da un grande arresto e dove il corpo diventa carceriere di se stesso. "Cosa farei io se mi ritrovassi in una situazione simile?" è una domanda che nella vita spesso viene da porci e alla quale difficilmente si riesce a dare una risposta certa, soprattutto in circostanze così delicate.

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