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VINI VULCANICI

Natura, arte e vulcano: alla scoperta di Soave e Lessini Durello con Heva – Heroes of Europe: Volcanic Agriculture

Un progetto finanziato dall’Unione Europea volto alla valorizzazione dei vini vulcani grazie alla collaborazione dei Consorzi vinicoli italiani del Soave, del Lessini Durello, del Consorzio greco Union of Santorini Cooperatives – Santo Wines e del Consorzio veneto del formaggio Monte Veronese.

Natura, arte e vulcano: alla scoperta di Soave e Lessini Durello con Heva – Heroes of Europe: Volcanic Agriculture
15 maggio 2023 | 15.48
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Soave e Lessini Durello sono due delle DOP valorizzate dal progetto Heva – “Heroes of Europe: Volcanic Agriculture”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della misura 1144 volto alla promozione e valorizzazione dei prodotti vulcanici. Il distretto vitivinicolo di Soave si estende su 7.000 ettari vitati in provincia di Verona e ha il proprio cuore nell’omonimo borgo, insignito nel 2022 del titolo di “Borgo più bello d’Italia”. Non solo vino, dunque, ma anche arte, storia e bellezza: palazzi e preziosi edifici che testimoniano la ricchezza di una cittadina che fin dal Medioevo ha creato benessere grazie all'arte di coltivare la vite e produrre vino. Le colline del Soave sono costituite da terreni vulcanici e sedimenti dai tratti inconfondibili. Un elemento di unicità che ha portato il Soave a fondare e guidare un movimento internazionale di territori e prodotti enologici accomunati da questo tratto identitario, i Volcanic Wines. L’importanza del vino Soave fu riconosciuta fin dal 1931, anno in cui ottenne la menzione di “Vino Tipico” italiano, mentre nel 1968 nasce la Denominazione del Soave. Nel 1998 la doc Soave è prima in Veneto ad ottenere la Docg con il Recioto di Soave, a cui segue nel 2002 il riconoscimento del Soave Superiore Docg. Nel 2018 il comprensorio produttivo del Soave ottiene il riconoscimento Gihas-FAO quale “patrimonio agricolo di rilevanza mondiale”. Ma l’apice della valorizzazione giunge nel 2019, quando il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali approva l’adozione delle UGA, dividendo ufficialmente l’area del Soave in 33 cru, ovvero Unità Geografiche Aggiuntive che identificano e valorizzano i più prestigiosi e storici vigneti della denominazione. Le UGA sono l’ultimo tassello di una centenaria opera di valorizzazione territoriale che fa del Soave uno dei luoghi vinicoli italiani più importanti per il legame che ha saputo instaurare tra uomo e natura.

Prodotto con un minimo di 70% di Garganega e il 30% di Trebbiano di Soave o Chardonnay, il Soave è un vino bianco di colore giallo paglierino tenue, tendente al verdognolo. Al naso si presenta delicato e intenso, fine, mentre in bocca fa percepire tutta la sua natura “vulcanica”: mineralità spiccata, persistenza e sapidità, ben bilanciate in una struttura elegante e complessa. Volgendo lo sguardo leggermente più a nord, ci si affaccia verso i Monti Lessini e la Lessinia, quella fascia di terre alte che si estende nella parte settentrionale a cavallo delle provincie di Verona e Vicenza, l’area su cui si sviluppa la DOP Lessini Durello. Riconosciuta come denominazione nel 1987, la DOP Lessini Durello oggi è tutelata dall’omonimo Consorzio. Gli ettari vitati iscritti alla DOP sono circa 400, l’altitudine media dei vigneti è di 300 metri circa, con punte che arrivano anche a superare i 500: colline aspre, che spesso sono dovute ricorrere ai terrazzamenti, con pendenze estreme che danno origine ad una viticoltura eroica, condotta completamente a mano. Vitigno principe del Lessini Durello è la Durella, un’uva rustica e resistente, caratterizzata da buccia resistente, grappolo di media compattezza e, soprattutto, una grande vocazione alla spumantizzazione. Oltre il 90% della produzione di Durella viene spumantizzata attraverso il metodo Charmat o Metodo Classico. Se il Lessini Durello Metodo Charmat è caratterizzato da una maggiore morbidezza e un quadro aromatico più fresco e luminoso, il Metodo Classico richiede al vino una permanenza sui lieviti di almeno 24 mesi, 36 se il vino vuole fregiarsi della menzione “Riserva”.

Attraverso il progetto HEVA, i Consorzi di tutela di queste due denominazioni mirano a promuovere, valorizzare e far conoscere ai consumatori le straordinarie caratteristiche di una viticoltura che trova nell’origine vulcanica dei suoli il suo elemento differenziante. Terroir diversi che hanno sviluppato una riconosciuta propensione alla qualità.
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